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giovedì 2 novembre 2017

Assessori e valori


Nel 2009 il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che avevo conosciuto a Bruxelles quando era europarlamentare, mi chiamò a fare (gratuitamente)  la supervisione del PEARS, il Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana, elaborato dalla precedente giunta Cuffaro (che si era dovuto dimettere per l'inchiesta che lo porterà alla condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia).

Si trattava di un piano che era nato storto e non aveva alcuna direzione verso il futuro solare a cui la Sicilia avrebbe pure diritto e a buon titolo, trattava le fonti fossili con lo stesso riguardo di quelle solari e lasciava in mano ai grandi gruppi fossili il destino energetico e economico della regione.

Io e i miei collaboratori ce la mettemmo tutta e riscrivemmo interamente  il  piano, introducendo il principio della sovranità energetica della Regione, ottenuta attraverso l'obiettivo della decarbonizzazione dei processi produttivi.

Il Piano prevedeva un nuovo modello energetico distribuito, ostacolava i grandi impianti speculativi, incoraggiava i piccoli impianti rinnovabili per i cittadini e la piccola e media impresa, favoriva la diffusione delle nuove tecnologie energetiche come l'idrogeno, le smart grid, il solare termodinamico per le grandi utenze industriali, e  valorizzava le risorse umane locali coinvolgendole in un grande piano di formazione professionale creando una nuova generazione di giovani professionisti dell'energia.
Infatti il piano mirava anche a creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro stabili e qualificati nei settori della terza rivoluzione industriale.

Per presentarlo venne Rifkin a Palermo. Era il 9 marzo 2009. Erano appena passati due anni da quando avevamo convinto la Merkel a intraprendere la strada della sostenibilità in Germania e in Europa con il 20 20 20 e il pacchetto clima energia dell'Unione Europea, e sembrò che la Sicilia dovesse essere la prima regione a percorrere questa strada virtuosa.

Il piano venne abbracciato (a parole avremmo poi scoperto) interamente dal presidente Lombardo, come testimonia il video dell'epoca che si può vedere in fondo alla pagina.

Ma il piano doveva essere approvato dall'assessore regionale all'energia che invece lo massacrò.

Fu un braccio di ferro sfibrante con un assessore assolutamente incompetente, a digiuno delle più elementari nozioni sull'energia, e che era già stato inquisito in passato e lo sarebbe stato in futuro per presunte tangenti sugli impianti fotovoltaici (che lui doveva autorizzare), nonchè per favoreggiamento a Cuffaro, ottimi titoli per fare l'assessore all'energia, ovviamente.

Nell'opera di smantellamento del nostro lavoro sul PEARS, l'assessore all'Energia fu efficacemente coadiuvato dal quello che all'epoca era il Segretario Generale (il potente capo di tutta la burocrazia regionale) della Regione Siciliana, che ostacolò in tutti i modi i cambiamenti che noi avevamo suggerito.

Tale Segretario Generale, un anno dopo, a 47 anni, si pre pensionò sfruttando la famigerata legge 104 della Regione che permetteva ai super burocrati che dimostrassero di avere genitori infermi da assistere, di andare in pensione anticipata con una liquidazione principesca e un assegno mensile di 10.000 euro e rotti.

"Bene!" dirà l'ignaro lettore, "Un rompipalle in meno sulla luminosa strada della terza rivoluzione industriale siciliana!" E invece no! Perchè il personaggio in questione, me lo ritrovai dopo meno di un mese come assessore all'energia in sostituzione del precedente assessore, nel frattempo dimessosi perchè travolto dagli scandali. "Ma come?!?" continuerà l'ignaro lettore, "non si era prepensionato per assistere il padre infermo?" Ebbene si, ma pare che lo facesse prima delle sette del mattino e dopo le 19 quando rincasava. "Ma come?!?" insisterà testardamente l'ignaro lettore "se lo doveva assistere nei ritagli allora poteva continuare a fare il Segretario Generale senza prepensionarsi a 47 anni fottendosi 10.000 euro al mese per andare a fare un altro lavoro sempre nell'amministrazione!" E avrai anche ragione ignaro lettore, ma il tuo torto è cercare di dare un senso a questa storia perchè questa storia un senso non ce l'ha.

E infatti il neo assessore ed ex Segretario Generale mi rese la vita impossibile, tanto che a un certo punto mi resi conto che non valeva più la pena battersi contro i mulini a vento per portare la terza rivoluzione industriale in Sicilia senza nemmeno essere pagato per farlo e gettai la spugna. Naturalmente ne informai Rifkin che non mancò di scaricare pesantemente Lombardo accusandolo di aver tradito le premesse e le aspettative per cui noi eravamo stati chiamati a collaborare come consiglieri a titolo gratuito (si veda documentazione al riguardo in fine articolo).

Nel frattempo era andato in pensione anche il Commissario  all'emergenza rifiuti (e quindi  responsabile di una catastrofe) con un modico assegno mensile di Euro 41.600 (quarantunomilaseicento) mensili (!!!).
Si avete letto bene. Non annuali ma MENSILI. Quindi 500.000 mila euro annuali, 1400 euro al giorno!!!

Poi venne l'era di Crocetta Presidente e su energia e rifiuti ne abbiamo viste di tutti i colori. Ex magistrati totalmente a digiuno della materia, che hanno finito per favorire la speculazione energetica e riaprire le discariche (si veda link in fondo pagina), ma soprattutto il voltafaccia del Presidente /dipendente ENI (e dunque fossile) sul Patto dei Sindaci per l'energia con la creazione di una fantomatica "cabina di regia" affidata a un professore bergamasco completamente a digiuno di cose siciliane, totalmente asservito alle esigenze e agli interessi di Confindustria, che smantellò la Task Force per l'assistenza tecnica ai Comuni che dovevano predisporre i piani energetici sostenibili per il Patto dei Sindaci (PAES), attività rimasta praticamente al palo per tutta la legislatura con conseguente perdita di finanziamenti europei e mancata creazione dei relativi posti di lavoro (anche su questo si vedano gli approfondimenti in calce al post).

