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giovedì 29 novembre 2012

Primarie e Green Economy

Prendo atto che la cosiddetta Green Economy viene utilizzata come l'accessorio di lusso da indossare quando si vuol fare bella figura dai candidati del centro sinistra (del centrodestra non parlo perchè ormai è in rianimazione). Però non posso non constatare che il vostro partito, cari Bersani e Renzi, sta appoggiando un governo greeneconomycida, preda di un riflesso pavloviano verso gli interessi e le posizioni espresse dai monopoli dell'energia, un governo che si vanta di una liberalizzazione all'amatriciana, per cui è possibile fare una Srl in 36 ore, ma se quella Srl vuole poi ottenere un allaccio ENEL per un impianto fotovoltaico, può aspettare 180, 240 e perfino 560 giorni, perchè questo governo non mette mani al conflitto di interesse dell'ENEL che gestisce la distribuzione elettrica. 

Un governo che ha introdotto burocrazia inutile per i piccoli impianti, con la scusa di evitare una speculazione sui grandi impianti (dei loro amici)  che invece si è già mangiata tutto il mangiabile. Un governo che non si vergogna di fare l'obolo del "capacity payment" ai grandi gruppi energetici, (che a loro volta non si vergognano di domandarlo) facendo pagare alla collettività le disastrose scelte industriali di ENEL, EDISON & Co (nessuno ha loro prescritto di investire in tutte queste centrali fossili, anzi volevano fare pure 10 centrali nucleari!). Per non parlare della follia di nuove esplorazioni petrolifere mentre le poche coraggiose imprese italiane come la Solsonica arrancano in mezzo a mille difficoltà stritolate dal proprio governo prima ancora che dalla concorrenza cinese (forza ing Mutti, resista!). L'Energia è un settore che "tira" nonostante la crisi. Adottare un nuovo modello industriale ad alta intensità di lavoro basato sulle tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale (Green Economy sì ma distribuita, per le PMI non centralizzata per i grandi gruppi) significa rimettere in piedi l'economia reale. Ma questo governo sta facendo esattamente il contrario. Eppure avrebbe dovuto capire che non è vero che le rinnovabili sono costose, anzi al contrario fanno crollare il prezzo dell'energia (ricordate le tabelle del GME con il prezzo a zero a Pasqua grazie al fotovoltaico?). Su tutto questo i candidati del PD hanno nulla da dire?



giovedì 15 novembre 2012

E' necessaria una diversa politica energetica (ce la chiede l'Europa...)


Buone Notizie da Bruxelles: oggi il Commissario al'Energia Gunter Oettinger ha presentato la Comunicazione sul completamento e la piena attuazione del mercato unico europeo dell'energia. (COM 2012 663 "Making the internal energy market work")
Premetto che il documento non mi entusiasma. Ben altro avevamo suggerito con Rifkin a questo Commissario, in termini di una strategia  energetica moderna e mirante a sviluppare simultaneamente i 5 pilastri interconnessi della terza rivoluzione industriale (rinnovabili, idrogeno e accumulo, smart grids, edifici a energia positiva e trasporto a zero emissioni). Ma evidentemente a quei livelli dove i monopoli dell'energia hanno un peso specifico decisamente superiore alla loro utilità sociale le cose sono più  complesse, e il documento dunque si limita a prevedere degli obiettivi completamente in linea con una Commissione Europea dominata dalla destra liberista come è  la Barroso II. Ci si limita dunque a fissare l'obiettivo minimale  di aprire il mercato del gas e dell'elettricità, abbassando i prezzi e rispettando la road map europea al 2050 per la decarbonizzazione.   Esso affronta dunque una varietà di temi, che meriterebbero una  analisi più ampia che farò prossimamente.
Gunther Oettinger
 Ma mi pare però utile dire subito che in questo documento si raccomanda una direzione se non diametralmente opposta. sicuramente divergente a quella intrapresa dal governo italiano con tutti i suoi provvedimenti in materia di energia, dal 5 conto energia alle trivellazioni, dalla burocratizzazione delle procedure per le autorizzazioni alle sovvenzioni agli impianti convenzionali fossili (magnificamente ribattezzati  "Capacity payment" perchè questo governo, quando deve fare una cazzata preferisce farla in inglese in modo da farla sembrare meno cazzata)  
1) Si domanda la totale liberalizzazione del mercato dell'elettricità e del gas (= sburocratizzazione e apertura totale alla concorrenza) Si riconosce che la formazione del prezzo è distorta a svantaggio del consumatore da interventi statali che vanno colpiti come trasgressioni della legge anti trust europea ("The Commission will continue to promote market-based price formation in retail markets, including through infringement cases against those Member States maintaining price regulation that is not meeting the conditions laid down by EU law");
2) Si prevedono forme di protezione del consumatore debole e di lotta alla povertà energetica ("Member States should provide targeted assistance to vulnerable consumers in order to address their economic vulnerability and to help them make informed choices in the increasingly complex retail markets. The Commission will support Member States in defining what is meant by and what causes energy consumers' vulnerability by providing guidance and facilitating the exchange of best practice. Member States should emphasise the importance of energy efficiency improvements in addressing consumer vulnerability and energy poverty. ");
3) si insiste sulla generazione distribuita dell'energia da parte di famiglie e piccole imprese, e la conseguente diffusione di sistemi di rete intelligente per la gestione dei milioni di  micro flussi energetici bidirezionali previsti su scala continentale, in modo da evitare di intasare le reti distributive, e di abbassare i prezzi. ("Smart metering systems both facilitate micro-generation by consumers and can help reduce household energy consumption. Moreover, smart metering systems allow adjusting electricity consumption in real time in response to market price fluctuations. This has been shown to reduce household energy costs by 13% but can lead to even bigger savings with home appliance automation");
4) Si ribadisce il principio dell'accesso alla rete per tutti i produttori senza discriminazioni,("Energy regulators and competition authorities, at EU and national level, need to act decisively to ensure that all companies in the market are treated equally and that a level playing field is established and maintained. The Commission will actively enforce competition rules" ) e su questa cosa il governo italiano pecca per omissione in quanto si è guardato bene, nel decreto "liberalizzazioni" dal levare le reti in media e bassa tensione a ENEL distribuzione, in forte  conflitto di interessi che condanna i competitors dell'ENEL a tempi di attesa biblici per allacci che i clienti di ENEL Green Power si vedono offrire invece in tempo reale); 
5) Si insiste sull'introduzione rapida delle smart grid anche attraverso una intensificazione della ricerca e sempre nell'interesse dei consumatori e per limitare il potere dei  monopoli ("The Commission will further support R&Dand innovation to facilitate the deployment of smart grids. With the advent of smart metering systems, microgeneration technologies, smart appliances and home automation, consumers will be increasingly enabled to modulate their energy demand according to the actual situation in energy markets..")

