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lunedì 15 gennaio 2018

Fiscal Compact? No! Social Compact!

Consigli non richiesti (e probabilmente nemmeno apprezzati) a chi parla a vanvera di Europa e di Euro ...

BUFFONI E INCOMPETENTI: UN DISASTRO ANNUNCIATO.
Ha destato scalpore una mia recente presa di posizione in cui davo
dei buffoni e incompetenti ai vertici di un certo Movimento che dopo averla menata per anni con un referendum sull'Euro (che io ho giudicato da subito impossibile e inutile e che infatti ha raccolto solo 90.000 firme sui tre milioni strombazzati enfaticamente dal palco del Circo Massimo all'epoca el suo annuncio), oggi fa una spericolata retromarcia e si dichiara contrario all'uscita dalla Moneta Unica Europea. E tutto ciò si badi, dopo anni di mistificazioni e confusione con spericolate arrampicate sugli specchi in difesa di un referendum presentato come una battaglia di principio per far decidere il popolo ma con una chiara presa di posizione nella comunicazione (come si vede dal logo della campagna di raccolta firme per tale referendum, che poi però rimaneva orfana quando la domanda diretta: "Ma voi siete per l'uscita dall'euro o no?" veniva formulata (celebre il caso di una nota esponente del movimento da Lilli Gruber non più tardi di un paio di settimane fa).
Il mio giudizio netto e sintetico era relativo al fatto che la questione è stata affrontata con approssimazione propagandistica da cialtroni incompetenti, superficiali, pressapochisti, messi irresponsabilmente a dirigere le politiche europee di  una formazione politica da 9 milioni di voti, che hanno portato allo sbaraglio e decredibilizzato totalmente  che con il loro catastrofico errore mediatico, attirando critiche interessate e malevole di personaggi tartufeschi servi dell'Europa peggiore, quella delle banche e del debito. 
Questo disastro io volevo evitarlo perchè sapevo che tutta l'informazione mainstream ci si sarebbe ficcata dentro a piedi uniti,(come in realtà poi è successo), decredibilizzando tutte le proposte e le battaglie di quel Movimento, anche quelle più giuste e meritevoli.

UN DECENNIO DI FOLLIA EUROPEA
Questo episodio mi offre dunque l'occasione di chiarire il mio pensiero e di formulare delle proposte serie, realizzabili, coraggiose e visionarie per chi voglia davvero battersi contro questa Europa serva della finanza e rimetterla nella carreggiata giusta (quella di Spinelli e Delors) dopo un decennio e più di follia ultraliberista, austerità autolesionista e adorazione totemica della logica suicida del debito. 
Queste proposte in realtà non sono nuove ma risalgono al 2014 quando furono da me formulate in vista delle elezioni Europee, come si evince da questo è il mio articolo dell'epoca:
http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/05/leredita-di-spinelli-e-il-movimento-5.html)

"RIPRENDIAMOCI L'EUROPA!"
Tali proposte diventarono anche una parte rilevante dello spettacolo "Te la do io l'Europa!" che un noto comico prestato alla politica portava in giro in quell'epoca con il mio contributo.
La parola d'ordine era: "Riprendiamoci l'Europa e cacciamo via gli speculatori e i banchieri!" e non certo: "Usciamo dall'Europa e rinunciamo alla lotta contro speculatori e banchieri!". 
Per approfondire si veda questo
 video: https://www.youtube.com/watch?v=rUnN7ysnZvE&t=122s

FISCAL COMPACT/MORTAL KOMBAT
Questa riflessione è tanto più necessaria se si considera che da quest'anno il famigerato Fiscal Compact (Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria), come proposto il mese scorso dalla Commissione Europea, sarà inserito nell'ordinamento giuridico europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche liberiste d'austerità.

Il che comporta per il nostro Paese l'obbligo nei prossimi 20 anni di portare il rapporto debito-Pil dall'attuale 132% al 60% con un taglio annuale della spesa pubblica di 50 miliardi l'anno.

A questo d'altronde mira la modifica dell'art. 81 della Costituzione con l'inserimento del “pareggio di bilancio” in Costituzione, previsto appunto dal Fiscal Compact ed eseguito nel 2012 senza alcun referendum popolare dal Parlamento italiano, ligio e obbediente ai diktat della finanza internazionale.