Tutto questo mi è riaffiorato prepotentemente alla mente quando ho visto la tempesta in un bicchier d'acqua scatenata a reti unificate dalla solita stampa pluralista e democratica contro l'assessore nominato a rifiuti e energia dal candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per il Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, l'ing. Angelo Parisi, che senza alcun riguardo al suo valore professionale di gran lunga superiore a quello di chiunque abbia ricoperto prima quel ruolo, è stato unicamente dipinto come un "hater" solo per essersi lasciato sfuggire una frase un po' sopra le righe contro l'autore della peggiore legge elettorale della Galassia.

Il valore di un assessore all'energia e ai rifiuti non si vede da una frase decontestualizzata, ma dalla sua storia professionale e, perchè no, dal suo attivismo ambientale.  E la storia professionale di Angelo Parisi è quella di un professionista rigoroso, competente e molto ben orientato sui principi della decarbonizzazione e della terza rivoluzione Industriale, che è stato molto attivo contro lo smantellamento delle energie rinnovabili operato scelleratamente dal decreto Romani del governo Berlusconi e contro tutti i tentativi ulteriori dei governi successivi, che ha sostenuto con impegno e generosità la battaglia per il referendum contro le trivelle (si veda il video in fondo pagina), e non da ultimo,  ha contribuito in modo decisivo a smantellare la truffa  ai danni dei Comuni siciliani da parte di operatori senza scrupoli che offrivano impianti fotovoltaici a prezzi anche tripli a quelli di mercato (si veda il link in fondo pagina).
A fronte di tutta questa mancanza di senso delle proporzioni fra l'attacco a Parisi su una bazzecola e i fatti molto più gravi perdonati a altri assessori e responsabili d energia e ambiente in Sicilia,  mi verrebbe spontaneo reagire parafrasando l'assessore all'ambiente di Parma Gabriele Folli che sulla nomina dell'inceneritorista Muraro a Roma si espresse in questi termini esatti "Ma andate a c**are!". Ma mi tratterrò dal farlo e concluderò invece con un appello ai Siciliani:



Popolo di Sicilia!
Se trovate normale aver avuto un assessore all'energia che prendeva i soldi per autorizzare gli impianti fotovoltaici, e poi faceva favori a Cuffaro andandolo a trovare in prigione mentre scontava una pena di 7 anni per favoreggiamento alla mafia, allora non votate per Giancarlo Cancelleri e per il Movimento 5 Stelle!

Se trovate normale prepensionarsi a 47 anni per assistere un padre malato per poi rientrare in meno di un mese come assessore all'energia, con una liquidazione da nababbi e un assegno di 10.000 euro al mese, allora non votate per Giancarlo Cancelleri e per il Movimento 5 Stelle!

Se trovate normale che il responsabile del disastro rifiuti della regione invece di essere cacciato a calci in c**o se ne vada in pensione portandosi via mezzo milione di euro l'anno rubati dalle vostre tasche, allora non votate per Giancarlo Cancelleri e per il Movimento 5 Stelle!

Se per voi è normale che un Presidente affidi le delicatissime politiche su energia e rifiuti a persone completamente a digiuno dei rudimenti elementari in materia e poi metta un uomo solo al comando di una fantomatica cabina di regia per il patto dei sindaci, un personaggio che la Sicilia l'aveva fino ad allora vista solo in cartolina, allora non votate per Giancarlo Cancelleri Presidente e per il Movimento 5 Stelle!

Se trovate normale che un condannato in via definitiva per evasione fiscale e inquisito per mafia come Berlusconi sia ancora politicamente attivo e faccia campagna in Sicilia in spregio a qualunque buon senso e buon gusto, allora non votate per Giancarlo Cancelleri e per il Movimento 5 Stelle.

Ma se invece trovate tutto quanto sopra disgustoso e volete un assessore all'energia e ai rifiuti competente, che avvii la regione sulla strada della sovranità energetica e della decarbonizzazione, rendendo più competitive le vostre imprese e più ricchi i cittadini, creando migliaia di posti di lavoro e liberandovi dai rifiuti facendoli diventare risorse secondo i canoni dell'economia circolare, allora domenica 5 novembre VOTATE PER GIANCARLO CANCELLERI PRESIDENTE!



Documentazione di riferimento:

Sull'assessore Pippo Gianni e le tangenti sul fotovoltaico e i rapporti con Cuffaro:

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/24/news/tangenti_per_il_fotovoltaico_indagato_ex_assessore-92272952/

http://www.siracusanews.it/siracusa-visite-carcere-cuffaro-chiesto-rinvio-giudizio-pippo-gianni-nunzio-cappadona/

Sull'assessore Pier Carmelo Russo e il suo prepensionamento truffa:

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/05/26/news/pensione_di_6500_euro_a_47_anni_assessore_regionale_nella_bufera-4341154/

http://www.ilgiornale.it/news/pensione-45-anni-sicilia-ancora-si-pu-e-scatta-grande-fuga.html

http://sanguisughe.tgcom24.it/2011/04/superburocrate-con-pensione-doro-a-47-anni-e-diventa-assessore/

Sul pensionamento d'oro dell'ex Commissario ai rifiuti Felice Crosta:

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/pensione_d_oro_sicilia-2753983/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/il_dirigente_regionale_va_in_pensione_ricever_ogni_giorno_1_369_euro-2767043/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1050829/sicilia-pensione-doro-da-1400-euro-al-giorno-battaglia-legale-tra-regione-ed-ex-dirigente.shtml

Sulla truffa del prezzario regionale per il fotovoltaico:

http://www.sicilia5stelle.it/2014/01/prezziario-unico-regionale-prezzi-altissimi-e-fuori-mercato-m5s-incredibile-sperpero-di-fondi-e-crollo-della-qualita/

http://cetri-tires.org/press/2014/prezziario-unico-per-la-regione-sicilia-uno-studio-del-cetri-rileva-prezzi-altissimi-e-fuori-mercato/

http://www.alqamah.it/2014/01/24/i-prezzi-del-fotovoltaico-quadruplicati-in-sicilia/