6) Infine la cosa più importante: la Commissione assesta una botta mica da ridere al capacity payment definendolo controproducente. ("
Some Member States have introduced or plan to introduce separate payments for the market availability of generation capacity, as they are concerned that the 'energy only' market will not deliver sufficient investment in generation to ensure security of supply in the longer term. However, the Commission is of the view that if capacity mechanisms are not well designed and/or are introduced prematurely or without proper co-ordination at EU level, they risk being counterproductive."). Di più si considera che esso sia contrario alle politiche europee  sul clima  e sulla decarbonizzazione ("Capacity mechanisms distort the EU-wide price signal and are also likely to favour fossil fuel generation sources over more variable renewable sources (beyond levels necessary for maintaining power systems in balance) and may therefore run counter to EU decarbonisation and resource efficiency objectives."). 
E anche alle politiche europee di concorrenza in particolare quelle per la prevenzione e repressione degli aiuti di stato ("The Commission considers that capacity mechanisms are likely to be subject to EU internal market rules, including State aid control and Directive 2009/72/EC.")
7) Inoltre la Commissione non fa alcuno sconto neanche sui 
sussidi a tecnologie energetiche dannose per l'ambiente, in particolare a quelle fossili (!)
. Addirittura con una enfasi abbastanza insolita per un d
ocumento ufficiale, insiste sulla necessità di eliminarli tutti ("The Commission intends to actively contribute to the G20 goal to remove all environmentally harmful subsidies, including remaining direct and indirect support for fossil fuels")
8)  Infine, nell'action plan di  22 punti, al 20mo insiste sull'armonizzazione dei sistemi di incentivazione delle rinnovabili ("The Commission will issue guidance on best practice and experience gained in renewable energy support schemes and on support scheme reform."), e sembra riferirsi non solo alle "tariffe" ma a tutta la la procedura autorizzativa  ("The aim here is greater consistency in national approaches, whilst protecting the principles of cost-efficiency and regular degressivity, as well as to avoid fragmentation of the internal market. The more efficient schemes are, the cheaper renewable energy becomes. And the more consistent they are, the easier it is to integrate renewable energy across EU borders and beyond ") 
Philppe Lowe (al centro) con Gunter Oetinger e
Mercedes Bresso (Presidente del Comitato delle Regioni)
Il velato riferimento qui è ai livelli differenti di impedimenti della burocrazia (che in Italia ammazza più dei tagli alle tariffe incentivanti, come sappiamo). Prima di addentrarsi su questo ultimo punto però, è fondamentalmente ricordare che Oettinger  è il Commissario che  fece mandare dal suo Direttore Generale, Philippe Lowe (nella foto con lui all'European SUstainable Energy Week) la lettera al  suo omologo Leonardo Senni, in cui raccoglievano le preoccupazioni del mondo delle rinnovabili italiane e si ingiungeva al Ministero di abolire i limiti burocratici e economici del 5 CE, (raccomandazione di cui, come si dice in francese, Senni se n'è strafottuto nonostante "ce lo chiedesse l'Europa"). 
 A questo proposito, osservatori indipendenti hanno rilevato che il Commissario 
Oettinger sta rilasciando da un po' di tempo interviste che alludono alla necessità che la Ue operi una convergenza sistemi di incentivi per coordinarli  meglio ed "europeizzarli" (questo è il termine che ha utilizzato oggi a Bruxelles il commissario Oettinger, alla  conferenza stampa di presentazione della Comunicazione) Sempre gli stessi osservatori sottolineano che "un'iniziativa (il varo di specifiche 'linee guida') per una maggiore convergenza dei diversi regimi nazionali di sostegno alle fonti verdi era stata già preannunciata in un'altra comunicazione della Commissione, specificamente dedicata alle rinnovabili e pubblicata nel giugno scorso. Sebbene non lo abbia detto esplicitamente, Oettinger intenderebbe generalizzare per quanto possibile (le 'linee guida' non sono vincolanti) i modelli di incentivazione che finora hanno funzionato meglio. In particolare quello tedesco ('Feed-in'), basato sulle tariffe garantite per l'elettricità verde, che compensano ampiamente il suo costo di produzione maggiore rispetto alle altre fonti, ma prevedono anche un meccanismo correttivo automatico. Con questo meccanismo, le tariffe garantite vengono adattate ogni anno in funzione della variazione dei costi di produzione: se si riduce il costo della produzione di energia verde, si riducono proporzionalmente anche gli incentivi. Il dispositivo tedesco, ha spiegato una fonte della Commissione, ha evitato che in Germania si formassero le bolle speculative che si sono viste invece negli ultimi anni a partire dal 2009 in altri paesi in cui viene applicato il sistema 'Feed-in' senza correttivi automatici: nella Repubblica Ceca, in Spagna, in Francia e dal 2011 anche in Italia, dove c'è stato uno sviluppo rapidissimo della capacità installata nel settore fotovoltaico, al di là di qualunque aspettativa". (courtesy by Loc-TM News, Bruxelles)








Insomma, il nostro Oettinger è tedesco, quindi presumibilmente quando parla di Europeizzare le politiche di incentivo alle rinnovabili, sta in realtà parlando di estendere il modello tedesco degli incentivi a tutta l'Europa. 
Insomma dal nostro punto di vista un documento molto positivo e che
 la nostra informazione nazionale libera e indipendente (e dunque totalmente asservita ai diktat del governo e agli interessi delle lobby energetiche monopolistico-bancarie) passerà sicuramente sotto silenzio, e anche per questo è importante che voi tutti che state leggendo, diate la massima diffusione a questa notizia. Inchiodiamo il governo al suo "europeismo". Non è che l'Europa si può usare strumentalmente per giustificare la macelleria sociale o il più ottuso rigore finanziario, e invece si può bellamente ignorare quando indica una diversa prospettiva per l'energia...

