sabato 14 novembre 2015

Integrazione e Integralismo

"I kamikaze mi interessano perché vorrei capire che cosa li rende cosi' disposti a quell'innaturale atto che e' il suicidio e che cosa potrebbe fermarli.
...
Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perché io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali"...

Tiziano Terzani
"IL SULTANO E SAN FRANCESCO"
(Lettera a Oriana Fallaci)


Scrivo queste poche righe a caldo mentre ancora il bilancio delle vittime degli attentati di Parigi rimane incerto. Ovviamente non c'è nessuna giustificazione per la violenza e per il terrorismo di qualunque matrice  esso sia. Al tempo stesso però non è possibile continuare a far finta di niente rispetto alle ragioni che determinano il processo di radicalizzazione in tante persone di religione islamica.
Il modello economico capitalistico nato per allargare il benessere a cerchie sempre più vaste di esseri umani si sta tragicamente avvitando su se stesso contraddicendo i suoi scopi più nobili in una spirale che genera diseguaglianze odio e rancore, perchè ha completamente dimenticato l'essere umano e mira solo al raggiungimento del profitto immediato e macroscopico per un numero sempre più ristretto di persone. L'intera economia reale mondiale è asfissiata da un sistema finanziario speculativo che comprime diritti e benessere, attacca i beni comuni e toglie speranza ai cittadini. In questo scenario di totale supremazia dell'economia finanziaria virtuale sull'economia reale, la vita dell'essere umano, la sua capacità di lavorar e e di produrre diventano variabili spendibili di un'equazione finanziaria in cui non c'è più spazio per un approccio umano al lavoro. E così abbiamo situazioni di schiavismo come quelle del caporalato denunciate con la rivolta di Nardò in Puglia capeggiata da Yvan Sagnet e dai suoi fratelli della masseria Boncuri nel Salento, ma abbiamo anche le nuove forme di schiavismo 2.0 ad esempio nel settore dei servizi tipo i call center e le vendite porta a porta in cui lavoratori la cui dignità viene calpestata "a norma di legge" (vedi jobs act) accettano condizioni umilianti e salari da fame in mancanza di qualunque alternativa per avere una speranza di vita e di futuro. In un mondo a dimensione fossile le diseguaglianze crescono e diventano talmente stridenti che il Papa parla di "economia che uccide".  Il numero di persone più ricche del mondo che secondo le statistiche ONU ha una ricchezza pari al reddito dei 4 miliardi di persone più povere del mondo era 380 nel 2010. Oggi è 65. Al tempo stesso alcuni criticano le società occidentali moderne perchè emarginano le fasce sociali deboli e non permettono l'integrazione di soggetti cosiddetti "a rischio" che si sentirebbero rifiutati e cederebbero così alle lusinghe del terrorismo.


