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domenica 8 gennaio 2017

Finisce l'era Farage! Meglio ALDE che mai!

Ho votato per l'ingresso degli eurodeputati 5S nel gruppo ALDE. Mi riservo di verificare quali siano le ragioni che hanno realmente impedito l'accordo con i Verdi Europei (probabilmente l'opposizione dei verdi tedeschi timorosi di vedere gli italiani diventare la delegazione nazionale più numerosa). Alla precedente votazione (quella che decise l'ingresso nell'EFD di Nigel Farage nel giugno 2014 non partecipai perchè francamente si trattava di una farsa che restringeva Farage e i Conservatori nuclearisti britannici. In pratica un derby tutto britannico fra ultraliberisti speculatori finanziari razzisti, clima scettici nuclearisti e fossili. In questo caso invece il gruppo ALDE ospita personalità di tutto rispetto che si battono da sempre per la libertà di informazione, le rinnovabili, l'ambiente, la lotta alla speculazione finanziaria e ai paradisi fiscali, le politiche sociali e di assistenza al reddito. Gli Eurodeputati pentastellati potranno realizzare con loro ottime sinergie. Ricordo solo che quando lavoravo per l'emittente Europa 7 e il mio amico Francesco Di Stefano (quello al quale D'Alema negò le frequenze nonostante avesse ottenuto le frequenze sulla base di una gara ufficiale regolarmente superata) gli unici due eurodeputati che accettarono di incontrare Di Stefano furono Graham Watson grandissima personalità britannica che parla 5 lingue -compreso l'italiano- e che era all'epoca Presidente del Partito Liberale Europeo, e Sophia In't Velde, battagliera eurodeputata liberale olandese sempre in prima linea contro gli attentati alla libertà di informazione. Più recentemente, ci tengo a segnalare che personalità come Jan Gerben Gerbrandy si è distinto nella battaglia per l'accordo di Parigi e è stato particolarmente attivo contro la truffa del diesel "pulito" della Wolkswagen, mentre i liberali belgi come il Presidente Guy Verhofstadt e l'ex ministro degli esteri Louis Michel sono stati dei baluardi contro l'imperialismo americano e la guerra del Golfo che tanti danni avrebbe poi prodotto a livello geopolitico su scala mondiale.
In conclusione, pur ritenendo incomprensibile che si sia scelto di tenere tutti e diciassette gli europarlamentari all'oscuro di tutto fino ad oggi, (una scelta che sta giustamente sollevando malumori fra gli eletti), plaudo dunque a questa decisione e preferisco non polemizzare con la ridicola e improbabile ricostruzione di tutta la vicenda che si inventa il post di Grillo per giustificare l'ingiustificabile accordo con Farage a cui mi sono opposto fin dall'inizio perchè era chiaro che sarebbe andata a finire come adesso Grillo sembra aver realizzato che era inevitabile che andasse a finire...

Era già tutto scritto. Da me fra gli altri. Consiglio gli amnesici di rileggere:

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/05/nigel-farage-se-lo-conosci-lo-eviti.html

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/06/i-miei-sette-punti-per-leuropa.html

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/03/elezioni-europee-perche-votare-5-stelle.html

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/06/non-abbiate-paura.html

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/06/non-ce-piu-niente-da-farage-buona.html

http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/07/sovranita-nazionale-no-grazie.html

giovedì 5 gennaio 2017

Schizofrenia europea.

L'Unione Europea deve decidere cosa vuol fare da grande, perchè se continua così, anche quelle poche apprezzabili politiche intese a sostenere ambiente sostenibilità energetica e chiusura virtuosa del ciclo dei consumi senza rifiuti, verranno inghiottite dalle molte politiche censurabili e non condivisibili, frutto di evidenti manovre lobbyistiche (i lobbisti di Bruxelles non si riposano mai...). 
In questo post voglio segnalare la schizofrenia fra le politiche energetiche (il pacchetto su clima e energia che va sotto il nome di Energy Union, che prevede l'accelerazione verso un modello di terza rivoluzione industriale distribuito e democratico con il riconoscimento dello status del produttore consumatore di energia (quello che nell'ultimo lavoro di Rifkin si chiama "prosumer"),
il pacchetto di direttive sull'economia circolare che sostituiscono la ormai obsoleta "Direttiva Rifiuti", con obiettivi ambiziosi (si spera) e tangibili di riduzione dei rifiuti prodotti anno per anno e Stato per Stato.

A fronte di ciò abbiamo politiche finanziarie che favoriscono i settori fossili e speculativi e le grandi multinazionali che non portano alcuna ricchezza sul territorio ma anzi la rapinano.

E' quella che il mio amico Erasmo Venosi chiama “la logica economica perversa” della UE: più soldi a Stati ricchissimi e multinazionali e meno soldi alla piccola e media impresa locale e ai servizi sul territorio. Infatti con la scusa del credit crunch e della mancanza di liquidità e di domanda nei consumi interni, si sono inventati il Q.E: (Quantitative Easing). Si tratta della immissione di moneta da parte della BCE per far ripartire l’economia.