mercoledì 24 ottobre 2012

Rottamiamo, anzi Cancelleriamo la mala politica in Sicilia

Io non sono siciliano ma pugliese e dunque non posso esprimere un voto a queste elezioni regionali, (a cui si sono candidati personaggi degnissimi e mestieranti incalliti), ma credo di avere titolo a esprimere una opinione perchè alla Sicilia ho dato tanto negli ultimi tre anni e sempre in modo del tutto gratuito e volontaristico, sia chiaro. Ho contribuito alle linee guida del piano energetico, ho coadiuvato gli assessorati all'ambiente e all'energia perchè si accelerasse la democrazia energetica nell'isola del sole, ho contribuito a creare il primo (in Italia) e per ora unico Forum per l'energia distribuita, il FRED Sicilia, che ormai grazie anche all'opera infaticabile di Alfio La Rosa è diventato un interlocutore di livello non solo regionale ma perfino nazionale. Ho poi assistito al voltafaccia del Presidente Lombardo, che ha predicato bene e razzolato male, non tanto per quello che ha fatto, ma per quello che non ha fatto, e che avrebbe potuto fare, per creare una dinamica economica e occupazionale a favore delle decine di migliaia di partite IVA siciliane che si occupano di costruzioni, elettricità, energia, ingegneria. E delle ancor più numerose aziende agricole e turistiche che stanno morendo soffocate dalla micidiale combinazione fra assenza di strategie energetiche sostenibili e un fisco iniquo che non sa distinguere fra evasori e poveri cristi travolti dalla crisi.
In questa fase post ideologica, in cui la destra e la sinistra si confondono fino a sostenersi a vicenda in una informe melassa, non credo si possa votare più per ragioni di appartenenza, non si possono votare i simboli, anche perchè in questa politica gattopardesca di finti rivoluzionari ne voti uno, e ti rendi conto che in realtà ne hai votato un'altro in un in un gioco in cui si finge di voler cambiare tutto ma poi nulla cambia.  Si devono votare le persone, i valori e le idee di cui sono portatori, e la credibilità e competenza con cui ne sono portatori. In questo senso faccio un appello al voto per Giancarlo Cancelleri candidato del M5S. Giancarlo è una persona pulita, totalmente refrattario al compromesso di qualunque tipo e natura, e soprattutto è competente e entusiasta, circondato da altri candidati competenti e entusiasti e intenzionati a realizzare quel piano per la decarbonizzazione della Sicilia e la redistribuzione della ricchezza e dell'energia finora rimasto sulla carta. Beppe Grillo si è fatto lo stretto a nuoto per sostenerlo. Stunt mussoliniano? Furba trovata Casaleggica?
Ma chi se ne frega! Trovo penoso e peloso il tentativo di screditare Grillo solo perchè ci sarebbe dietro Casaleggio. Io Grillo l'ho incontrato più volte quando lui ha voluto dare spazio nei suoi spettacoli alla visione della democratizzazione dell'energia di Rifkin. Non mi sembra uno che si faccia manipolare facilmente. Probabilmente usa toni oltraggiosi, ma francamente sono ben altre le cose che mi oltraggiano. Se devo proprio dirlo mi sento più oltraggiato dalla Polverini che fa spese in auto blu contromano come se alla Regione Lazio non fosse successo nulla,  dalla Minetti in politica per jus primae noctis, dalle pensioni da centinaia di migliaia di euro annui ai super burocrati regionali, mentre la Sicilia sta per perdere 6 miliardi di euro di fondi europei per pura insipienza degli enti di programmazione, dal voto parlamentare per la nipote di Mubarak, o dall'approvazione bipartizan del vergognoso capacity payment, sussidio in favore delle centrali elettriche tradizionali che invece dovrebbero chiudere perchè obsolete e anti economiche. Ecco da che cosa mi sento oltraggiato! Non dai toni di Beppe Grillo. Francamente mi preoccupa di più chi c'è dietro ai candidati della politica tradizionale siciliana che non chi c'è dietro Grillo.
In una metafora simbolica dell'insostenibilità di questa politica regionale, a Palermo, sotto elezioni ho visto manifesti affissi a tonnellate con facce di candidati che spendono in pochi giorni cifre superiori ai loro redditi annuali. Qualcosa non quadra. Chi gli da le centinaia di migliaia di euro necessari a essere eletti? E cosa daranno in cambio una volta eletti? E, questione dal mio punto di vista non secondario,  è proprio necessario disboscare mezza Amazzonia e riempire mezza discarica di Bellolampo solo per mezz'ora di pseudo visibilità. Bisognerebbe non votare nessuno dei candidati che si sono resi responsabili di questo scempio immorale ed entropico. Non c'è molta scelta. Ce n'è solo uno. Il suo nome è Giancarlo Cancelleri. In bocca al lupo Giancarlo!

PS
Per la verità ce ne sono anche altri, per esempio Mariano Ferro del cosiddetto Movimento dei Forconi, a cui va la mia simpatia sul piano umano.

lunedì 22 ottobre 2012

NOTTE INSONNE CON CAVALLI E BAIONETTE - DIBATTITO ROMNEY - OBAMA

ORE 4:12
Si lo so, sono un pazzo, ma non potevo non seguire il dibattito presidenziale a Boca Raton in Florida,dove per il moemnto  Obama sta distruggendo Romney. 
Un esempio? Quando Romney ha detto che vuole aumentare la spesa militare perchè la marina USA ha meno navi oggi che nel 1916, ha risposto: "Beh, Governatore Romney, non so se lei se n'è accorto ma abbiamo anche meno cavalli e meno baionette. C'è un'evoluzione tecnologica che rende alcuni mezzi superati mentre si investe su altri mezzi come portaerei, sa quelle cose su cui atterrano gli aerei in mezzo al mare, o sottomarini nucleari, forse Romney non se n'è accorto ma adesso le navi vanno anche sott'acqua. Noi non compreremo le armi secondo i bisogni delle lobby industriali, ma secondo una credibile strategia militare che tiene conto del progresso tecnologico!" Un mito!!!

ORE 4:15 
Sogno o son desto :-O ?!?!? Bob Schieffer. il conduttore del dibattito presidenziale parla come un vecchio rincoglionito. E fa errori pacchiani. Ha appena detto "Obama Bin Laden"...

ORE 4:18
Nessuna apprezzabile reale differenza in politica estera fra Romney e Obama. Tutti e due interverranno militarmente se Israele è attaccata! Tutti e due vogliono rinforzare le sanzioni contro l'Iran... Solo una differenza, reale. Obama parla di rafforzare la società civile nei paesi islamici e dare potere alle donne. Senza raccoglitori si spera...



ORE 4:21 ORE

Condivisione dalla pagina facebook del Presidente: Share if you agree: President Obama won tonight’s debate because his leadership has made America stronger, safer, and more secure than we were four years ago. Mia aggiunta: and not with horses and bayonets! Go Obama!

 ORE 4:25 
Si parla della Cina, Romney lo smemorato (Obama ha coniato il termine ROMNESIA :-) fa  il liberista a tutto campo, ma il suo discorso fa acqua da tutte le parti! Obama lo sta schiacciando! " I dazi ai pneumatici cinesi hanno salvato posti di lavoro in America, ma tu non eri d'accordo. Vallo a spiegare agli operai a cui abbiamo salvato il lavoro che tu preferivi il libero mercato con il fallimento delle loro aziende a causa della concorrenza sleale e illegale cinese!"


