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venerdì 24 giugno 2011

I sedicenti responsabili



Pasquino lancia la sua profezia contro i cosiddetti"responsabili"



A lui la penna...









Gesù cacciò i mercanti dal Tempio,



che della religione facean scempio.



Quelle anime in Parlamento son trasmigrate



indebitamente responsabili son chiamate.



Ascoltate i loro vergognosi lai:



“ Certo io ti voto. E tu che mi dai?



”Mercanteggiano il come, il prezzo, il poi.



Tranquilli, Italiani, non pensano a voi,



ma come cacciatori in cerca di prede



nessun di loro dai suoi affari recede.



Onorevole suona come uomo d’onore,



ignorato da questi senza pudore.



Su posti vacanti mettono le mani,



su sottosegretari, pagati dagli Italiani.



Che ti aspetti da siffatto postulante,



se capo del Governo è anche mercante?



Che ti aspetti? Stai zitto e paga,



finché dura dei responsabili la saga.



Se cade il Governo improvvisamente,



non saranno più eletti certamente .



Perciò presidiano il Parlamento,



notte e giorno, ogni momento



e per affrontare la questione di petto



alla Camera hanno portato il loro letto.



Di siffatti Pasquino vuole menzionare



un degno rappresentante da riprovare,



già abusivo nella passata legislatura,



nella presente di coerenza non si cura,



perché cavalca qualunque lista



pur di rimanere da sfacciato in pista.



Nel partito Berlusca non fanno confluenza



altrimenti del ricatto rimangono senza.



L’indignazione nel Paese sale sale.



Chi cancellerà sta vergogna nazionale?



Solo se i divisi partiti dell’opposizione



faranno vera squadra, faranno unione.
Pasquino, giungo 2011.

domenica 19 giugno 2011

Omaggio a Clarence Clemons, sassofonista dell'Anima

















Nel 1979 avevo abbandonato il sassofono per sempre. Dovevo fare l'avvocato e non stava bene andare in giro la notte per locali con un gruppo di smandrappati. Poi il mio amico Gianfranco mi diede una cassetta. Sopra c'era scritto a penna "Brus Springstin" e Borto Run (Gianfranco scriveva l'inglese foneticamente e era diventato famoso per una cassetta su cui aveva scritto Ronli ston...). La traccia che dava il titolo all'album era la quinta. Quando le testine riprodussero la strofa "I want to know if love is wild, girl, we were born to run" il radioregistratore Sharp con cui ascoltavo musica nella mia stanza all'università si sollevò e rimase appeso qualche secondo come la risacca dell'onda prima dell'arrivo dello tsunami. Che si presentò sotto forma di assolo di sassofono. Note semplici in forma di terzine prima ascendenti, poi discendenti si susseguivano con la forza di un meteorite che ti si abbatte sulla testa. Sembrava di vedere le dita muoversi sui tasti. Il disegno melodico si ripetè due volte. La seconda si incartò in una terzina ripetuta con una sincope che lanciò una nota acuta da cui nacque una discesa vertiginosa fino agli inferi di quel grosso-grasso sibemolle basso, e quando sembrava che tutto fosse finito, invece le note si inerpicarono rapidamente su per la canna del sassofono fino a raggiungere le vette di un sovra-acuto che venne trattenuto giusto il tempo che la band cambiasse accordo e rilanciasse la tonalità per la ripresa della strofa cantata. Non so quante volte premetti il tasto rewind per risentire quella magia. Il primo impatto con i polmoni di Clarence Clemons fu questo. La sera stessa ricominciai a suonare.