Il Fiscal Compact è l'epitome della deriva ultraliberista imposta all'Europa dal disastro del referendum francese nel 2002 e rappresenta un vero e proprio Mortal Kombat per tutte le politiche ambietali e sociali perchè prevede la definitiva consegna di tutto ciò che ci appartiene in termini di diritti, beni comuni, benessere sociale e felicità delle persone,  agli interessi delle grandi lobby finanziarie, nonché di una definitiva sottrazione di democrazia, con scelte politiche ed economiche non più dettate dalla discussione democratica, bensì dagli algoritmi monetaristi. 
Dal Fiscal Compact al "Social Compact": in 5 punti! Ecco il programma anti Fiscal Compact che bisogn avere il coraggio di proporre!
Stendiamo un velo pietoso su Renzi e quelli come lui che da un lato fanno i rivoluzionari anti Fiscal Compact e dall'altro hanno sempre fatto da zerbino alle politiche europee di austerità lasciando da soli Tsipras e Varoufakis quando la Grecia cercò di ribaltyare il tavolo dell'austerità come strategia fallimentare non solo per i singoli paesi ma anche per l'Europa in generale (celebre la frase di Varoufakis "austerity is NOT WORKING!) e sprecando l'occasione della Presidenza Italiana dell'UE nel 2014 in un modo che grida ancora vendetta con iniziative puramente propagandistiche (ricordate l'incontro di Ventotene con Merkel e Hollande? Propaganda allo stato puro che nascondeva il nulla propositivo più assoluto!). 
In questo articolo mi sforzerò di spiegare come uscire dalla fuffa e formulare proposte concrete contro il Fiscal Compact e per quello che ho definito un nuovo patto europeo che potrebbe andare sotto il nome di Social Compact. 

VENTOTENE: UN PROGRAMMA RIVOLUZIONARIO E IMPEGNATIVO 
Quando Renzi lo scorso anno tentò di impossessarsi dello spirito di Ventotene, strumentalizzando il messaggio di Altiero Spinelli a suo uso e consumo, con lo slogan "L'Europa deve ricominciare da Ventotene", fu subito chiaro che era propaganda allo stato puro,, soprattutto per uno come Renzi, che rappresenta valori diametralmente opposti a quelli espressi da Spinelli, Rossi e Colorni con il celebre "Manifesto di Ventotene". 
Quella di Spinelli era una rivoluzione vera, impegnativa,  che metteva al centro il cittadino e la comunità e ammoniva di tenere a bada le banche e gli speculatori, parlava di protezione dei beni comuni pubblici e la nazionalizzazione di banche e aziende energetiche.

Oggi è necessario mettere subito in essere politiche per recuperare lo spirito reale del Manifesto di Ventotene.
Per comprendere lo spirito VERO di Ventotene è necessario fare un salto filologico nel passato e leggersi il noto Manfesto scritto nel 1941 nella sua integrità, olisticamente!  
Vediamo così  che il Manifesto di Ventotene propone una Europa in cui “Non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un’attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori; ad esempio le industrie elettriche, le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo ma che, per reggersi, hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore ecc.”
Parallelamente, per uno sviluppo economico sostenibile e stabile il Manifesto  osserva che "Le caratteristiche che hanno avuto in passato il diritto di proprietà e il diritto di successione, hanno permesso di accumulare nelle mani di pochi privilegiati ricchezze che converrà distribuire durante una crisi rivoluzionaria in senso egualitario, per eliminare i ceti parassitari e per dare ai lavoratori gli strumenti di produzione di cui abbisognano, onde migliorare le condizioni economiche e far loro raggiungere una maggiore indipendenza di vita". 
Sul piano della rimozione delle diseguaglianze, oltre a proporre un differenziale salariale il più livellato possibile si prescrive anche che "I giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare le possibilità effettive di proseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi;"

E sempre per quello che riguarda i giovani, si raccomanda qualcosa di molto simile a provvidenze che oggi andrebbero sotto il nome di "reddito di cittadinanza": "La solidarietà umana verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica, non dovrà, per ciò, manifestarsi con le forme caritative sempre avvilenti e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori."
C'è perfino l'intuizione rifkiniana dell'economia a costo marginale zero introdotta dal progresso tecnologico che permetterà di provvedere ai bisogni di tutti gli esseri umani secondo le regole dell'abbondanza anziché quelle della scarsità (in questo le energie rinnovabili sono epitomiche: il petrolio è scarso, il sole è abbondante!) "La potenzialità quasi senza limiti della produzione in massa dei generi di prima necessità, con la tecnica moderna, permette ormai di assicurare a tutti, con un costo sociale relativamente piccolo, il vitto, l’alloggio e il vestiario, col minimo di conforto necessario per conservare il senso della dignità umana." 

Infine si prevede che la rivoluzione Europea metta al loro posto per sempre i ceti economici finanziari speculativi che producono solo accumulazione per se stessi e inequità sociale, con una lucidità quasi premonitoria rispetto a quello che sarebbe poi successo.   "
Si è così assicurata l’esistenza del ceto assolutamente parassitario dei proprietari terrieri assenteisti e dei redditieri che contribuiscono alla produzione sociale solo nel tagliare le cedole dei loro titoli; dei ceti monopolistici e delle società a catena che sfruttano i consumatori, e fanno volatilizzare i denari dei piccoli risparmiatori; dei plutocrati che, nascosti dietro le quinte, tirano i fili degli uomini politici per dirigere tutta la macchina dello stato a proprio esclusivo vantaggio, sotto l’apparenza del perseguimento dei superiori interessi nazionali. Sono conservate le colossali fortune di pochi e la miseria delle grandi masse, escluse da ogni possibilità di godere i frutti della moderna cultura." 
Il carcere di Santo Stefano a Ventotene
                       
