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giovedì 15 dicembre 2016

Grillo e l'energia: critiche giuste e critiche "interessate".

Dopo la pubblicazione del video di Beppe Grillo sull'Energia come primo punto del programma del M5S in vista delle elezioni che prima o poi seguiranno al referendum che ha bocciato la proposta di revisione della Costituzione voluta a colpi di maggioranza dal governo Renzi, si è scatenata una polemica non del tutto disinteressata sull'argomento.
In particolare, Grillo è stato accusato da molti esperti di non aver capito nulla di energia, di aver proposto un NON programma in quanto non individua obiettivi chiari e non fa proposte concrete. Nell'articolo pubblicato su Linkiesta da Luca Longo, (si veda in fine articolo) il programma dei 5 Stelle per l'energia così come illustrato dal video di Grillo viene demolito e descritto come il trionfo della superficialità, della approssimazione, del luogo comune, e come "un insieme di speranze utopiche e datate che non affronta i veri problemi con i quali ci troviamo a fare i conti che lo vogliamo o no"
Grillo viene esortato a studiare l'argomento energia che è troppo importante e deve essere trattato con competenza e divulgato con precisione.
In effetti, certo, molte delle affermazioni del video di Grillo sono iperboliche, approssimative, superficiali, mal documentate ed esposte in modo sciatto e confuso.
Per esempio Grillo confonde energia con potenza e da l'impressione di non sapere esattamente cosa sia una smart grid, confonde Uzbekistan con Azerbajan come Paese da cui origina il gasdotto TAP, scade nella eccessiva semplificazione e faciloneria quando illustra l'idea dello scambio notturno dell'energia accumulata nella batteria dell'auto a prezzi tripli che in effetti è presentata da Rifkin fin dal libro "L'Economia all'Idrogeno", ma è un'altra cosa che ha più a che fare con la sharing economy che con la speculazione sul differenziale del prezzo dell'energia fra giorno e notte.
Lo stesso quesito su cui il blog invita a votare gli iscritti è di una ovvietà allucinante: chi può votare NO, alla domanda se vogliamo sopprimere il petrolio? Sarebbe come domandare se vuoi bene alla mamma o no... Ma Beppe lo conosciamo e sappiamo che è così
Capisce le cose a modo suo le riferisce a modo suo, ma normalmente ci azzecca, anche se poi si decredibilizza per lo stile comico giullaresco con cui presenta argomenti maledettamente seri. Va però dato atto a Beppe Grillo di aver sempre dato spazio sul tema dell'energia alle visioni dei grandi pensatori come Rifkin, Amory Lovins, Lester Brown e effettivamente pochi come lui sono stati in grado, nel tempo, di sviluppare una visione complessiva alternativa sul tema dell'energia. Ritengo perciò inaccettabile che l'autore di questo commento su Linkiesta mescoli il sacro col profano rilevando le contraddizioni del messaggio di Grillo ma facendo affermazioni allucinogene che (e qui c'è una forte complicità di Grillo per come lui si è espresso e ha presentato le cose nel famoso video) mirano a seminare scetticismo sulle possibilità delle tecnologie solari di far fronte ai bisogni energetici di una economia moderna e a ripristinare, invece, fiducia in quelle fossili. Infatti tutto diventa più chiaro quando nell'articolo su Linkiesta si leggono affermazioni come: "Se fosse passata la riforma costituzionale, allora sarebbe stato possibile creare e fare rispettare un piano energetico nazionale organico. Ma ora rimarremo alla paralisi anche su questo: il piano per trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale è bloccato dall’opposizione della regione Puglia all’abbattimento di 124 piante di ulivo" (!!!)
Pierferdinando Casini esci da questo corpo e manifestati in tutto il tuo satanico splendore!
20 settembre 2014: presento Beppe Grillo sul palco della Manifestazione
NO TAP / NO FOSSILI
Non ritornerò alla polemica sulla totale inutilità del gasdotto TAP, contro di cui ho contribuito a creare il Comitato interprovinciale NO TAP/NO FOSSILI che il 20 settembre 2014 organizzò una memorabile manifestazione con la Marcia San Foca - Melendugno (si veda il link in fondo pagina). Voglio però sottolineare una notevole contraddizione di questa critica a Grillo. L'obbligo dello Stato di elaborare un piano energetico nazionale era già previsto dalla competenza concorrente dell'articolo 117 della Costituzione nella sua formula vigente. Anzi, era tutto quello che lo Stato doveva fare, e che si è dimostrato totalmente incapace di fare. L'ultimo piano energetico nazionale risale al 1988 (il giurassico dell'energia). Le strategie energetiche dei vari governi che si sono succeduti sono state solo marchette ai produttori di fossili e gas in particolare. Ricordiamo in tal senso la SEN (Strategia Energetica Nazionale) in epoca Monti Passera, che vedeva l'Italia come l'"hub del gas" di tutta l'Europa (il gasdotto TAP nasce da questa impostazione: devastiamo pure i nostri territori e il nostro mare per andare a vendere il gas azero ai tedeschi, gli austriaci e gli svizzeri facendo fare profitti stratosferici a una multinazionale svizzera che apre un ufficio nel centro di Lecce. Francamente se la strategia nazionale deve essere "trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale", allora è molto meglio rimanere senza alcuna strategia nazionale, e bene fa il governatore Emiliano a opporvisi anche se dovrebbe farsi consigliare meglio, perché continua a parlare a vanvera di "decarbonizzazione dell'ILVA" confondendo il carbonio con il carbone, ma questo è un fronte polemico che apriremo a tempo debito).