Quelli erano anni in cui suonare uno strumento era un valore. Chi aveva avuto il coraggio e il tempo di imparare a suonare, era ricompensato da numerose sincere amicizie. Nascevano gruppi come funghi. Alcuni straordinari, altri velleitari ma tutti uniti da una straordinaria passione per la musica, da una incontenibile voglia di "fare musica". Smettere di suonare a vent'anni (l'età che avevo in questa foto) non era normale. Ero prigioniero di una malintesa concezione della "serietà professionale" da cui mi sarei liberato definitivamente solamente un ventennio dopo quando un certo Bill Clinton riuscì a convincermi che si può suonare il sassofono e anche fare il Presidente degli Stati Uniti d'America, ma sto divagando... Insomma allora, in quell'estate del 1979, per capirlo mi ci voleva una emozione forte. E quell'emozione me la diede l'assolo di sax di Clarence Clemons. "Voglio suonare come lui!, voglio fare esattamente lo stesso assolo, ripetere esattamente le stesse note, lanciare esattamente lo stesso grido di liberazione nel sassofono-megafono!" Ecco cosa succedeva a chi sentiva Clarence Clemons. Ma Clarence era molto di più di un sassofonista, per Bruce e anche per noi. Mariella Venegoni critica musicale de La Stampa, oggi ha scritto "La fine di Clarence Clemons ieri 18 giugno, a 69 anni e mezzo, in seguito all'infarto che lo aveva colpito a Miami il 12 giugno scorso, lascia storditi e affranti gli appassionati di quel rock epico che non rinuncia ad essere giocherellone, rimandandoci al nostro Io Bambino che non se ne vuole andare.
Con la sua immensa statura, il fisico corpulento, le innumeri treccioline dei suoi capelli, Clarence "Big Man" era un elemento imprescindibile della E-Street Band. Suonava il sax con un vigore e una passione che riempivano il palco, e sapeva dare al rock con il suo soffio un'impronta insieme malinconica e ritmicamente audace: mescolava il suo istinto nero rhythm'n'blues con quello rock del suo fratello bianco, e capobanda. Faceva molto sul serio senza prendersi sul serio: un'attitudine che solo i grandi posseggono." Clarence ti entrava dentro con il suo soffio. Rendeva la musica greve e lieve al tempo stesso, perchè con solo con tre note riempiva una sequenza armonica con una tale intensità che la canzone senza il suo assolo perdeva peso, si disfaceva. Infatti provate a immaginare "Thunder Road", "Born to run" o "Human touch" o le recenti bellissime "Radio Nowhere" e "Girls in their summer clothes", senza il soffio vitale di Clemons. Si depotenziano, diventano canzoncine ben suonate, con tutto il rispetto per il Boss. Lui faceva in modo che la canzone fosse in funzione del suo assolo e non viceversa. Avrebbe potuto suonare il jazz più sofisticato, entrare nei circoli esclusivi del "Village" e vivere una vita snob da epigono di John Coltrane. Invece ha scelto di seguire "The Boss", e ha messo il suo sassofono e la sua arte al servizio del sentimento più che della tecnica. Infatti i suoi disegni melodici non erano terribilmente complicati, ma l'emozione che ci metteva era irripetibile. Era come se dicesse "ragazzi, lo potete fare anche voi,ma metteteci sentimento! Non importa quanto veloce muovete le dita sui tasti del sassofono o quante scalate in sibemolle minore riuscite a mettere fra una nota e l'altra, ma l'importante è che quella nota gridi tutta la vostra gioia, o urli il vostro dolore, esprima quello che avete dentro, esponga la vostra anima!". E così ha vissuto una vita rock. E ha reso un po' più rock anche la mia. E quella di chissà quanti altri. Grazie Clarence, per come facevi diventare vivo un pezzo di ottone attaccato a un'ancia di canna. E grazie per le parole con cui ci hai lasciato in questa intervista in cui hai dimostrato anche la tua grandissima umanità

sabato 18 giugno 2011

Destra e Sinistra. La fusione (nucleare) dei valori, all'insegna dell'energia.