Sulla riapertura delle discariche in era Crocetta:

http://www.lasicilia.it/news/catania/86182/l-infinita-emergenza-rifiuti-crocetta-annuncia-riaperte-le-discariche.html

Sulla "Cabina di regia" per il patto dei sindaci affidata da Crocetta al Bergamasco Pezzini:

http://livesicilia.it/2013/06/27/patto-dei-sindaci-la-cabina-di-regia-continuera-a-esistere_339759/

http://palermo.meridionews.it/articolo/19648/patto-dei-sindaci-pezzini-ad-attaccarmi-sono-i-vecchi-poteri/







Sullo scaricamento di Lombardo da parte di Rifkin:
http://livesicilia.it/2010/09/17/rifkin-scomunica-lombardo-il-piano-energia-non-e-stato-attuato_62293/

Il video di Lombardo che parla del piano energetico:
https://www.youtube.com/watch?v=PM2cQCqiOo4

Il video di Angelo Parisi e Angelo Consoli che contribuiscono a sfatare i falsi miti  contro il referendum anti trivelle del 17 aprile 2017.

https://www.youtube.com/watch?v=4VyvWk0FiRM
































 
Quell'assessore si dovette dimettere

martedì 10 ottobre 2017

La truffa del Jobs Act e l'attacco ai diritti del lavoro in chiave TRI

Una campagna mediatica instancabile a reti e giornali unificati continua a magnificarci le sorti magnifiche e progressive del Jobs Act, artefice di una nuova primavera occupazionale, liberalizzatore dell'ingessato mercato del lavoro e creatore di milioni di posti di lavoro. Ma è davvero così?
Assolutamente no. La verità è tutt'altra. Ma diventa difficilissimo comunicarla perchè la mistificazione di regime sul Jobs Act  ha ormai raggiunto livelli da propaganda goebbelsiana, difficilissima da contrastare con gli scarsi strumenti messi a disposizione dalla rete e i social media. Ci provano in pochi, eroici difensori della legalità costituzionale e dei principi sacrosanti di difesa della dignità e dei diritti del lavoro introdotti dallo Statuto dei lavoratori negli anni 70 e da allora sottoposti a un attacco concentrico da parte delle forze del neo liberismo. Fra quei pochi, l'esperto giuslavorista milanese Francesco Montorio, da ultimo con un articolo su Il fatto Quotidiano (link a fondo pagina), che chiarisce perfettamente gli aspetti di precarizzazione ulteriore del mercato del lavoro "a tutele crescenti" che in un esercizio degno della più rigorosa neo lingua orwellian-renziana, usa la parola "tutele" in un contesto che le tutele le smantella, e in definitiva introduce e generalizza una nuova tipologia contrattuale. quella del lavoro a tempo "indeterminabile" in cui molti dei nuovi posti di lavoro millantati sono a chiamata temporanea, alcuni solo per una mattinata ... 
Con quest'articolo, vorrei offrire una ulteriore chiave interpretativa di carattere ambientale ecologico. Le norme del Jobs Act sono tutte ispirate ad un malinteso di fondo, quello secondo cui per creare occupazione sia necessario liberare il mercato del lavoro dalle sue "rigidità" (così come gli adepti del liberismo post-miltonfriedmaniano amano chiamare le norme di protezione sociale e ambientale). In altre parole, secondo questi ultraliberisti all'amatriciana in Italia non si creerebbe occupazione perchè un eccesso di regolamentazione scoraggerebbe le imprese dall'assumere per non sobbarcarsi costi aggiuntivi importanti e prolungati nel tempo. Niente di più falso! In Italia non si assume perchè c'è una crisi economica che morde forte e le imprese non ricevono ordini, non fanno contratti, e dunque non hanno bisogno di assumere, anzi, nel circolo vizioso creato dalla crisi hanno bisogno di licenziare. E più licenziano, più si deprime l'economia, più si deprime l'economia  e meno investimenti ci sono, meno investimenti ci sono e più si licenzia. E l'infernale circolo vizioso si sublima e si replica in modo esponenziale. 
Per creare occupazione è necessario invertire questo infernale circolo vizioso (lo capisce anche un bambino). E per far questo bisogna incoraggiare investimenti in settori ad alta intensità occupazionale e a (più) bassa intensità finanziaria. Adesso il caso vuole che i settori a più alta intensità occupazionale siano quelli dell'energia rinnovabile, dell'efficienza energetica, delle tecnologie energetiche di Terza Rivoluzione Industriale (proprio quelle contro cui Renzi e chi lo ha preceduto si sono accaniti con precisione scientifica). 
Questo tipo di pianificazione economica generale non ha nulla a che vedere con il "mercato del lavoro" e le sue regole, ma con il mercato tout-court e la capacità di adottare strategie economiche coerenti. In altre parole il Jobs Act è sbagliato in tutto, perchè non doveva essere un provvedimento del Ministero del Lavoro, ma di quello dello Sviluppo Economico. Inoltre (e qui allarghiamo il discorso ad altri scellerati provvedimenti del governo Renzi, ma anche dei  governi precedenti e successivi). 
Se consideriamo le norme del Jobs Act in combinato disposto con quelle del cosiddetto Decreto Sblocca Italia (basato sempre sullo stesso malinteso del Jobs Act che le norme di tutela ambientale costituiscano un deterrente all'assunzione), vedremo che il favore concesso a impianti a energie fossili e inceneritori, è ulteriormente depressivo per l'occupazione, perchè le energie fossili hanno una produttività occupazionale per unità di capitale investito dalle 10 alle 20 volte inferiore a quella delle energie rinnovabili, e di tutte le altre tecnologie digitali della Terza Rivoluzione Industriale, come ci spiega magistralmente Rifkin nell'omonimo libro.  
In altre parole Renzi ha chiuso il ciclo di distruzione delle energie rinnovabili cominciato con il famigerato decreto Romani che, nel 2011, in un altro esercizio di neolingua Orwellian-berlusconiano,  smantellò il settore delle rinnovabili lanciato con il conto energia del Ministro Pecoraro Scanio nel precedente governo Prodi e che che aveva prodotto, come in Germania, decine di migliaia di nuovi posto di lavoro qualificati e stabili perchè legati al territorio. 
Se a ciò aggiungiamo che anche nel governo Prodi, il Ministro dello Sviluppo Economico Bersani lavorava per i fossili e per il nucleare, e aveva smantellato invece di sostenerla, l'industria di produzione delle rinnovabili rassegnando il paese ad un destino di compratore di pannelli fotovoltaici dalla Germania o dalla Cina, vedremo in che modo la tempesta perfetta fossile-ultraliberista abbia distrutto centinaia di migliaia di posti di lavoro creando quel regime di precarietà funzionale alle élites finanziarie che hanno bisogno di un alto tasso di disoccupazione da agitare come ricatto contro i lavoratori per indurli ad accettare condizioni di lavoro sempre peggiori. 
In realtà, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è solo una norma anti discriminatoria per proteggere con il reintegro nel posto di lavoro anzichè con un semplice indennizzo, un lavoratore oggetto di discriminazioni a causa del suo impegno sindacale. Ma aldilà di fattispecie discriminatorie, le imprese avevano già tutti gli strumenti per liberarsi di lavoratori in esubero rispetto alle richieste del mercato o colpevoli di comportamenti gravi (giusta causa e giustificato motivo). Allora si capisce meglio come tutto questo infoiamento ideologico contro l'articolo 18 non sia altro che un esercizio intimidatorio contro il sindacato e i lavoratori più attivi nella difesa dei diritti. Perchè nessun imprenditore che avesse avuto un contratto da un milione di euro per realizzare un tetto fotovoltaico, o un sistema di domotica e sensoristica solare, sarebbe così pazzo da rinunciare ad assumere i lavoratori necessari ad incassare il suo guadagno, solo perchè c'è l'articolo 18. 
Per creare occupazione bisogna introdurre modelli economici ad alta intensità di lavoro, come quelli delle rinnovabili e delle tecnologie della TRI. Il Jobs Act, così come tutti i provvedimenti del governo Renzi e di tutti coloro che lo hanno preceduto fin dal 2008, va esattamente nella direzione contraria, quella di creare disoccupazione e precarietà nel supremo interesse delle lobby fossili e finanziarie che dettano l'agenda alla politica. 
Con questo articolo cominciamo a toglierci le prime fettine di prosciutto dagli occhi, ma fate piano, che vedere la luce troppo rapidamente dopo essere stati sommersi nelle tenebre per troppo tempo può abbagliare e fare male agli occhi. E al cervello.
Per ulteriori approfondimenti:
 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/04/articolo-18-e-jobs-act-licenziati-in-qualsiasi-momento-reintegrati-praticamente-mai/3892465/