Questa spiegazione non mi convince del tutto perchè se è vero che la mancata integrazione va certamente annoverata fra le principali cause del disagio che può portare alcuni soggetti alla violenza di reazione, la sostanza rimane che emarginazione e non integrazione , scarsa o nulla coesione sociale, sono la cifra di un modello economico che non colpisce soltanto i migranti delle banlieu parigine da cui probabilmente provenivano gli attentatori di ieri, o dei sobborghi londinesi da cui proveniva il recentemente ucciso Jihad Johnny.
Integrare significa innanzitutto fornire a tutti una vita e un reddito decente. A TUTTI non solo agli immigrati. Ed è proprio qui il punto. Questo modello economico sta mangiando se stesso e non è più in grado di "creare" lavoro, perchè l'economia finanziaria speculativa sta mangiando l'economia reale e per farlo ha bisogno di massimizzare sempre di più i profitti comprimendo i costi, a cominciare dal costo del lavoro.
"Bruciare" lavoro è perfettamente strategico e voluto nelle politiche economiche dettate dal capitale finanziario in cui l'essere umano è ormai solo un peso (un "costo") e non il centro dell'azione economica.
Le assurde regole del patto di stabilità che "totemizzano" la stabilità finanziaria eletta a verità assoluta (quando invece le uniche verità assolute sono quelle della termodinamica in violazione delle quali tutta la nostra economia è costruita), spoliano gli stati della possibilità di investire in opere sostenibili e ad alta intensità occupazionale, sono perfettamente congeniali alla  necessità del grande capitale finanziario di poter disporre di un esercito di riserva di disoccupati (anche qualificati) disponibili a andare a lavorare in call centers e servizi porta a porta per trecento euro al mese con contratti mensili rinnovabili che violano la dignità dell'essere umano prima ancora che i suoi diritti economici. Ecco perché non c'è integrazione!
Una tale concentrazione di ricchezza, prodotta dal modello economico fossile ad altissima intensità di capitale e a bassa intensità di lavoro, è diventata ormai insostenibile.
E così, mentre i diritti dei lavoratori e dei cittadini sotto qualunque latitudine vengono sempre più schiacciati in nome del debito e della "stabilità finanziaria", ci siamo assuefatti a un modello economico che permette che al mondo muoia  di dissenteria e fame un bambino ogni tre secondi, mentre si suicidano 20 mila contadini indiani ogni anno, e  le multinazionali dell'agro industria americane, cinesi arabe e tedesche continuano a rubare terra in Africa con il land grabbing. 
Gli equilibri degli ecosistemi da cui dipendono le condizioni di benessere, e perfino le possibilità di sopravvivenza di milioni di cittadini soprattutto in Africa e nel terzo mondo sono ormai irrimediabilmente compromesse da un cambiamento climatico e un inquinamento che sono il prezzo dell'entropia creata da 200 anni di follia fossile che conviene solo a una ristretta minoranza di élites mondiali trasversali dall'Arabia Saudita al Texas, dalla Russia alla Gran Bretagna), e a cui la COP 21 dovrebbe cercare di porre rimedio proprio a Parigi fra meno di un mese (ma non si vede proprio come, visto che gli egoismi geopolitici continuano a dettare l'agenda delle cancellerie internazionali, in un ridicolo ballo sul Titanic mentre la nave della razza umana si avvia allegramente a schiantarsi contro l'iceberg del cambiamento climatico e della sua stessa estinzione).
Un intero continente, l'Africa vive i postumi storici di schiavismo, imperialismo e  colonialismo che hanno saccheggiato le sue risorse naturali e umane facendo la fortuna di pochi grandi gruppi economici negli USA, in Brasile, in Europa, nella più totale indifferenza dell'occidente. Milioni di africani sono morti di fame per la folle imposizione da parte del FMI e della Banca mondiale di imporre agli stati "debitori" dell'Africa coltivazioni di mangimi per alimentazione bovina sottraendo terre coltivabili all'alimentazione umana e così per ogni bistecca prodotta per il ricco occidente a prezzi di mercato capitalistici, centinaia di africani venivano ridotti alla fame e privati dei cereali base per la loro alimentazione. Chi ha provato a denunciare questo stato di cose è stato ucciso, come Patrice Lumumba in Congo, e il Capitano Thomas Sankara in Burkina Faso.
Quest'ultimo stava realizzando un piano per portare a tutti i burkinabé almeno 7 litri di acqua al giorno e cibo sufficiente a sfamarsi, ma per fare questo aveva bisogno di risorse che non poteva destinare al pagamento di un debito assolutamente immorale contratto dalla precedente corrottissima classe dirigente del suo paese, usato (il debito) come un'arma contro l'indipendenza economica e politica degli stati politicamente deboli ma ricchi di risorse naturali dell'Africa Sub Sahariana. Venti giorni prima del suo assassinio per mano del suo "vice", Blaise Comparè (organizzato dalla CIA e dai servizi segreti francesi), aveva pronunciato il famoso discorso sul debito all'ONU in cui disconosceva il debito fatto di pezzi di carta colorata che gli occidentali reclamavano al suo paese affermando che al contrario il vero debito era quello di sangue disperazione, morte e indicibili sofferenze che era stato imposto agli africani per secoli con lo schiavismo prima e con il colonialismo successivamente. In quel discorso, Sankarà disse: "Gli africani non vogliono aiuti occidentali. Gli africani vogliono solo essere lasciati liberi di svilupparsi usando le loro risorse naturali. L'Africa agli Africani!".
Thomas Sankara
L'Africa agli Africani. Già. Una idea che nessuno più a ripreso e chi ci ha provato (vedi Gheddafi, se pure in modo discutibile e fra mille contraddizioni) è stato eliminato.
E' mai possibile  che oggi il concetto Sankariano de "l'Africa agli Africani" sia  diventato lo slogan di Boko Haram? E' colpa dai tagliagole terroristi se sono solo loro a aver ripreso (strumentalmente) l'eredità politica del grande Presidente Sankara. O non è piuttosto che loro si sono limitati ad occupare uno spazio lasciato colpevolmente vuoto dai regimi capitalistici occidentali, troppo presi nei loro intenti predatori e speculativi che hanno ucciso ed eliminato tutti coloro che volevano affermare il principio della loro sovranità nell'ambito delle metodologie democratiche?
E che dire della brutale esecuzione di Ken Saro Wiwa che fu perpetrata esattamente 20 anni solo perchè il coraggioso drammaturgo anglo-nigeriano si mise a capo del suo popolo per opporsi alla vergognosa politica della Shell che sversava petrolio nel delta del Niger distruggendo l'economia agricola della popolazione locale degli Ogoni?
Ken Saro Wiwa

Se oggi i tagliagole e i terroristi fanno tanta presa su un numero crescente di giovani  che ritengono di non aver più niente da perdere e sono disposti al fanatismo del sacrificio supremo, è solo colpa del loro innato radicalismo o ci sono delle corresponsabilità da parte di chi governa i processi economici mondiali in nome del profitto esasperato di pochi grandi gruppi finanziari, a prezzo di devastazioni ambientali senza precedenti, di un consumismo sempre più esasperato che sta divorando le risorse naturali, svuotando le miniere e riempiendo le discariche, che sta uccidendo la speranza sotto qualsiasi latitudine e costringendo masse sempre più ampie di disperati ad affrontare la morte nel canale di Sicilia pur di sfuggire a un destino segnato da povertà e disperazione?