Jeremy Rifkin ci esorta a smetterla di usare categorie politiche ottocentesche che sono ormai totalmente inadatte a ridefinire la complessità della società attuale. Raccolgo questo invito da ex iscritto al PCI dal '72 all'81. E da uno che ha sempre votato a sinistra. E che però oggi da italiano dice che sarebbe indeciso fra Vendola e Fini (diciamo che sono al 51% per Fini). Il fatto è che la destra e la sinistra non esistono più! Ne vogliamo parlare?!? Parliamone! I valori buoni della destra (meritocrazia, legalità, senso di coesione nazionale, orgoglio italiano, integrità morale) sono stati riscoperti dalla parte sana della sinistra, e i valori buoni della sinistra (solidarietà, giustizia, eguaglianza, redistribuzione della ricchezza, slancio ideale), sono stati riscoperti dalla parte sana della sinistra. Caduto il velo ideologico che era alimentato dal muro di Berlino, sempre più gente ha cominciato a fondere i valori, nella crescente consapevolezza che non può esserci legalità senza giustizia (e viceversa) nè merito senza uguaglianza, (e viceversa), nè solidarietà senza coesione nazionale, nè integrità morale senza slancio ideale (e viceversa). Destra e sinistra come si sono venuti a caratterizzare nel secolo scorso, non esistono più, si sono fuse e confuse in un nuovo ordine di valori emergenti che non ha ancora trovato una sua collocazione poltica. E forse non la troverà. E non ne sentirà la mancanza. Un ordine di valori che fa emergere una visione dei rapporti umani decentrata e non verticistica, di rete e non paternalistica. Favorita dalla rete e dalle nuove tecnologie. E questo non è nè di destra nè di sinistra. La politica comincia sempre più ad assomigliare all'economia: grandi multinazionali contro piccole realtà locali. Tendenza al monopolio contro micro generazione distribuita (di informazione come di energia come di qualunque altro bene e servizio). Grandi centri commerciali basati sullo sfruttamento industriale delle risorse umane e la spersonalizzazione totale dei rapporti anche commerciali,( la cosiddetta "Auchanizzazione"), CONTRO reti di piccoli negozi specializzati con librai, esperti di articoli sportivi, sarti, fotografi, gastronomi, appassionati del loro lavoro e con margini di profitto umani e costi molto elevati, ma del gesto umano, del sorriso, del "buongiorno signora come sta? La bambina tutto bene?". E' la politica del grande accumulo e del monopolio (in cui il nostro premier è maestro) contro la politica dell'anti-trust e delle reti. Nei miei 25 anni a Bruxelles, ho avuto modo di collaborare con i principali leader italiani e europei. Se fossi tedesco voterei certamente Merkel e non i socialisti legati a doppio filo con Gazprom (come il caso penoso di Schroeder dimostra). L'ho conosciuta di persona, la Merkel, e posso testimoniare che il suo interesse per le rinnovabili e la sua avversità per il nucleare sono sincere. E sono anche fondate su precise competenze scientifiche perchè lei è un fisico! Mentre Schroeder è un politico di professione venduto al glamour e al miglior offerente. E il miglior offerente si chiama Putin... Se fossi Spagnolo non voterei certamente per i popolar-radioattivi di Mariano Rajoi, con cui non si può ragionare, ma invece per
Zapatero (pur con tutti i limiti della sua azione di governo recente, troppo appiattita sulle posizioni dalla Confindustria spagnola e di ministri di dubbia integrità ideale, ad essa devoti) o chi gli succederà e certamente . Se fossi inglese la mia scelta andrebbe assolutamente a Cameron, convintamente, anche se è conservatore, mentre con il laburismo nuclear-carbonifero della trimurti Blair/Brown/Milliband non mi prenderei neanche un cafè (sapessi quanto schifo fanno, forse un giorno rivelerò dei retroscena esplosivi). Se fossi portoghese certamente non Barroso ma il socialista Socrates, e solo lui perchè se l'alternativa fosse il suo ministro socialista dell'Economia Manuel Pinhio, allora voterei Barroso. Se fossi greco, certamente Papandreu, anche se non mi fido di molti dei suoi ministri e certo non Karamanlis e i suoi satrapi bugiardi e corrotti. L'energia, le politiche energetiche, diventano una ottima chiave di lettura del consenso politico, per cui ti prego, prendi atto che ormai c'è una spaccatura verticale in tutti i partiti. Non è questione di faziosità o di essere pro o contro il PD o il PDL. Il problema è che nel PD tu hai un Letta che non si discosta molto da Romani, e un Marino che la pensa esattamente come noi. Per la verità nel PDL e nella attuale destra i nuclearisti sono statisticamente molti di più e molto più quèruli, ma rimane il fatto che non ci sono partiti che garantiscano integralmente una correttezza di analisi delle questioni energetiche e delle conseguenti aggregazioni sociali. Fin quì abbiamo parlato dei VALORI della politica. Ma, specie dopo il referendum, non possiamo non interrogarci su come por termine all'anomalia italiana, dovuta al Berlusconismo. Non si tratta di un valore (o un insieme di valori) politico, ma di un grumo purulento di interessi, che ha messo alla base della politica italiana, l'dea che si voti non per affermare valori, ma per difendere interessi. In Italia dunque, la divisione trasversale fra schieramenti politici si arricchisce di un ulteriore elemento: quello della distinzione fra chi crede che la politica debba essere "di valori",(che siano di"destra" o di "sinistra" poco importa) e chi invece crede che la politica debba difendere "interessi" (e "coglioni" quelli che votano "contro" i propri interessi. Ci vorranno anni per riconnettere il cervello all'anima di chi si è fatto irretire da questo ragionamento furbo-individualista, strizzaocchio-paraculo-maschilista. E però rimane la necessità assoluta per il nostro paese di liberarsi dal grande bubbone, dal grande buffone, dal grande puttaniere. E non lo dico per moralismo (che poi in realtà Berlusconi è più di sinistra ce di destra, lo è sempre stato, fin dai tempi di Craxi). E' vero che a casa sua uno può fare quel che vuole, fino a che non commette rati, o non ricompensa le sue puttane con posti di potere pagati da tutti noi sia in termini attivi -salario- che passivi -danni dovuti alla loro incompetenza e malafede-). Lo dico perchè, come dice una fonte non sospetta, Briatore, il capo del governo, in un momento come questo, dovrebbe passare notti insonni, non per pensare alle sue "troie", ma per farsi carico della situazione del paese. Invece lo sta lasciando andare a rotoli e non pensa che a se stesso, e ai suoi interessi. Interessi, che nel caso dell'energia cozzano violentemente contro le rinnovabili. Ma siccome lui ha il governo dalla parte del manico, lo usa contro di esse come un micidiale corpo contundente. E ha fatto già oltre un miliardo di euro di danni, al settore con il cosiddetto, famigerato Decreto Romani. Adesso c'è bisogno di un piano energetico serio, che permetta all'Italia di massimizzare le fonti solari e fare massa critica sulle rinnovabili. Come detta l'Europa e come insegna la Germania. Per questo c'è bisogno di gente nuova al governo. Gente seria, che non pensi in continuazione al bunga bunga serale e che abbia una visione non incagliata nell'antico e nei suoi interessi personali. Gente insomma, disinteressata e lungimirante. Fra i 20 milioni di italiani che hanno votato SI ai referendum, ci sarà pure qualcuno così, no?