ORE 4:27 
Ancora sulla Cina, altra stoccata di Obama: "Sulla Cina tu sai tutto, perchè hai investito in aziende che hanno investito in Cina e portato via lavoro dagli Stati Uniti! "


ORE  4:30
What?!? Romney vuole far fallire l'industria automobilistica americana?


ORE 4:32
 Ancora un grande Obama!"Tagliare le spese per l'istruzione e la ricerca non ci renderà più competitivi rispetto alla Cina! Investire in Cina e perdere posti di lavoro "at home" non ci renderà più competitivi con la Cina!"


ORE 4;36
Romney ha incontrato una giovane disoccupata a Filadelfia che non riesce a trovare lavoro! Lei dice che è tutta colpa delle fallimentari strategie economiche di Obama. Commovente!


ORE 4:39
dibattito presidenziale finito! il bacio delle due signore arrivate sul palco, arriva anche tutto il clan di Romney, fate largo alla Casa Bianca: sono più che il Clan di Celentano negli anni sessanta!


ORE 4: 40
A conclusione del dibattito presidenziale non riesco davvero a capire chi abbia vinto. Obama ripete sempre le stesse cose (L'assistenza sanitaria-I will stand with your families, Detroit e il salvataggio dell'Industria automobilistica, l'eliminazione di Bin Laden, le rinnovabili come energia del futuro, etc). Lui è davvero l'usato sicuro. Romney invece si reinventa continuamente cambia le sue opinioni secondo l'umore del momento quindi come si fa a capire cosa pensi veramente su ogni argomento? Francamente fa l'impressione del venditore di roba contraffatta napoletano che farebbe di tutto pur di venderti qualcosa: se vede che non hai bisogno del Rolex, ti tira fuori la stilografica e se rifiuti anche quella ti vede un po' stressato e ti propone un soggiorno alle Maldive. Io non mi fiderei mai di uno così perchè questa non è leadership, ma followership (la leadership l'ha mostrata Obama). Io non voterei mai per uno che va con il vento dei sondaggi, but that's only me!. Purtroppo invece molti americani ci cascheranno, e quindi temo che le elezioni si giocheranno sul filo di pochi voti negli swinging states. E adesso vado a dormire... :-(












sabato 20 ottobre 2012

STRATEGIA ENERGETICA? NON CON QUESTO GOVERNO, GRAZIE!



Dopo tanto inutile starnazzare la gallina fece l'uovo. E sarebbe stato meglio di no!  Il 16 ottobre il governo Monti ha presentato la”strategia energetica nazionale”/piano integrato UE - 2020, come nei migliori film di Mel Brooks: aperta la porta, visto il mostro, emesso l'urlo, chiusa la porta!

Del resto da un governo con un Ministro come Passera che è perfino arrivato a farci rimpiangere Romani, non potevamo aspettarci che una strategia in linea con la contro-rivoluzione energetica che l'Italia ha messo in atto negli ultimi mesi con la successione fulmicotonica di provvedimenti intesi a ammazzare la green economy e restituire il controllo totale dell'energia ai monopoli:
1) la burocratizzazione dei piccoli impianti rinnovabili e l'azzeramento dello scambio sul posto;
2) il capacity payment per tenere ancora accese le centrali convenzionali e garantire un sussidio economico pubblico a ENEL & CO. per le loro scelte industriali sciagurate (nucleare, sovrapproduzione elettrica, over capacity, strozzature distributive etc); 
3) il via libera a trivella selvaggia senza nessun senso nè economico nè energetico, spacciato per sovrappiù come provvedimento per la crescita (applausi-sipario!);

Eppure la lettera del Direttore Generale dell'Energia della Commissione Europea Philippe Lowe, al suo omologo italiano Leonardo Senni raccomandava tutt'altro. Ma  evidentemente per questo governo di europeisti alle vongole, l'Europa va bene solo quando permette di nascondersi dietro alle sue direttive per stroncare i diritti dei lavoratori e la spesa sociale, mentre le sue raccomandazioni energetiche possono benissimo essere usate come carta igienica! 
Sul piano formale poi, la tanto attesa strategia energetica nazionale non è nemmeno un provvedimento legislativo, ma si è scelta  la forma dell'indirizzo che non diventerà mai legge in questa legislatura e dunque sarà lasciato in eredità (avvelenata) ai governi futuri. E meno male!!! Perchè  queste  “Linee guida“ sono un vero disastro:  si scorge in esse la determinazione tutta liberista ad eliminare gli ultimi vincoli istituzionali per dare via libera ai mercanti energetici, padroni di devastare,inquinare, e fare profitti con la salute, il territorio, l'acqua e l'aria di tutti i cittadini (caso Taranto docet!) Tanto poi c'è sempre un ministro venduto, disposto a dichiarare, in provvedimenti compiacenti ai limiti della connivenza, che i limiti di legge sono rispettati ! 

Più in dettaglio le 116 pagine del documento S.E.N. prevedono  
1 - la modifica all’117 della Costituzione, eliminando i poteri delle Regioni in materia energetica e ri attribuiti al potere centrale del governo (evviva il federalismo!);
2 - iter autorizzativi semplificati e il superamento dei vincoli ambientali indicati da VIA , AIA..
3 -  il superamento dei limiti-soglie inquinanti, delle distanze territoriali-marittime, dei piani paesaggistici
4 - la concessione di un cofinanziamento statale all'iniziativa privata inerente le “linee guida”

Questo ultimo capitolo è rivelatore del  “conflitto di interessi” del governo-imprenditore  (detiene circa il 30%  in Enel e Eni), regolatore (nomina le authority di intesa col Parlamento)  e "privatizzatore selvaggio" del settore. In queste condizioni può un governo rispondere all’interesse generale del Paese anzichè agli scopi privatistici di azionisti e CdA, finalizzati al massimo profitto, scopi che qualificare meritevoli del finanziamento pubblico è quanto meno azzardato?

L'eredità avvelenata della  “Strategia Energetica Nazionale” del governo Monti ai suoi successori, lede profondamente oltre alla Costituzione, anche i più elementari prinicipii di democrazia perché procede senza pudore nell’incentivazione dell’iniziativa privata tramite finanziamenti pubblici, peraltro eliminando gli ultimi vincoli di tutela ambientale e sanitaria.
In particolare il “ piano” prevede i seguenti indirizzi devastanti :
1) far diventare l’Italia l'HUB/SUD- UE del Gas , attraverso lo scempio inutile e costoso di altri gasdotti , di oltre 11 rigassificatori e 18 grandi depositi ;
2) sostenere il raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi, attraverso le centinaia di concessioni a trivellare fondali e territori, in gran parte della fascia adriatica e della Sicilia devastando gli equilibri deilicati degli ecosistemi di fondale:
3) incentivare la produzione di agrocombustibili (falsamente chiamati “bio”) attraverso la sottrazione di milioni di ettari di suolo agricolo per l’alimentazione, finalizzati ad uso industriale e per la diffusione di colture OGM;
4) far passare sotto il titolo “efficienza energetica”, il recupero e la valorizzazione dei rifiuti attraverso la "termovalorizzazione“ in quanto  "obiettivo primario in questo campo”;
5) finalizzare ed incentivare la Ricerca per alcune priorità, tra cui spiccano quella sui “biocarburanti di 2° generazione; la cattura e il sequestro della CO2 (bufala planetaria!); il riordino in tal senso dell’Enea.”