Quindi è assurdo pretendere maggiori poteri (competenza esclusiva) in campo energetico per lo Stato, quando esso non è stato in grado di far fronte neanche agli obblighi derivanti dalla competenza concorrente.
Disinnescata la favoletta dell'immobilismo energetico dovuto alla mancata riforma costituzionale, vorrei concentrarmi sugli ultimi due aspetti di queste critiche che facendo di ogni erba un fascio, finiscono per scadere in quelle fanfaronate che imputano a Grillo. Mi riferisco innanzitutto alla questione dei sussidi alle fonti fossili (sulla quale il commentatore de Linkiesta diventa imporvvisamente afono e che nel mondo ammontano a oltre 700 miliardi di dollari (più del doppio di quelli per le rinnovabili, e che nella sola Unione Europea, come ricordava con un suo magistrale intervento in aula l'Eurodeputato Dario Tamburrano proprio ieri, ammontano a 300 miliardi di euro l'anno (600 euro a persona neonati inclusi-per chi fosse interessato il link a questo intervento è nelle note). La seconda questione è quella dell'accumulo di energia rinnovabile e della presunta insufficienza delle fonti rinnovabili a fare massa critica per coprire i bisogni di una economia moderna per cui ci sarebbe ancora molto da investire in ricerca e innovazione, e quindi (concludono) per il momento, non ci sarebbe alternativa ai fossili. Bisogna non aver mai letto Rifkin per lasciarsi andare a simili banalità. Perchè se è vero che le batterie e le auto elettriche sono per il momento fuori mercato (anche a causa di un sistema di incentivi che privilegia il modello fossile), le tecnologie dell'idrogeno (appena "sdoganate con il recepimento della Direttiva DAFI-Carburanti Alternativi - si veda in fondo articolo) permettono di far fronte in modo molto più economico ed energeticamente vantaggioso la problema dell'intermittenza delle fonti rinnovabili come Jeremy Rifkin ha dimostrato fin dal 2001 con il suo libro Economia all'Idrogeno e poi ha portato a sintesi con i 5 pilatri della Terza Rivoluzione Industriale nell'omonimo libro del 2011, e con il Commons collaborativo e l'internet dell'energia nel libro "La Società a costo marginale zero" del 2014).
L'ENERGY UNION della Commissione Europea propone  nuove regole per
una transizione verso l'energia pulita con il consumatore protagonista.
Infatti il problema degli accumuli non si risolve con le batterie (per cui non c'è abbastanza litio sul pianeta) ma appunto con le tecnologie dell'idrogeno che ormai cominciano ad arrivare sul mercato nonostante una legislazione sfavorevole le abbia relegate per troppo tempo nel limbo della ricerca e sperimentazione. Infatti se è vero che la ricerca nel settore delle fonti alternative deve andare avanti perchè gli investimenti in questo settore non sono mai abbastanza (il 95%della ricerca energetica dagli anni 30 ad oggi è andata a fossili e nucleare!), è rivoltante che questo argomento venga usato in modo strumentale come un alibi per non introdurre nel mercato tecnologie ormai consolidate in grado di accelerare la transizione energetica dal modello fossile centralizzato a quello decentrato e basato sul prosumer (al quale si rivolge la nuova legislazione Europea: si veda nelle note). E' vero esattamente il contrario dunque! Le fonti rinnovabili stanno mettendo profondamente in crisi il modello fossile ad alti costi marginali perchè sono a costi marginali ZERO, tanto che i produttori di energia fossile non si vergognano a domandare allo Stato il pagamento di una sovvenzione mascherata da "Capacity Payment" come rimborso per i loro investimenti sbagliati negli impianti fossili (carbone, turbogas e oli combustibili). La realtà è che da quando sono entrate in funzione le rinnovabili (specialmente il fotovoltaico) si è invertito il momento del picco dei costi della produzione energetica, da mezzogiorno (quando ci pensa il sole che è gratis) alla sera (quando il sole non c'è più e allora bisogna andare con i fossili che gratis non sono, si veda diagramma sotto). Purtroppo questo non si è tradotto in un beneficio in bolletta da parte dei produttori e distributori che preferiscono "chiagnere e fottere", lamentando costi eccessivi alle rinnovabili, quando invece i loro problemi economici nascono tutti dai costi delle fonti fossili dal prezzo volatile e imprevedibile, e comunque a più alti costi marginali del sole e del vento. Se avessimo una autorità Garante per il Gas e l'energia saprebbe lei come metterli a posto. Come dite?!? Ce l'abbiamo?! Noooo dai! Mi state prendendo in giro!