domenica 30 luglio 2017

Una F.I.R.M.A. per salvare il mondo



Propongo ufficialmente all'ONU la creazione del F.I.R.M.A.
Fondo
Internazionale
Restituzione
Malloppo all'
Africa.







Il F.I.R.M.A. finanzierà un programma provvisoriamente denominato S.A.N.C.A.R.A.A. (Salvataggio dell'Africa dal Neo Colonialismo Attraverso la Restituzione degli Asset agli Africani)

APPROVVIGIONAMENTO DEL F.I.R.M.A.
Il fondo verrà approvvigionato con una dotazione annuale pari a 30.000 miliardi di dollari per una durata di 20 anni.
L'approvvigionamento verrà garantito tramite il prelievo forzoso dei profitti di tutte le multinazionali che abbiano mai sfruttato le risorse naturali o umane africane, con lo schiavismo e il colonialismo, e ancora oggi con l'imperialismo economico. Una seconda fonte di finanziamento sarà l'abbassamento forzoso del salario massimo di ogni dirigente privato e pubblico a un tetto annuale non superiore a tre volte il salario minimo di quella impresa o ente pubblico.
Il fondo verrà altresì approvvigionato tramite l'esproprio degli asset aziendali e anche personali di tutti gli azionisti di aziende di cotone, tabacco ed altri beni che si sono avvalsi di manodopera schiavistica dal 1480 al 1880 secondo informazioni derivate da ricerche come quella visionabile a questa pagina http://www.slate.com/articles/life/the_history_of_american_slavery/2015/06/animated_interactive_of_the_history_of_the_atlantic_slave_trade.html





FUNZIONAMENTO DEL F.I.R.M.A.
Un appositamente costituito ufficio dell'ONU con 200.000 dipendenti remunerati come su indicato, si insidierà previa rimozione dei dittatori e delle multinazionali occidentali che li sostengono e li finanziano, presso tutti i governi africani commissariandoli per la durata del programma del F.I.R.M.A. e elaborerà un piano di sviluppo basato sullo sfruttamento delle proprie risorse naturali (dopo la cacciata a calci in culo delle multinazionali occidentali) tramite l'energia solare, la digitalizzazione dell'economia, le stampanti 3D, la sovranità alimentare, la filiera corta agricola e industriale, e l'economia circolare creando una intensità di lavoro pari all'entità della disoccupazione. Qualora in uno stato non fosse possibile raggiungere la piena occupazione, il F.I.R.M.A. provvederà a coprire il periodo provvisorio tramite un reddito di dignità commisurato alle abilità manuali o intellettuali del beneficiario

ASPETTI SOCIALI F.I.R.M.A.
I governi africani commissariati dovranno elaborare con le risorse messe a loro disposizione innanzitutto un piano di igiene pubblica radicale e totale per eradicare totalmente e definitivamente qualunque morte prematura di bambini dovuta a malnutrizione, denutrizione, malattie infettive mortali e altre cause di morte infantile identificate dall'OMS.
Una parte speciale del F.I.R.M.A. per i primi 3 anni verrà destinata al rimpatrio di tutti i migranti in attesa nei lager sulle coste della Libia (che verrà invasa militarmente da un contingente di 500-000 caschi blu dell'ONU che arresteranno tutti i trafficanti e gli scafisti e chiunque abbia avuto a che fare con l'industria della disperazione).
A tutti i migranti che avranno attraversato l'Africa a costo di indicibili sofferenze verrà permesso di scegliere se continuare verso una destinazione europea a loro scelta dove verranno assistiti da un programma ONU di inserimento, o se ritornare in patria per aprire una attività economica con un finanziamento triennale da amministrare tramite un sistema di controllo pubblico non influenzabile dalle elites corrotte locali (che saranno nel frattempo state rimosse), previa presentazione alla Commissione F.I.R.M.A. del paese originario di un piano economico non necessariamente votato al profitto ma anche a scopi di carattere sociale, umanitario, ambientale, educativo, culturale.