Infine il governo, con il copioso documento, gioca la carta della “ partecipazione”  dando il via alla  “consultazione pubblica via web fino al 30/11”(basta ciccare su Ministero Sviluppo Economico), sostenendo di recepire consigli, contributi, anche critici. "Com'è democratico lei!" bisbiglierebbe Fracchia torcendosi le mani in ginocchio davanti al capufficio Monti e al tirapiedi Passera.
Aldilà delle furbizie del governo, dopo la “consultazione” che non avrà alcun risultato pratico sul piano legislativo, e dopo attento studio della sedicente strategia con i 5 indirizzi di cui sopra – è chiaro che non è con questa classe politica che riusciremo a fare quello che è stato fatto in altri Paesi, vedi in Germania, con la Merkel, che è di destra ma non è scema. E che invece bisogna fare, non perchè siamo degli ambientalisti irragionevoli e sfegatati ma perchè il mondo sta cambiando e l'energia pure, anzi è il cambiamento energetico che sta determinando il cambiamento del mondo. In una Europa che sarà post carbon al 2050, l'industria più competitiva sarà quella basata sulle tecnologie solari di terza rivoluzione industriale. L'Europa lo ha detto chiaramente la settimana scorsa nella sua Comunicazione sulla nuova politica industriale (http://cetri-tires.org/press/2012/unindustria-europea-piu-forte-per-la-crescita-e-la-ripresa-economica/?lang=it). Dal nostro governo ci saremmo aspettati una strategia per creare le filiere che creino in Italia, Paese di immense risorse energetiche rinnovabili, una leadership industriale capace di valorizzare le nostre PMI sui mercati  modiali dei servizi energetici integrati di Terza Rivoluzione Industriale.
Ma il nostro governo continua a guardare al passato, mentre i paesi che si stanno attrezzando con le filiere tecnologiche energetiche del futuro (vedi Germania, ma anche Cina, Corea, India, Brasile e perfino il Marocco) diventeranno i market leader. E noi diventeremo i loro compratori. Così ripeteremo l'errore del conto energia in cui, per non aver creato le filiere nazionali, abbiamo regalato decine di miliardi a investitori lussemburghesi o americani, che hanno riempito di pannelli cinesi o tedeschi e torri eoliche danesi o spagnole il nostro territorio lasciando a noi le briciole!
E poi chiudendo le porte a buoi scappati, quando avrebbero potuto crescere le piccole e medie imprese. Con questa classe politica l'Italia non avanzerà mai perchè si continua a privilegiare l'interesse di pochi a discapito delle necessità di tutti. E sia chiaro che non ce l'ho solo con Berlusconi, Romani o Passera, ma anche con quei presunti innovatori del centro sinistra che avrebbero potuto e non hanno voluto. Vale la pena ricordare che la creazione di filiere incombeva a un ministro che si chiamava Bersani, che però si è ben guardato dal mettere in moto un processo liberatorio di questo tipo. Per questo l'energia va utilizzata come arma contro! Contro tutta la classe politica affamatrice corrotta, nuclearista e inceneritorista (le cose sono tutte legate). A aprile tutti a casa!

domenica 30 settembre 2012

Da Matrix a Madrid : pillolina rossa o pillolina blu?


Madrid, 26 settembre, appena sbarcato per tenere una relazione nel quadro del  Solar Decathlon (http://www.sdeurope.org/) mi trovo nell'epicentro di un grande pacifico, consapevole movimento di piazza: decine di migliaia di persone scendono per strada contro  le scellerate politiche finanziaristiche e anti sociali del governo Rajoy piegato a stuoino di fronte alla speculazione finanziaria internazionale. Un grande momento di democrazia e di partecipazione popolare.  A conclusione della manifestazione, lontano dalle telecamere e dagli occhi del mondo comincia una indegna caccia all'uomo. Eppure la polizia, non aveva ricevuto alcuna provocazione fisica ma al massimo qualche sberleffo da una folla arrabbiata sì, ma sempre contenuta nei termini di una critica ironica e piena di spunti satirici. 
Niente di comparabile alle devastazioni dei violenti che hanno rovinato tutto il 15 ottobre a San Giovanni. Eppure, alla fine di questa manifestazione, la polizia spagnola evidentemente ri-fascistizzata da Rajoy, inizia una caccia all'uomo (e alla donna) per arrestare quanti più manifestanti possibile, come da istruzioni ricevute dal Ministro degli interni, Jorge Fernandez Diaz (uomo dell'Opus Dei e nipotino orfano del dittatore Franco). Alcuni manifestanti finiscono nel bar Prado in cui il cameriere/eroe Alberto Casillas riesce e proteggerli facendo scudo con il suo proprio corpo e in maniche di camicia a poliziotti aggressivissimi e schizzati, probabilmente troppo schizzati, evidentemente a causa dell'assunzione di sostanze alteranti. 
Mentre io ritornavo in Italia si preparava la seconda manifestazione, e oggi c'è stata la terza. Tutte si sono concluse con la stessa caccia all'uomo, e bar pacifici e tranquilli sono stati violati da agenti-terminator che hanno portato fuori a forza pacifici cittadini la cui unica colpa era stata quella di manifestare o addirittura nemmeno questo. Queste violenze gratuite sono ben documentate in alcuni video amatoriali che possono essere visionati a questi link

http://www.youtube.com/watch?list=UUDNwjXn-HlDBArhbaX3BLqg&v=9t3dg4Ul96c&feature=player_embedded#!

http://www.youtube.com/watch?v=TBEYc86O88Q&feature=player_embedded#!

http://www.youtube.com/watch?v=1WYWH70cmq4&feature=player_embedded#!

