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lunedì 1 luglio 2013

Il sindacato fossile.


Devo segnalare con la massima preoccupazione la deriva fossile della CGIL che ormai è totalmente supina al ricatto occupazionale dei grandi monopoli energetici per i quali le rinnovabili sono una minaccia alla stabilità del loro modello energetico (e dei loro profitti). Nel braccio di ferro fra FIOM (che è in sintonia con la visione dell'energia distribuita) e FILCTEM (che invece fa da spalla ai monopoli energetici per stroncare le rinnovabili e allungare il più possibile l'agonia ambientale e sociale delle grandi centrali combustive) ormai è chiaro che la CGIL ha preso le parti di questi ultimi, il che spiega il perchè della manifestazione che stanno tenendo proprio oggi in cui parlano di fossili e occupazione con Chicco Testa (vedasi allegato: Hanno il coraggio di parlare di modello energetico europeo, in una perfetta operazione di neolingua Orwelliana!).
Credo che dobbiamo farci carico di questo problema rilanciando una contromossa forte che affronti intelligentemente e coraggiosamente il problema  della riconversione delle imprese e  della riqualificazione del personale che necessariamente esubererà dal ciclo fossile man mano che esso viene sostituito dal ciclo solare. Sappiamo tutti che il saldo occupazionale fra i due cicli è attivo a vantaggio del ciclo solare di svariati ordini di grandezza ma non stiamo facendo abbastanza per studiare la questione e portarla all'attenzione dell'opinione pubblica e del legislatore.
Per uscire dall'infame ricatto occupazionale della CGIL dobbiamo dipingere subito il nuovo quadro socio economico scaturito dall'energia solare (che ormai sempre più spesso basta a coprire il 100 % della domanda di energia in Italia (vedasi: http://cetri-tires.org/press/2013/16-giugno-2013-le-rinnovabili-coprono-lintero-fabbisogno-energetico-italiano/?lang=it), e proporre la predisposizione di un piano per la transizione energetica (totalmente alternativo alla SEN) che preveda anche l'impiego di risorse europee per la riqualificazione professionale dei lavoratori esuberanti dal ciclo fossile. Questo è urgente, perchè altrimenti, mentre noi discutiamo del nostro scenario, loro realizzano il loro, forti anche del governo dell'inciucio presieduto da un nuclearista carbonifero e gasista di rito piddino dal nome di Enrico Letta. Il gas di rito piddino è la visione secondo la quale l'Italia deve diventare l'hub del gas europeo ma con forniture dal nord Africa e dal medio oriente, contrapposto a quello berlusconian-pidiellino secondo cui l'Italia deve diventare l'hub del gas europeo ma con forniture dalla Russia dell'  "amico Putin".
In entrambi gli scenari l'Italia viene consegnata alla dipendenza fossile come un porcello arrosto con la mela in bocca. Non è ironico, proprio nel momento in cui le rinnovabili cominciano a dimostrare tutta la forza del ciclo solare facendo sempre più spesso massa critica e coprendo tutto il fabbisogno nazionale in momenti particolari? In questa battaglia c'è bisogno del sindacato, ma la CGIL deve avere più coraggio e riuscire a usciore dall'angolo del ricatto occupazionale in cui si sta facendo schiacciare. Deve ripartire dalla proposta di legge di iniziativa popolare per le rinnovabili per cui fu determinante nel raggiungere le firme. Deve ripartire dal Forum per l'Energia distribuita in Sicilia, coordinato da un uomo di grande visione come Alfio La Rosa responsabile regionale per l'energia della CGIL, che ha messo in moto un meccanismo partecipativo insieme a Confindustria, CNA, Confartigianato, Cooperative, consumatori, ambientalisti, per creare le filiere a altissima intensità occupazionale del ciclo energetico solare proprio in Sicilia, sul modello della Germania, che proprio dall'abbandono del ciclo fossile ha ricavato nuova linfa economica e sviluppo occupazionale. E noi rispetto alla Germania, quando si tratta di sole, non abbiamo niente di meno. Salvo forse solo la mancanza di visione e determinazione nella leadership politica...