SOTTOSEZIONE MEDIO ORIENTE
Il F.I.R.M.A. dovrebbe avere una sottosezione "medio-oriente" formata da 50.000 caschi blu russi armati anche di armi nucleari tattiche da utilizzare unicamente su obiettivi militari dove sia accertata la presenza esclusiva di miliziani ISIS, che dopo aver "bonificato" Siria, Iraq, Turchia, e Kurdistan, dovrebbero finanziare la ricostruzione e lo sviluppo di quei paesi

E' tutto.

Irrealizzabile? impossibile? impraticabile?

Non credo.
Vogliamo continuare a andare avanti così? Il punto di rottura è vicino. E sarà catastrofico.
Qui non si tratta solo di ristabilire la giustizia storica violata da secoli di schiavismo, colonialismo, imperialismo, sfruttamento brutale delle risorse del terzo mondo, accaparramento delle terre, genocidii e devastazioni ambientali. Qui si tratta di salvare la razza umana sul pianeta perchè, non tutti se ne sono accorti ma stiamo andando verso la catastrofe. E non è una catastrofe evitabile con operazioni militari convenzionali. Non sarebbero minimamente efficaci. Non puoi arrestare centinaia di milioni di cittadini che non hanno più niente a nord come a sud del mondo, mentre le 8 persone più ricche del mondo (otto!!!) hanno la ricchezza combinata dei 4 miliardi di persone che vivono sotto la soglia certificata ONU di povertà e 8 milioni di bambini (OTTO!!!!) muoiono ogni anno di denutrizione, dissenteria, mancamnza di acqua e relative malattie.

Meglio una gestione controllata della catastrofe, appendendo per le palle poche migliaia di manager di multinazionali, amministratori corrotti, finanzieri, dittatori e tagliagole che sono personalmente, politicamente e storicamente responsabili della catastrofe, che assistere impotenti al suicidio socio climatico della civiltà come la conosciamo in un bagno di sangue di proporzioni bibliche da qui a fine secolo.

Io non ci sarò più. Ma chi ci sarà vi assicuro che non si divertirà!

PS
Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso che programmava di dare la piena sovranità energetica alimentare ed economica ai suoi concittadini e aveva fatto il famoso discorso sul debito all'ONU. Fu ucciso 20 giorni dopo dai servizi segreti francesi e dalla CIA.

Per maggiori informazioni:
https://www.youtube.com/watch?v=GPCNq-T7yDY&t=31s


WE STILL LOVE YOU THOMAS!
"AFRICA TO THE AFRICANS!"



sabato 15 luglio 2017

Sentenza contro il caporalato: cronaca di una rivoluzione contro la schiavitù partita nel 2011

La Corte d'Assise di Lecce durante la lettura della Sentenza del processo SABR
Condannati per riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani! 
Chi l'avrebbe mai detto quando tutta questa storia è cominciata....

FLASHBACK
Alloggiati in capannoni fatiscenti e roventi, o addirittura su cartoni sotto gli ulivi, senza servizi igienici, senza acqua potabile, senza cibo. 
Senza dignità. 
Schiacciati da caporali che pagano 12 euro al giorno in cambio di 12 ore di schiena spezzata sotto il sole. 
I padroni ordiscono le trame e organizzano i caporali ma ufficialmente negano tutto. 
La gente del paese si gira dall'altra parte per non vedere. 

Poi un giorno, in un remoto angolo del paese, Nardò, provincia di Lecce, Salento profondo, succede quello che non ti aspetti; scoppia la rivolta dei diseredati. 
Yvan Sagnet durante la rivolta del 201
La guida Yvan Sagnet,

(
http://www.youtube.com/watch?v=jQxMuFE1hTI ) un laureando camerunese in Ingegneria, che dal Politecnico di Torino (oggi ingegnere) che si era ritrovato a raccogliere pomodori a Nardò col miraggio di metter da parte i soldi per pagarsi l'ultimo anno di studi. 

E' il 2011, la primavera araba incendia ancora la sponda sud del Mediterraneo, e infatti i fratelli di rivolta di Yvan sono per la più parte tunisini: Hichem, Habib, Khalid, Moahemed. 
Hichem Ben Salem: "rivoluzionario" tunisino
in trasferta in Italia nel 2011.






Hichem dice “In Tunisia abbiamo buttato giù Ben Ali per non farci trattare da schiavi, e adesso dovremmo farci trattare da schiavi in Italia?” La rivolta è il prodotto di un insieme di fattori irripetibili, la leadership dell'”ingegnere” Yvan che spiega ai suoi sventurati compagni l'economia del caporalato, il vento di rivolta che dalle sponde della Tunisia lambisce le campagne del Salento e, soprattutto un luogo simbolo, un posto in cui tornare tutti insieme dopo il lavoro, con o senza i caporali, dove lavarsi e dormire, giocare a carte o pregare in moschea o cappella. Un luogo dove organizzarsi insieme al sindacato. Quel luogo si chiama Boncuri. 
(http://www.youtube.com/watch?v=U4f-vcKK3Z4 ) 
Una vecchia masseria abbandonata ristrutturata con fondi del PON sicurezza grazie alla tenacia dell'allora assessore comunale all'immigrazione Vincenzo Renna. 
La rivolta contro il caporalato del 2011, passa alla storia come la rivolta dei ragazzi di Boncuri. 
La CGIL e il CETRI-TIRES organizzano un concerto di solidarietà con artisti Pugliesi e Eugenio Bennato, (NO CAP!) che sul palco si alternano con i ragazzi di Boncuri, la CGIL, gli attivisti che gestiscono il campo. 
Il manifesto del primo
concerto  NO CAP
Si cominciano a organizzare liste di prenotazione. Alcune imprese meno inclini a convivere con lo schiavismo ne approfittano subito per smarcarsi dal cartello dei caporali e cominciano ad assumere dalle liste di prenotazione. La Regione Puglia comincia a spingere per la legalità nei rapporti di lavoro approvando indici di congruità per le imprese agricole: se fatturi 1000 non puoi dichiarare forza lavoro per 100.
La legge per l'introduzione del reato di caporalato viene approvata (anche se annacquata degli interventi lobbistici dei soliti noti legati al padronato agrario). 
Il CD “NO CAP” diviene un oggetto cult di tutti i circoli sindacali sul piano nazionale e contribuisce a tenere ben alta la soglia di attenzione sul fenomeno. 
Eugenio Bennato chiude il
concerto NO CAP 2011

