domenica 13 marzo 2011

In prigione in prigione!!!


Pasquino non poteva resistere all'impulso di commentare in rima la riforma "epocale" della giustizia, che il nostro premier ha voluto mettere al primo posto della sua iniziativa (e unico) e che sta conseguentemente bloccando l'agenda politica del paese che ben altri problemi dovrebbe affrontare (energia, disoccupazione, decrescita economica, ricerca, infrastrutture, etc). Altro che riforma "epocale". In prigione! Come suggerisce Bennato in una delle sue più belle canzoni:


“I reati non li ho commessi,
eppure ho subìto venti processi.
Ma ora per i giudici viene il bello:
ho in mano del manico il coltello.
Ora al Governo comando solo io,
nessun mi ferma, neanche Iddio.
Senza esitazione e senza paura
riformerò l’odiata Magistratura
e con i miei fedeli servi a rimorchio
metterò i giudici sotto torchio.”

(scoprite voi l’autore di questo delirio)

Per responsabilità il giudice pagherà,
se un grave errore commetterà.
E perciò nel processo sarà inibito
e darà ragione al ricco ben assistito.
Così” La legge per tutti è uguale”
sarà scritta falsa in ogni tribunale.
Il pubblico ministero sarà subordinato
non più alla legge ma al sultanato.
I grandi malfattori non più inquisiti,
mafiosi, ladri e faccendieri impuniti.
Tangentopoli sarà un ricordo sbiadito:
libero il bancarottiere e ogni bandito.
Però la giustizia conseguirà il suo fine
nel mettere in cella i ladri di galline.
L’obbligo dell’azione penale? Basta!
Priorità delle indagini sarà della Casta.
I giudici non saranno autogovernati
ma da un Corte pilotata indagati.
Più potere avrà il Ministro Alfano
che ha ideato l’epocale piano
di stravolgere la nostra Costituzione,
storico baluardo della nostra Nazione.


Pasquino, marzo 2011

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