Mi rendo conto che subito dopo gli attentati di Parigi sia forse politicamente scorretto porre questi quesiti perchè dovrebbe essere il momento della solidarietà. Ma sono anche stufo della retorica posticcia "Hollandiana/Obamiana" del "non daremo tregua ai terroristi" quando sono proprio le loro politiche che dirigono il mondo verso il precipizio e alimentano l'acqua dove nuotano i pesci del terrorismo solo per un miope calcolo di convenienza, nella convinzione sbagliata che l'economia fossile che loro servono devotamente non sia arrivata al capolinea.
Mentre fuori dallo Stade de France scoppiano le bombe durante la partita Francia Germania, forse è venuto il momento di passare dalla retorica della repressione alla strategia della prevenzione del terrorismo attraverso una radicale revisione delle politiche economiche e energetiche in senso sostenibile sia ecologicamente che umanamente. Perchè quando le bombe scoppieranno dentro gli stadi, sarà troppo tardi.




Per chi fosse interessato a leggere per intero l'articolo di Tiziano Terzani da cui è tratta la citazione iniziale: http://www.kelebekler.com/occ/terzani.htm
Per chi volesse ascoltare il discorso sul debito di Thomas Sankara consiglio due link:
https://www.youtube.com/watch?v=Mt2AlztQpV0

e anche

http://www.dailymotion.com/video/x2wpnqq











9 commenti:

  1. Concordo. E nel frattempo boicotto tutte le multinazionali di cui sopra, quando vado a fare la spesa.

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  2. Bellissimo ! ci voleva proprio una rinfrescata.

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  3. Più chiaro di così. Concordo totalmente sull'analisi della politica occidentale nel mondo africano.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Grande articolo, caro Angelo Consoli. Non si poteva dire meglio. Condivido al 1000%

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  6. Ottimo articolo Sig. Angelo. Concordo pienamente con Lei!

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  7. Se riduciamo il terrorismo islamico solo ad una questione economica (che pure in certi casi può contribuire a facilitare l'arruolamento di alcuni soggetti) siamo sulla strada sbagliata. Purtroppo questo non spiega come mai molti componenti di questi cellule terroristiche sono occidentali di seconda e terza generazione, spesso senza nessun problema economico (vedasi intervista comparsa sulla Stampa ad un jihadista http://www.lastampa.it/2015/11/12/esteri/io-jihadista-vi-racconto-la-mia-guerra-santa-contro-gli-infedeli-YvozBu9rOB9TjBwAdpNt3K/pagina.html) di cui vi riporto un passo:

    "LA JIHAD PRIMA DEI FIGLI
    La jihad, la jihad sai per me è un dovere, non c’è scelta: la terra musulmana è in mano ai senza Dio, agli sciiti infami, la jihad viene prima dei figli del mangiare della casa del paese, devi combatterli con la parola i soldi le armi le leggi. Morire vivere... Parole, ci sono mujaheddin che combattono da 30 anni e sono ancora vivi altri che sono morti dopo un’ora… Decide Dio. Quello che voi occidentali non potete capire: avete perso la voglia di combattere per la fede, la religione per voi funziona come per me il commercio, ma quello che è importante per me, per noi, è essere puri nel momento in cui ci si separa da questo mondo, avere una fine felice. Tu saresti capace di avere una fine felice, rispondi? Io non sono sempre stato così pronto a Dio, ogni tanto la mia fede mi lascia, ma poi torna. E allora mi sento vivo e non più schiavo dell’occidente. Si combatte si uccide si muore. Voi occidentali siete più forti: per il denaro, i mezzi, le armi che avete. Ma proprio per questo avete paura di morire e volete vivere a tutti i costi. Noi no. Vedi la saggezza di Dio? Attraverso la debolezza lui ci rende più forti di voi.

    Nel giorno della resurrezione l’Onnipotente mi chiamerà a se: “Abu, hai assolto i tuoi doveri?”. “Mio dio, mi sono impegnato - gli risponderò - ho accettato di morire per te: tu sarai clemente allora...”. "

    Il loro obiettivo è distruggere tutto quello che caratterizza la società occidentale a partire dai sui costumi e libertà di pensiero, come dimostrano i bersagli scelti dai recenti attentati.
    Se non prendiamo coscienza di questo non credo che riusciremo a prendere le decisioni giuste per tentare di difenderci da coloro che odiano il nostro modo di vivere.

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