Improvvisamente il faro sulla vergogna del caporalato si è acceso. e si è acceso a livello nazionale e anchen internazionale. Tutti ne parlano, Yvan e i suoi fratelli vengono invitati sul palco della Notte della Taranta a Melpignano e spiegano davanti a 200.000 persone che a pochi km di distanza da quella realtà di festa, spensieratezza e felicità c'è l'inferno dello schiavismo sotto le mentite spoglie del nome benevolo di stampo semi militaresco di "caporalato". Tutto questo contribuisce a destare l'attenzione e a tenerla ben viva sui media e nell'opinione pubblica. 
Contribuisce a tenere accesa la luce.
Yvan e i suoi fratelli sul palco della Taranta a Melpignano



Mentre per lavorare efficacemente, i caporali e gli imprenditori/schiavisti, hanno bisogno di tenere spenta la luce e di muoversi nell'ombra. 
E' inevitabile che dopo tanto rumore e tanta visibilità, la magistratura riesca a intervenire. A maggio la grande notizia: La DDA di LECCE ha lanciato l'inchiesta SABR e nel frattempo partono retate fra Nardò, Rosarno e Ragusa. (http://www.20centesimi.it/blog/2012/05/23/caporalato-ondata-di-arresti-tra-rosarno-e-nardo/ ) 
Arrestati caporali puzzolenti e imprenditori eccellenti, fra cui Pantaleo Latino di Nardò, il re dell'anguria. 
Riduzione in schiavitù e traffico di esseri umani le accuse pesantissime, che verranno confermate dalla decisione della Coerte di Assise di Lecce del 13 agosto. 
Infine il 6 luglio, il ministro Riccardi riesce a infilare nel decreto per la “spending review” lanorma che concede il permesso di soggiorno(http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Welfare/Cdm-permesso-soggiorno-per-immigrati-che-denunciano-sfruttamento_313478651336.html )vai migranti che denunciano
i propri sfruttatori, in applicazione di una direttiva europea.  
La Masseria Boncuri, quando era aperta nel 2011

Naturalmente la reazione è durissima, violenta. Le organizzazioni imprenditoriali agricole del leccese consapevoli che la Masseria Boncuri ha fatto da teatro logistico e organizzativo per la rivolta e l'auto organizzazione dei lavoratori, fanno fiamme e fuoco perchè nel 2012 Boncuri non si riapra. 

Si inventano che la crisi morde forte e che quest'anno non ci sarà nessuna raccolta. Che non ci sono lavoratori da ospitare.