Non credo che ci siano diverse interpretazioni di queste parole chiarissime del Manifesto di Ventotene. Si può essere d'accordo o non esserlo. Ma non si può cancellarle completamente attribuendo a Spinelli & co. intenzioni e proposte che rappresentano il totale capovolgimento della loro narrazione, solo per compiacere i signori della finanza speculativa e i loro complici politici riuniti ipocritamente a celebrare se stessi e non certo Spinelli.  
 Se davvero vogliamo che l'Europa ricominci da Ventotene, allora le cose da farsi sono chiare e la strada da percorrere limpida e stellata: senza la pretesa di avere la soluzione definitiva ma al solo scopo di rimettere in carreggiata la discussione sul Manifesto di Ventotene,  mi permetto di elencare 5 piccoli provvedimenti iniziali ispirati ai principi del Manifesto di Ventotene e realizzabili immediatamente e a costo zero per invertire la china mortale su cui questa leadership serva della finanza e  priva di visione ha messo la nostra povera  Europa, cinque punti per passare dal Fiscal Compact a quello che potremmo definire un vero e proprio Social Compact.

PROPOSTA NUMERO 1) 
Conferimento alla BCE dei poteri di 'prestratrice di ultima istanza' perché sia lei a comprare i titoli dei paesi euro in difficoltà impedendo alle banche d'affari di fare una cresta monumentale sulla pelle e sul sangue dei greci e di tutti gli altri popoli:

PROPOSTA NUMERO 2) 
Abolizione immediata dei parametri di Maastricht e del Fiscal Compact (rapporto debito PIL etc) e loro sostituzione con indicatori socio economici ricavati dagli obiettivi del Manifesto di Ventotene (prosperità e benessere dei cittadini, qualità della vita e dell'ambiente, senso di Comunità grado di alfabetizzazione etc); Attenzione, abbiamo detto ABOLIZIONE, non semplice rinvio o riduzione! Siamo fuori dalla logica degli sconti, del mercato delle vacche e delle trattative da mercanti arabi. Quando una cosa è ingiusta e inefficace come il Fiscal Compact, non va riformato, ridotto o rinviato. Va ABOLITO!!!

PROPOSTA NUMERO 3) 
Abolizione immediata del collegamento fra banche d'affari e banche di risparmio (modello Glass Steagall act americano) per preservare i risparmi dei cittadini dai rischi della speculazione rapinatoria e incoraggiare gli investimenti sul territorio e nelle attività di comunità;

PROPOSTA NUMERO 4) 
Cancellazione del principio del cofinanziamento per l'erogazione di fondi europei sia a livello centrale che periferico per le imprese piccole e medie e le start up innovative;

PROPOSTA NUMERO 5) 

Reale "empowerment" del Parlamento europeo con conferimento di poteri legislativi pieni e del potere di iniziativa legislativa in quanto unico organo elettivo delle istituzioni europee. Passaggio definitivo dal metodo intergovernativo al metodo comunitario. Il Parlamento Europeo deve avere l’ultima parola su tutti i provvedimenti attualmente in co-decisione col consiglio (


Pier Virgilio Dastoli, assistente di Altiero Spinelli e Presidente
del Movimento Federalista Europeo, principale sostenitore
del "metodo comunitario" contro quello "intergovernativo".
Sono solo proposte di buon senso, ma dubito che qualche forza politica le farà proprie per farle entrare nell'agenda di questa Europa, così come sono state ignorate nella dichiarazione di Roma in cui l'establishment ha celebrato se stesso nel 60mo anniversario dei trattati di Roma, in una città blindata per paura del terrorismo (ma anche e soprattutto delle contestazioni) nel marzo 2017.
Fa specie soprattutto che queste proposte non vengano abbracciate  dai più accesi contestatori dell'Europa, quei famosi "sovranisti" all'amatriciana che insistono testardamente sulla sovranità monetaria ma dimenticano sovranità molto più importanti come quella energetica, quella alimentare e quella economica che invece Spinelli, Colorni e Rossi avevano ben presenti sin dal 1941!

Il Manifesto di Ventotene propone una Europa dei popoli e non delle banche.   
Ci sono forze politiche che davvero riescano ad affrancarsi dalla logica delle manifestazioni propagandistiche anti europa e dalla fuffa delle dichiarazioni "europeiste" di principio buone per tutte le stagioni e per tutte la audience e ricominciare davvero da Ventotene, con queste "Proposte di buon senso" davvero rivoluzionarie proponendo e promuovendo in tutte le istanze possibili l'Idea di un "Social Compact" Europeo per sostituire il Fiscal Compact che dicono di aver tanto in spregio?