Inversione del picco del costo dell'energia 2005-2013

Purtroppo queste cose l'articolo de Linkiesta non le dice (e ci può stare), ma il vero problema è che non le dice nemmeno Grillo (e questo di può stare un po' di meno).
Eppure nel M5S ci sono parlamentari bravissimi (tanto per citarne solo due, il Senatore Gianni Girotto e il già citato Europarlamentare Dario Tamburrano) che su queste cose sono impegnati pancia a terra ogni giorno e che se fossero stati consultati prima di diffondere il video-pietra dello scandalo, avrebbero certamente evitato una serie di imprecisioni, approssimazioni, errori e figuracce.

Se Grillo non ha il loro numero di telefono, posso darglielo io...


Riferimenti:
Ecco il video di Grillo:
(http://www.beppegrillo.it/2016/12/il_programma_di_governo_del_movimento_5_stelle_lenergia.html)

ed ecco l'articolo de Linkiesta:
(http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/08/ecco-perche-sullenergia-beppe-grillo-non-ha-capito-niente/32664/)

Ecco uno dei video relativi alla manifestazione contro il Gasdotto TAP del 20 settembre 2014 con Beppe Grillo: https://www.youtube.com/watch?v=ezN4qmu48MQ

Ecco il link all'intervento di Dario Tamburrano nel Parlamento Europeo contro gli incentivi all'energia fossile:
http://www.ilblogdellestelle.it/ogni_cittadino.html?utm_medium=push_notification&utm_source=rss&utm_campaign=rss_pushcrew

Ecco le informazioni sulla direttiva DAFI: http://cetri-tires.org/press/2016/un-grande-passo-avanti-verso-lidrogeno-recepita-la-direttiva-europea-per-i-carburanti-alternativi-dafi/).

E infine ecco le informazioni sulle nuove strategie europee:
(https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition)
.


2 commenti:

  1. Sono d'accordo al 100% su quanto dici sul "Programma Energia M5S", alle tue giuste critiche si deve aggiungere che qualche parlamentare M5S a parole è favorevole alle energie rinnovabili, in pratica le ostacola con ogni mezzo cavalcando in modo acritico le posizioni dei comitati del NO e con interrogazioni parlamentari, dove l’ignoranza e la superficialità emerge in tutta la sua potenza.
    http://www.nicolabianchi.net/2013/12/interrogazione-su-progetti-solare-termodinamico-in-sardegna/
    http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/271972
    Nelle interrogazioni si tratta di due centrali di solare termodinamico da 55 Mwe di seconda generazione, a Sali fusi, previste in Sardegna, tecnologia interamente italiana, sviluppata dal premio Nobel Carlo Rubbia nei laboratori di ENEA e CRS4 che ha comportato il coinvolgimento di decine di ricercatori e investimenti per centinaia di milioni di euro.
    In questi impianti oltre a coltivare in modo innovativo il campo solare, verrà prodotto idrogeno su scala industriale con il coinvolgimento di ENEA che detiene il brevetto per la produzione di idrogeno da solare termodinamico; oltre a questo ENEA ha brevettato un sistema per l’utilizzo del vapore residuo che può essere utilizzato nell’industria agroalimentare, il teleriscaldamento e teleraffrescamento, aumentando così l’efficenza della centrale e rendendola a emissioni zero.
    In questa fase il progetto “Flumini Mannu” ha avuto il VIA favorevole del Ministero dell’Ambiente e il parere contrario del Ministero dei Beni Culturali, pertanto è all’attenzione del Consiglio dei Ministri; il progetto “Gonnosfanadiga” invece è ancora in fase istruttoria del Ministero dell’Ambiente.
    Di seguito la sintesi dei progetti con i relativi link dove ricercare i documenti.
    https://www.dropbox.com/s/wu3lkw9x82phgk5/00%20bis%20FM%20e%20GN%20Sintesi%20e%20stato%20dellarte%20RevVir.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/02nv7upqhclrg4n/FM%20Accordo%20di%20Programma%20Alc.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/7j1yi1zcflt1azd/ENEA%20Flumini%20Mannu.pdf?dl=0

    https://www.dropbox.com/s/nn4kpb4nt7zlxh5/FM-UNICA%20Dipartimento%20di%20Fisica.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/5bfgepkus22iib6/AGRIS%20Adesione.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/zcflnfbfcfgafcc/FM%20CASAR%20L.I..pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/jykb3nzzr3yfg9s/COMPAMB001.pdf?dl=0

    Dalla sintesi del progetto si può capire l’importanza del solare termodinamico a Sali fusi, gli sviluppi che questa tecnologia può garantire.
    Grazie per l’attenzione.

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    Risposte
    1. Grazie per il tuo contributo Luciano. E'incredibile come ci si possa fare del male da soli, ammazzando una delle eccellenze tecnologiche italiane nell'energia pulita come il solare termodinamico a sali fusi, come il mio amico Bruno D'Aguanno va denunciando da tempo!

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