Cosa sta succedendo? Mi sembra chiaro che la sproporzione della reazione della polizia spagnola vada letta in relazione alle politiche pro finanza speculativa e anti diritti sindacali e sociali che il governo spagnolo (malvolentieri con Zapatero prima, e con grande piacere oggi che al governo c'è la destra) sta mettendo in essere. Gli "indignados" spagnoli sono stati i primi a rendersi conto che qualcosa (tutto) non quadra nella narrazione che ci viene propinata giorno dopo giorno dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo secondo cui popoli spendaccioni hanno creato i debiti pubblici con le loro ricchissime pensioni e la loro scialacquata sanità pubblica. Subito dopo, Occupy Wall Street ha messo in evidenza che l'economia mondiale è ormai regolata secondo gli interessi di un gruppo di criminali scommettitori internazionali immaginativamente ridefiniti "i mercati finanziari", e ha iniziato una occupazione a oltranza di Zuccotti Park davanti al tempio della speculazione finanziaria mondiale.
Sarà vero che gli "indignados" sono una minima percentuale di quelli che sono rimasti in casa (come dice Rajoy, epigono fuori tempo di una logica da maggioranza silenziosa becera e ipocrita). Ma è anche vero la maggioranza dei cittadini, grazie ai movimenti "indignati" sta cominciando a rendersi conto che siamo tutti vittime di una gigantesca truffa mondiale, che giustifica la speculazione finanziaria come una vitale forma di finanziamento dell'economia, che si rassegna al cambiamento climatico e all'inquinamento della seconda rivoluzione industriale come l'inevitabile prezzo da pagare al progresso, che propone la scomparsa dell'agricoltura di prossimità in favore dell'agro industria massificata e il cibo frankstain come la modernizzazione dell'economia agricola, che mercifica il  lavoro dell'essere umano come uno dei tanto fattori della produttività aziendale e distrugge diritti come la normale evoluzione dei rapporti industriali.
Milioni di persone stanno cominciando a rendersi conto che la logica del profitto dei mercati finanziari non è la soluzione ma la causa della crisi che stiamo vivendo. Milioni di cittadini cominciano seriamente a dubitare di una Unione Europea senza più direzione e senza più ideali che presta soldi agli stati per salvare le banche e poi presta soldi alle banche per salvare gli stati, in un avvitamento ormai senza senso e senza controllo.
I ragazzi nelle strade stanno gridando che il Re è nudo. Tutti gli altri, stanno cominciando a vederlo. Per questo il "braccio armato" della consorteria "Governi/Speculatori finanziari" sta cominciando a perdere la testa e la bussola e a degenerare in episodi come quelli di Madrid. Per questo è un dovere morale denunciare queste degenerazioni, accendere forti riflettori su di esse, denunciarle in ogni sede (come nel mio piccolo sto cercando di fare con questo post), perchè esse non si ripetano e non si estendano come un fuoco estivo nella boscaglia arida a altri paesi "a rischio". Fra di essi naturalmente c'è l'Italia, dove più forte è la commistione fra politica tutta e speculazione finanziaria e dove la polizia certo non può considerarsi vaccinata dal virus del fascismo e della violenza anti popolare gratuita. Chi nutre dubbi al riguardo vada a vedersi DIAZ o a rileggere gli atti processuali delle turpitudini commesse da sedicenti difensori dell'ordine e della legge nella caserma Bolzaneto a Genova solo 11 anni fa, anno ottavo dell'epoca berlusconiana (mica nel 1928). Le forze della speculazione mondiale sentono il terreno franargli sotto i piedi e siamo ormai in vista di una rottura strutturale della "Matrix" che hanno messo in piedi con la finanziarizzazione dell'economia. I fatti di Madrid dimostrano che non si arrenderanno facilmente, e che sono disposti a farci precipitare in una società autoritaria usando il loro immenso potere, pur di non perdere il medesimo. Far saltare il loro disegno deve diventare il nostro impegno quotidiano. Esprimiamolo leggendo, informandoci, propagando il sapere e la conoscenza sulla "Matrix" finanziaria che ci circonda a chi ancora ignora la realtà, e poi rivolgiamoci loro con la domanda del Capitano Morpheus/Lawrence Fishburn all'Hacker Neo/Keanu Reeves: " Allora? Pillolina rossa o pillolina blu?"...
... allora pillolina rossa o pillolina blu?...