La loro strategia è subdola: fingono di soccombere alla crisi e dichiarano che nel 2012 non raccoglieranno le angurie a causa della crisi che ha azzerato la domanda. 
Nessun bisogno dunque di riaprire Boncuri (che nel frattempo sta cadendo a pezzi ed è preda di vandalismo senza alcuna prevenzione). 
La prefettura di Lecce abbocca: “quest'anno non ci saranno immigrati. Le angurie marciranno sulle piante a causa della crisi, dunque inutile aprire Boncuri” 
La destra neretina arriva addirittura a proporre di usare i fondi per l'accoglienza dei migranti che “non ci saranno” per l'assistenza sociale di Nardò. 
Tardo leghismo meridionale becero. 
L'assessore regionale all'immigrazione Nicola Fratoianni suona l'allarme ma niente da fare, Boncuri non riapre. Nel frattempo i migranti arrivano (nessuno li aveva avvertiti che c'era la crisi...), e scompaiono inghiottiti dagli uliveti e i casolari diroccati della campagna neretina. 
Alcuni vengono addirittura segregati nei capannoni aziendali, dove incontreranno solo il caporale e i suoi aguzzini. 
Vengono fatti letteralmente scomparire. Mentre la CGIL lancia la campagna per la legalità “GLI INVISIBILI DELLE CAMPAGNE DI RACCOLTA”, i braccianti migranti stagionali diventano invisibili davvero. 
Così come invisibili diventano le angurie. Spariscono nottetempo. Il giorno prima le vedi a perdita d'occhio nella campagna di Nardò. Il giorno dopo, puff! Scomparse. Siccome nessuno le ha raccolte (l'hanno detto le associazioni padronali, lo ha ripetuto la Prefettura!) devono essersi vaporizzate. 
Forse il caldo eccessivo. O forse un fenomeno paranormale sul quale conviene chiamare a raccolta parapsicologi ed esorcisti: la vaporizzazione delle angurie, opera del demonio? 
Naturalmente qualcuno non ci sta. La CGIL, Emergency, Libera, la Caritas, il CETRI-TIRES, nonostante la chiusura di Boncuri, portano acqua e generi di primo soccorso a centinai di migranti dispersi nelle campagne e a rischio insolazione, che la Prefettura nega esistano così Boncuri può restare chiusa. 
E portano anche la coscienza dei diritti.  Ma è dura. Durissima. Ai caporali tutto questo non piace. “Abbiamo detto che i braccianti non ci sono e voi testoni continuate a vedere fantasmi nelle campagne solo per farci fare brutta figura!” 
La CGIL denuncia apertamente il clima di intimidazione e ricorda in un comunicato che non solo stranieri, ma anche italiani e in particolare  "40mila donne sono costrette a lavorare come braccianti in condizioni disumane per un salario da fame. L’Italia non può tollerare che in certi angoli del Paese sopravvivano sistemi lavorativi feudali, dove le donne assomigliano a merce piuttosto che ad esseri umani, reclutate nel cuore della notte da caporali senza scrupoli sui bordi delle strade e portate nei campi. Siamo di fronte a un sistema di gravissima criminalità organizzata su cui non possiamo tacere un giorno di più. Sono 40mila donne italiane, madri di famiglia e mogli, a chiederci di intervenire urgentemente per mettere fine a questa piaga invisibile e drammatica”. 
Il concerto NO CAP 2012
Il CETRI organizza insieme alla FLAI CGIL il convegno GLI INVISIBILI DELLE CAMPAGNE DI RACCOLTA, per tenere alta l'attenzione dei media e della pubblica opinione su un problema che c'è checchè ne dicano le associazioni agricole locali e la Prefettura. La notizia arriva a Bruxelles e la Commissione decide di inviare la dottoressa Giulia Amaducci, Direttrice del Dipartimento Europeo Immigrazione e Integrazione.
L'atmosfera diventa pesante. Cominciano le intimidazioni contro chi si era ribellato l'anno prima e adesso ritorna a portare speranza e consapevolezza dei propri diritti con il sindacato , come Yvan con il camper dei diritti.
Ma dispersi dal luogo simbolo Boncuri, i braccianti sono alla mercè dei caporali e degli imprenditori aguzzini. 
Non hanno la forza di ribellarsi allo sfruttamento. Accettano il peggior salario e le peggiori condizioni di lavoro. Quando non hai acqua per lavarti, un posto dove dormire dignitosamente, una decente vita sociale, non è che hai la forza per organizzare la rivendicazione e l'azione sindacale. Yvan ritorna a Boncuri per la campagna degli “invisibili” con il camper dei diritti, assistenza medica, legale, psicologica, ma deve battere in ritirata dalle campagne dove caporali e strani personaggi armati di coltelli arabi con manico in osso e revolver si aggirano minacciosi. 
Le “notitiae criminis” arrivano a chi di dovere ma nessuno apre l'inchiesta. La Prefettura ha detto che quest'anno gli immigrati non ci sono dunque non ci sono nemmeno le minacce di morte e i porti d'armi abusivi... 
Anna Maria Vassallo sui giornali pugliesi 
in occasione del laboratorio Slow Food
Il CETRI organizza anche NO CAP 2012, il secondo concerto in solidarietà dei braccianti, in mezzo a mille difficoltà la seconda edizione del concerto NO CAP 2012 e questa volta oltre alla denuncia, grazie all'azione dello Slow Food Neretum, la lotta al caporalato e allo schiavismo è stata rigirata in positivo come opportunità per quelle aziende che vogliono creare valore aggiunto attraverso la trasformazione del prodotto agricolo, anziché sottrarre valore attraverso la schiavizzazione dei propri lavoratori. 

Per questo durante il concerto viene  distribuito il “gelo di mellone”(http://cetri-tires.org/press/2012/cetri-e-slow-food-neretum-insieme-per-salvare-la-filiera-dellanguria-pugliese-e-ridare-dignita-e-diritti-ai-braccianti-immigrati-dei-campi-pugliesi/?lang=it)  una gelatina di anguria preparata secondo una ricetta siciliana di origine araba portata in puglia dalla sapienza accorta della signora Anna Maria Vassallo, una gastronoma siciliana particolarmente ferrata nella preparazione di questa squisitezza. 

Non è forse questo uno di quei GRANAI DELLA MEMORIA per la cui protezione si batte da una vita Carlin Petrini il fondatore dello Slow Food? 
'Gelo di Mellone' 

Non c'è nessuna ragione per la quale l'anguria debba essere venduta sulla pianta a prezzi bassissimi, quasi come biomassa, raccolta e sbattuta su camion con tempi schiavistici e metodi arcaici, quando lo stesso frutto, se adeguatamente trasformato, può diventare gelatina di anguria con un aumento di valore fino a 50 volte rispetto al prezzo per chilo del frutto”, spiega Gaia Muci della Condotta Slow Food di Nardò, co-organizzatore del “laboratorio del gusto "Gelo di anguria" (www.facebook.com/slowfood.neretum
e anche http://www.facebook.com/events/380616585337965/ ) per condividere l'insegnamento della signora Vassallo. 
In Sicilia, la gelatina di anguria ( o gelo di mellone, come lo chiamano là) scorre a quintali in tutte le pasticcerie dell'isola. In Puglia non si è mai visto. Tramandare antichi saperi gastronomici dalla Sicilia (dove peraltro l'anguria arriva dalla Tunisia) alla Puglia può voler dire mettere in moto una filiera dell'anguria locale ad altissimo valore aggiunto, senza neanche dover investire in infrastrutture industriali, ma semplicemente agendo sul piano della cultura gastronomica del luogo, tramandando antichi saperi in nuovi territori. Se tutte le pasticcerie di Puglia cominciano a comprare angurie per fare “gelo” si può creare un ricco mercato locale, e diminuire la dipendenza dall'ingrosso mafioso, rendendo inutile l'intervento dei caporali“ spiega Anna Maria Vassallo.
Palermo 2017 Nasce l'associazione NO CAP
Dopo il 2012 non ci sono state ulteriori concerti NO CAP a Nardò visto che l'atmosfera si era fatta davvero pesante e le difficoltà organizzative si moltiplicavano, ma NO CAP è diventata una rete associativa contro tutte le forme di caporalato, e contro il modello economico speculativo basato sulla logica del profitto, che il caporalato permette sotto ogni latitudine e in ogni settore dell'economia. ed è oggi presieduta da quell'Yvan Sagnet che guidò la rivolta del 2011, e che in un certo senso ne preserva lo spirito, riportandolo in positivo e passando dalla protesta alla proposta. 
Yvan Sagnet con Sergio Mattarella
La "rivoluzione" partita ad opera di Yvan Sagnet del 2011, approda a tre traguardi straordinari nel 2017. Il primo, è l'approvazione della legge 199/2017 che fa diventare il caporalato una fattispecie penale passibile di sanzioni detentive. La seconda è che in considerazione dell'opera meritoria svolta da Yvan Sagnet a difesa dei diritti fondamentali della persona umana, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo ha insignito quest'anno della Massima onorificenza della Repubblica: Il Cavalierato all'Ordine del Merito. 
La terza è che nel frattempo l'inchiesta SABR, partita in quei giorni caldi (in tutti i sensi) del 2011 è andata avanti e, inaspettatamente, ha visto una sentenza di condanna di 11 su 15 imputati a 11 anni per riduzione in schiavitù.
Una sentenza storica  che ci ricorda quanta strada ci sia ancora da fare prima che la politica si assuma le sue responsabilità ed permetta la transizione verso il nuovo modello economico con al centro l'uomo e non il profitto. come ci ricorda il comunicato stampa dell'associazione NO CAP:

- COMUNICATO STAMPA -
SENTENZA PROCESS SABR: ADESSO LA PALLA PASSA ALLA POLITICA!

Oggi giovedì 13 luglio 2017, la Corte d'Assise del Tribunale di Lecce, ha emesso sentenza di condanna in primo grado a carico di undici dei quindici imputati nel processo SABR, tra caporali ed imprenditori agricoli salentini, accogliendo la tesi dell'accusa, che ha giudicato i fatti denunciati dai braccianti stranieri nella rivolta contro i caporali avvenuta nell'agosto 2011 nella masseria Boncuri, a Nardò come rilevanti per la fattispecie di riduzione in schiavitù.

Plaudiamo a questa sentenza come plaudiamo alla approvazione recente della legge 199/2016 contro il “caporalato”.

Plaudiamo ma non esultiamo.

Perché ci rendiamo conto che per rimuovere le cause profonde del “caporalato” c'è bisogno di una rapida transizione verso un nuovo modello economico sostenibile, incentrato sulla persona umana e non sul profitto, che valorizzi il lavoro e le produzioni locali di filiera corta, che produca capitale sociale e rispetti l'ambiente.

E questo modello economico non può essere imposto per sentenza e nemmeno per decreto legge. Questo nuovo modello economico può solo essere introdotto dalla politica e da questo punto di vista c'è ancora moltissima strada da fare.

La sentenza di oggi rappresenta una decisione storica e se verrà confermata in via definitiva, contribuirà alla repressione di alcuni degli aspetti più vergognosi e disumani del caporalato, quelli che attengono alla violazione dei diritti fondamentali della persona umana.
Ma ci rendiamo anche conto che essa non rimuoverà le cause profonde del caporalato, perché il caporalato non è solo in Puglia e non è solo in agricoltura.

Tali cause risiedono in un ordine economico mondiale ispirato alla logica del profitto estremo e della finanza speculativa che impone prezzi da fame ai produttori agricoli, italiani sotto il ricatto di un mercato dominato dalla Grande Distribuzione Organizzata e basato su una economia fossile di filiera lunga, ad altissima intensità di capitali e bassa intensità occupazionale, che viola le leggi della termodinamica, distrugge l'ambiente, saccheggia le risorse naturali, e fa lavorare milioni di bambini in condizioni disumane spaccando pietre in Benin o cucendo palloni in Pakistan.

Per questa ragione da domani parte una nuova fase dell'impegno dell'associazione NO CAP, da me presieduta, per sensibilizzare i decisori politici a qualunque livello e promuovere e mettere in rete tutte le realtà economiche che già stanno già superando tutte le forme di “caporalato” dando vita a quel un nuovo modello di economia sociale di mercato atto a rimuoverne le cause profonde dando valore al lavoro e non al profitto e garantendo i bisogni della persona umana e non gli interessi della grande finanza internazionale.


Yvan Sagnet

Presidente Associazione NO CAP

Per uteriori informazioni sulla sentenza nel processo SABR:

http://www.agenpress.it/notizie/2017/07/13/condanne-al-processo-sabr-ci-auspichiamo-piu-impegno-dalla-politica/


http://www.quotidianodipuglia.it/lecce/boncuti_riduzione_schiavitu-2560372.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/caporalto-dodici-condanne-lecce-riduzione-schiavitu-2de11816-8008-4a20-b848-5f0336697841.html

https://www.ilcorrieredelgiorno.it/operazione-sabr-sentenza-di-condanna-per-13-imputati-emessa-dalla-corte-di-assise-di-lecce/

http://www.lecceprima.it/cronaca/migranti-sfruttati-nei-campi-condannati-imprenditori-e-caporali-per-schiavitu.html

http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=45452

http://www.rassegna.it/articoli/processo-sabr-soddisfazione-per-la-sentenza

http://www.rassegna.it/articoli/processo-sabr-sentenza-storica

https://www.youtube.com/watch?v=oZiWbquDQBU

http://www.corrieresalentino.it/2017/07/sfruttamento-di-migranti-nei-campi-fu-riduzione-in-schiavitu-tredici-condanne-e-tre-assoluzioni/

http://www.trnews.it/2017/07/13/schiavi-delle-angurie-la-batosta-condannati-4-imprenditori-su-7/186506

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/13/caporalato-12-persone-condannate-a-lecce-migranti-ridotti-in-schiavitu-dalle-loro-rivolte-e-nata-la-nuova-legge/3727941/

http://www.restatescomodi.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-3838aea4-4a5b-47e8-9763-e8b6c5c76f3e.html

http://www.lagazzettameridionale.com/2017/07/lecce-caporalato-le-prime-condanne-per.html?m=1

http://www.ansa.it/puglia/notizie/2017/07/13/caporalatoprocesso-a-lecce-12-condanne_a5f8251c-bb44-4ce8-9739-e042f1a14658.html