venerdì 10 giugno 2011

Jeremy Rifkin invita tutti gli italiani a andare a votare SI al referendum contro il nucleare









QUESTA E' LA TRADUZIONE DEL VIDEOMESSAGGIO DI JEREMY RIFKIN DI INVITO AL VOTO PER IL SI AL REFERENDUM ANTINUCLEARE, CHE SARA' DISPONIBILE SUL SITO DI ECO TV A PARTIRE DALLE 15.

http://www.ecotv.it

Un saluto a tutti i miei amici italiani. Siamo in vista di un week end molto importante , quello in cui sarete chiamati alle urne per decidere sul futuro dell’energia nucleare in Italia. Ma non si tratta SOLO di un referendum sul futuro dell’energia nucleare, si tratta di un referendum sul futuro dell’Italia più in generale!

Si tratta di decidere se il vostro grande Paese entrerà nel XXI° secolo e nella terza rivoluzione industriale alimentata dalle energie rinnovabili, o se slitterà indietro verso il XX° secolo e le sue energie antiquate, centralizzate e verticistiche come l’energia nucleare.

Come già sapete, la Germania sta avanzando a grandi passi verso la sua nuova rivoluzione energetica, introducendo le energie rinnovabili a ritmi formidabili.

Spero che l’Italia segua rapidamente quest’esempio virtuoso e mandi così un messaggio forte all’Europa e al mondo che c’è una nuova generazione di giovani italiani che sono pronti ad abbracciare il futuro e una nuova visione che contribuisca a risanare il pianeta e preservare la Terra per le generazioni a venire!

Confido nella vittoria a questo referendum e vi auguro tutto il meglio!

giovedì 2 giugno 2011

Pasquino e San Francesco


Un Pasquino scatenato dopo gli ultimi rovesci berlusconici, continua a mandare, sempre in forma rigorosamente anonima, le sue rime ispirate per descrivere questi tempi turbolenti con la forza della metrica e della rima.
Questa volta con un ardito ma azzeccato paragone francescano sui beni pubblici mesi in periglio da questo governo affaristico! Laudato sii mio Signore per Frate Pasquino e la sua vena ispirata!


Laudato si, mio Signore, per sora acqua,
la quale è molto utile e umile e preziosa e casta.
San Francesco

Dio creò l’acqua in un bel giorno
e la distribuì sulla Terra tutt’intorno.
Nei fiumi, nei laghi e nei mari
scorrea nei giorni dispari e pari,
libera, “ utile, casta e preziosa”
per dare vita ad ogni cosa.
Dio non dié all’acqua casta e bella
guardiano, padrone o sentinella.
L’acqua è di tutti gli animali
e gli uomini rende uguali,
perché è del ricco e del potente,
ma anche di chi non ha niente.
Ma oggi minacciosi si fanno avanti
affaristi, ladroni e briganti
che voglion l’acqua privatizzare
cioè un bene prezioso rubare.
Così con il Governo in combutta
ti lasceranno a bocca asciutta.
Loro furbamente si arricchiscono
e te, povero fesso, ti impoveriscono.
Che fai? Non vai a votare?
La speculazione puoi affossare.
Se fai il gioco dei ladri compari
per te, caro mio, son cazzi amari.



Pasquino, giugno 2011