giovedì 20 settembre 2012

La primavera araba e l'intolleranza religiosa

Mentre migliaia di disperati nei paesi arabi braccano diplomatici e presenze simboliche occidentali per sfogare la loro rabbia contro il film blasfemo "a orologeria" (guarda caso proprio sotto elezioni americane), milioni di occidentali si domandano che fine hanno fatto i milioni di giovani che coordinati con i social network meno di un anno fa hanno fatto crollare regimi che pareva impensabile potessero mai essere rimossi dalla furia popolare: satrapi autocratici  come Ben Alì, rais petroliferi come Gheddafi,  semi divinità per diritto dinastico come Mubarak, cadono in rapida sequenza e subito si grida al miracolo, alla fine dell'estremismo integralista islamico, marginalizzato da processi rivoluzionari "laici" e moderni. La doccia fredda arriva dalle elezioni, dove riprendono il sopravvento proprio quelle forze date per spacciate forse troppo frettolosamente. Gli sviluppi successivi sono la cronaca degli ultimi giorni. Che fine hanno fatto le rivoluzioni arabe? ci si domanda in quella parte dell'occidente che aveva a cuore l'emergere di movimenti moderni sull'altra sponda del mediterraneo che potessero forse, accendere se non lo spirito rivoluzionario, almeno il senso critico delle popolazioni non solo arabe ma anche occidentali, sommerse sotto una valanga di debiti non generati da loro e costrette a subire, con la scusa del rigore finanziario, il più duro attacco ai diritti dei lavoratori e alla spesa sociale che si ricordi nel dopoguerra. Ricordo ancora una vignetta sul Manifesto in cui della penisola italiana, un personaggio in pantofole si rivolgeva alla folla festante per la caduta di Gheddafi sull'altra sponda del mediterraneo e con l'indice sul naso diceva "Shhhh! un po' di silenzio per favore, qui c'è un popolo che dorme!". Meno di un anno dopo dobbiamo dunque prendere atto che niente è cambiato? Che la primavera araba è stata solo una parentesi fra due  stagioni di fondamentalismo e intolleranza? Una meteora presto scomparsa dallo schermo radar dei paesi islamici in cui invece resistono ottimamente fratellanze musulmane, Sharie, Jihad e quedismi vari? 
Non credo. Io comprendo l'atteggiamento di scoraggiamento di fronte a questo rigurgito di intolleranza fondamentalista che si sperava sepolta per sempre da una più matura e moderna espressione di rivolta popolare. Ma lo trovo frutto di una analisi affrettata, come affrettata era stata la gioia per la prematura scomparsa del fondamentalismo. Penso invece che il processo rivoluzionario che si è innescato in tutto il mondo arabo con il sacrificio della vita di Mohamed Bouazizi nella terra dei gelsomini, sia un processo irreversibile. I tumulti della primavera araba apparentemente rifluiti in quello che è stato definito "l'autunno" islamico,  erano solo un preludio. 
La verità è che le masse sfruttate dei paesi islamici hanno cominciato a prendere coscienza della loro condizione di sfruttamento. In altre parole,  stanno formando una coscienza di classe,  per dirla con Gramsci stanno passando dalla condizione di "classe in sè"  a quella di "classe per se". Non è un processo lineare, e nemmeno prevedibile. E' un processo contraddittorio e lento. Ma è un processo irreversibile. I valori dei ventenni sono diversi da quelli dei loro padri a occidente come nel mondo musulmano. Ho incontrato giovani marocchini, tunisini, algerini, libici, che hanno più considerazione per Messi o Shakira che per i muezzin che li chiamano alla preghiera ogni quattro ore, che si sentono parte di un islam diverso e certamente mille miglia lontano da qualunque fondamentalismo. Che guardano film occidentali e trangugiano immonde bevande gassate americane davanti a vecchi che scuotono la testa rassegnati. E che considerano la loro libertà personale e la loro indipendenza economica e anche psicologica un valore di gran lunga superiore a qualunque tradizionalismo religioso. Comincia a emergere la consapevolezza per milioni di persone nei paesi islamici in fase pre e post rivoluzionaria, della loro condizione di classe sfruttata, che non  migliorerà con l'oltranzismo religioso, e si diffonde l'dea che non sono gli occidentali infedeli e secolarizzati il vero nemico, ma gli arabi delle classi dominanti ricchi da fare schifo, gonfi  della loro arroganza ed ipocrisia ma forti dell'appoggio dei potentati petroliferi e e finanziari occidentali. Presto o tardi questa consapevolezza si diffonderà in modo virale facendo prevalere un senso di fratellanza con i coetanei indignati spagnoli o americani di Occupy , e allora per le classi dominanti islamiche sarà l'inferno. Non ci saranno vignette o film satirici su Maometto che riusciranno a distrarre la nuova classe "per" sè (cioè consapevole dei propri diritti violati e auto organizzata per ripristinarne il rispetto). 
Perchè in realtà questi rigurgiti fondamentalisti degli ultimi giorni, a me sembrano solo una potente arma di distrAzione di massa, orchestrata dai ceti dirigenti e i loro servizi segreti con la complicità della destra americana, necessario sparring partner di una guerra di religione artificiale, servita col ghiaccio on the rocks dai soliti burattinai. Perchè questo sono tutte le guerre religiose: armi di distrAzione di massa! Questi popoli arabi tenuti in condizioni semi feudali (alcuni proprio pre feudali) con una concentrazione della ricchezza e un divario di reddito agghiacciante avrebbero tutte le ragioni per fare una rivoluzione contro le caste oligarchiche che li affamano in nome di Allah (in nome del quale loro però "magnano"). Invece l'aggressività di questi popoli si scarica nei tumulti di intolleranza religiosa! Il medesimo modello lo osserviamo nei paesi occidentali, mutatis mutandis, dove l'aggressività si scarica negli stadi secondo il modello millenario dei  "panem et Circenses"o addirittura in false competizioni artificiali costruite a tavolino, come  Miss Italia  e addirittura "Veline", o i reality shows che servono a distrarre da una disoccupazione giovanile al suo massimo storico, masse di giovani troppo passive per reagire emigrando. Agli stessi fini nei Paesi arabi invece si organizzano gli assalti all'infedele... Ma le rivoluzioni arabe hanno fatto nascere collettivi di auto coscienza, gruppi di studio sui social network, e ancora in fasce,  una coscienza nuova della propria condizione di sfruttamento che è il preludio allo sviluppo di una classe rivoluzionaria, che in questo momento non è in piazza contro gli occidentali. La distrazione può ritardare questo processo ma non arrestarlo. I giorni sono contati. Forse saranno anni, forse decenni (Mi piace qui parafrasare il bellissimo titolo del libro di Giorgio Ruffolo, "Il Capitalismo ha i secoli contati"). Certo non sarà domani, e forse nemmeno  l'anno venturo. Forse nemmeno fra dieci anni. Ma il processo storico che si è innescato a Sidi Bouzin e Kasserine in Tunisia a febbraio 2011, è ormai inarrestabile e alla fine produrrà un risultato liberatorio. Dopo ogni preludio c'è sempre una sinfonia...

lunedì 3 settembre 2012

Grillo e i marocchini

Dopo tre ore sul Marrakesh Express e tre di aereo da Casablanca a Fiumicino, appena atterrato  vengo colpito da un titolo su internet:  "Grillo contro i marocchini". Vuoi perchè incuriosito dalla coincidenza, vuoi perchè sensibilizzato dai venti giorni trascorsi a portare in giro il super papero fra amici e parenti gentilissimi e entusiasti, decido di approfondire e vado subito a visionare il video incriminato: risale al 2006, e già tiro un sospiro di sollievo. Non si tratta di una furbata pre elettorale di Grillo tirata fuori oggi per rompere l'accerchiamento strizzando l'occhio ai più beceri istinti xenofobi dell'elettorato leghista in fuga dal Carroccio post-Bossi. Si tratta di uno spezzone dello spettacolo INCANTESIMI, (versione integrale http://www.youtube.com/watch?v=7aIQZqbDxWI#t=49m25) in cui Grillo, per sconfessare Giovanardi che aveva difeso i tre poliziotti ripresi all'epoca a pestare un marocchino senza apparente ragione, accusa i poliziotti di stupidità perchè "se proprio vuoi dare una ripassata ad un marocchino rompicoglioni drogato, che non rispetta le leggi, lo carichi in macchina senza che ti veda nessuno, lo porti un po' in caserma, e poi gli dai magari due schiaffetti, ma non in mezzo alla strada dove ti riprendono con un telefonino e fanno succedere un casino, con l'immagine che va a un miliardo di musulmani! Sono dei coglioni, e li vedevano pure che li stavano riprendendo coi telefonini"

(testuale, minuto 51:16)
Ora, fermo restando che nello spettacolo peraltro lungo 2 ore e 26 minuti, Grillo si occupa brillantemente di banche, energia, telecomunicazioni, OGM  democrazia, giustizia, etc e quindi una caduta di stile di un minuto ci può anche stare, vediamo però come Grillo ha reagito a questa accusa rivangata ad arte dal suo passato (è evidente). In un intervento non firmato sul suo blog si dice testualmente "Su Corriere.it "Grillo shock, affermazioni xenofobe contro i marocchini". Han preso uno spezzone di uno spettacolo del 2006, han tagliato l'introduzione e praticamente fanno dire a Grillo il contrario di quello che in realtà aveva detto. Grillo diceva che non si può fare violenza a un extracomunitario, perché tra le altre cose la globalizzazione vuole che non rimanga nascosta la violenza, ma che arriva in pochi minuti a un miliardo di arabi". Si tratta di una spericolata arrampicata sugli specchi! Perchè se è vero che Grillo comincia esecrando il "fattaccio", poi però si lascia travolgere dalla sua stessa foga pseudo-comica e dice testualmente quello che ho riportato qui sopra. Vogliamo considerarla una esagerazione dovuta alla ricerca della battuta a effetto? Anche così è impossibile non vedere che si tratta di una grave caduta di stile e di una violazione del buon senso e soprattutto del buon gusto. 
Io ho sempre avuto il massimo rispetto per il comico genovese! 
Ha avuto il coraggio di dire in televisione che i socialisti rubavano quando Craxi era onnipotente, e l'ha pagata cara, con un esilio perpetuo. 
Ha messo il dito sulla piaga della finanziarizzazione dell'economia con una lucidità e una energia che mi auguro non siano davvero compromesse o affievolite dagli interessi della Casaleggio & Associati, come si sostiene in molti blog. 
Ha sostenuto la visione dell'energia distribuita esattamente negli stessi termini in cui la sostengo io nel mio impegno per l'affermazione della visione di Rifkin che è stato anche ospitato in versione "ologramma" nel suo spettacolo RESET, e nella Woodstock a 5 stelle di Cesena. 
Molte delle sue battute mi mi hanno fatto ridere fino alle lacrime. 
Ma questa sui marocchini che vanno picchiati lontano da videofonini indiscreti, per dirla con la massima sincerità non mi ha fatto ridere neanche un po'. 
In questo caso specifico, caro Beppe, francamente, l'hai fatta totalmente fuori dal vaso. Non sai di cosa parli. Tu il Marocco non lo conosci. Fai battute a effetto sui marocchini che sono prese dall'enciclopedia dello stereotipo. 

Vorrei farti conoscere Nonna Achiria, che con il nipotino, mio figlio Dylan Rayan, è tenera e protettiva  come le cicogne che nidificano su tutti i pali della luce dismessi delle strade di Kenitra. 
La nonna Achiria


Vorrei farti vedere lo zio Krimo, operaio metallurgico meticoloso e creativo che irride le (poche) matrone con il velo a burka con un ironico "troppo Islam!", quando le avvista per le strade di Skirat o Tamezna. 

Vorrei farti conoscere lo zio Mohammed, portatore sano di allegria contagiosa e travolgente anche se non capisci una parola di quello che dice, solo per la mimica facciale che distilla inconsapevolmente Totò e Macario, Petrolini e Mister Bean. 


Vorrei farti dialogare a gesti con la cuginetta Sheima, sette anni di timida dolcezza, che caracolla sotto il peso del cuginetto Rayan di cui pesa solo il doppio, eppure ne ha una cura innata e sicura, e le brillano gli occhi quando le concedi di prenderlo in braccio.


L'amica Karima
Vorrei farti parlare con l'amica Karima, esplosione di sensuale dolcezza che porta nel suo affaticato sorriso i segni di troppi amori inconclusi epperò mai un momento di amarezza, mai una concessione al disilluso cinismo, e sempre la massima disponibilità ad aiutare il prossimo, a immedesimarsi nei suoi problemi. 

Vorrei farti accomodare in case umili ma con con salotti principeschi per venti persone, dove l'ospite è sacro anche se non ne conosci il nome o non parli la sua lingua, e un piatto di tajin al pollo col limone o di vitello con le prugne non si nega mai a nessuno, e dove tutti partecipano al rito collettivo dell'intingolo nello stesso gran piattone centrale, ma  per gli occidentali c''è sempre il piatto a parte con forchetta e coltello. 


Nonno Chaif
Vorrei farti contare le ore con Nonno Chaif, che si sveglia alle 4 ogni notte per rivolgere il suo pensiero a Allah e tener fede alla promessa fatta durante il pellegrinaggio alla Mecca, ma non giudica affatto il tuo essere  non musulmano, non cattolico, non religioso, e anzi lo rispetta e ti fa servire da bere e da mangiare anche durante il Ramadan, perchè sa che non tutti hanno il privilegio della fede. E poi, finita la preghiera, coccola il nipotino con smorfie ancestrali, e si commuove quando saluta le figlie anche se sa che le rivedrà il giorno dopo. 

Vorrei farti ascoltare la dolce ninna nanna di mamma Mouna per la sua piccola Alina, mentre le sue sorelle fanno a gara per cullare la nipotina, sedute su cuscini di raso blu sparsi per terra come in una ripetizione infinita dei nostri anni settanta tutti peace and love, Pink Floyd e Genesis a palla dal giradischi di Selezione del Reader's Digest e coltri azzurrognole di fumo acre.  

Vorrei farti conversare amabilmente con il mio amico Zakaria, sempre vestito in modo inappuntabile, sempre moderato nei toni e tagliente nelle osservazioni, esponente di una borghesia marocchina colta e impegnata, mai sopra le righe, mai sotto le aspettative, rispettato conversatore nei bar letterari di Casablanca come nei circoli di discussione politica di Rabat.

Vorrei portarti a bere nei bar malfamati in riva al fiume Oud Sebou di Kenitra, insieme a Mounir, Mohamemd e Hossine, membro del partito comunista marocchino e del sindacato Ferrovieri dell'ONCF, che ha speso più tempo in galera che fuori, conosce i leader di tutti i sindacati europei, CGIL compresa,  ha litigato con Tar Ben Jalloun perchè "è un boghese traditore", e ha conosciuto Abdelkébir Khatibi che ha pagato con l'esilio la sua ricerca verso "la decolonizzazione dello spirito e il riformismo religioso alla luce delle scienze umane e delle ideologie illuminate in fuga dal conformismo panarabista"


Vorrei farti assaporare il te alla menta del bar Arina a Temara servito con signorilità da camerieri addestrati a centrare il bicchierino con la teiera di argento smaltato da un metro e mezzo di distanza, o farti inzuppare il cucchiaino  nel vaschettone di frutta e yogurt con crema di melograno dei bar della medina di Rabat. 

Vorrei portarti per le strade della città vecchia di Fez a respirare odori vecchi centinaia di anni e osservare colori impossibili da immaginare. 

Vorrei farti immergere nei bagni di Marrakesh, per rivivere il rito civilissimo e romano delle "thermae", nato nell'epoca della colonizzazione latina e sopravvissuto intonso e indenne attraverso 1400 anni di un Islam che con il fondamentalismo sciita e gli eccessi della sharìa non ha assolutamente nulla a che spartire. 



Poi vorrei sedermi con te sulle sabbie infinite della spiaggia di Medhìa ipnotizzati dal tramonto del sole che si immerge nelle acque gelide dell'Atlantico tingendole di rosso-arancia sanguinella. 

E adesso parlami ancora di marocchini rompicoglioni, poliziotti, drogati, due schiaffi e via, videofonini etc...