Ma dove viene immessa questa moneta? Nell'economia locale? Nelle esangui casse dei municipi? Nei servizi pubblici essenziali e nella tutela dei beni comuni e dell'ambiente? Nemmeno per sogno! La liquidità del Q.E. viene immessa nelle casse di grandi corporation e degli Stati. Infatti il Q.E. avviene attraverso l’acquisto di titoli del debito pubblico e obbligazioni emesse da imprese private. Il prezzo di una obbligazione diminuisce alla aumentare della domanda e viceversa.
Vediamo un po' di strabilianti cifre rivelatrici: la BCE a fine novembre ha investito in obbligazioni di multinazionali 46 miliardi di Euro, e ne investirà entro il prossimo settembre altri 125. Quali multinazionali ? Ce lo rivela uno studio dell'associazione anti lobby “Corporate Europe” (vedasi link alla fine). I beneficiari sono Shell, Repsol, Volkswagen BMW, Renault insomma, mentre con il piano Smart Europe, la Banca Europea degli Investimenti (BEI) si accinge a finan ziare i settori virtuosi delle rinnivabili, l'economia digitale e circolare, la BCE invece finanzia settori che sono la NEGAZIONE della lotta ai cambiamenti climatici.
Non è un caso di totale schizofrenia questo?
Altre multinazionali oggetto di QE della BCE sono Nestlé, Coca Cola, Unilever, Novartis, Vivendi, Veolia, Danone. Le multinazionali italiane oggetto di acquisto titoli sono Eni, Terna , Enel, Hera (ebbene si, proprio loro, gli inceneritoristi!), Snam, Acea, Assicurazioni Generali, la società degli Agnelli che controlla, Fiat e Ferrari cioè la Exor e ancora A2A, Telecom Italia , Autostrade per l’Italia .
Il Q.E. dunque non favorisce affatto, contrariamente ai retorici proclami di Bruxelles e dei governi, le imprese che hanno difficoltà di accesso al credito. Ancora una volta (come ricorda sempre Erasmo Venosi) l'Unione Europea delle lobby e del pensiero unico monetarista produce “abiti su misura “ per grandi gruppi industriali e finanziari.
Alle piccole e medie imprese italiane oggetto di feroci strette nella erogazione del credito non arriva un bel nulla e nemmeno sono oggetto di iniziative mirate diparte del Governo . Questo il circolo infernale : crisi/politiche di austerità/colpisce imprese che sono dipendenti dal credito bancario al 95%/crisi imprese che falliscono /crisi banche che non riottenono i prestiti erogati/fallimento imprese 385 mila dal 2008 / intervento dello Stato su banche o soldi a pioggia per esempio con Industria 4.0/aumento debito pubblico/ vendita imprese pubbliche e partecipazioni di società / depauperamento progressivo paese / distruzione classe media (disoccupazione/distruzione democrazia rappresentativa sostituita sempre più da Autorità amministrative indipendenti come ANAC , Consob e consimili che intervengono dove vogliono e quando vogliono.
A questo aggiungiamo che le casse statali dei poteri pubblici sono private di ingenti risorse riservate alla promozione delle energie fossili, i cui sussidi nel mondo ammontano o a oltre 700 miliardi di dollari (300 miliardi nella sola UE) e dunque più del doppio di quelli per le rinnovabili, come ricordava con un suo magistrale intervento in aula a Strasburgo l'Eurodeputato Dario Tamburrano (si veda il link in fondo pagina).

Infine è necessario e sempre opportuno ricordare lo scandalo degli scandali. La BCE non può essere prestatrice di ultima istanza. In altre parole, fuor dal gergo tecnico,, significa che la BCE non è libera di finanziare direttamente il debito pubblico degli Stati Membri come fanno invece le banche centrali delle altre grandi monete tipo Dollaro e Yen), ma deve passare attraverso l'intermediazione di società finanziarie private che fanno creste monumentali sulla pelle e sul sangue di milioni di cittadini greci, italiani, spagnoli, portoghesi, ma anche francesi, tedeschi, olandesi etc). Questa vergogna mondiale che dovrebbe cessare all'istante e contro di essa forze politiche pseudo antagoniste dovrebbero inscenare radicali manifestazioni di protesta non violenta di stampo gandhiano se il loro antagonismo non fosse solo fuffa e propaganda. Altro elemento di schizofrenia europea che nessuno rileva ma che dovrebbe essere la prima preoccupazione di coloro che sono contro questa “Europa delle banche”, dovrebbe essere quella per la modifica dei parametri per l'ammissione e la permanenza nell'euro, parametri puramente aritmetici, e totalmente arbitrari, che risentono dell'impostazione ideologica ultraliberista dell'Europa post Delors. Che la stabilità di un paese sia solo finanziaria e debba essere decisa con riferimento al rapporto che quel paese ha fra il proprio PIL e il debito consolidato, o il deficit annuale, è una rispettabile opinione che è stata eletta a legge immutabile della fisica e come tale accettata universalmente da tutti gli schieramenti politici che siano di destra o di sinistra, con la lodevole eccezione di Linke in Germania, Podemos in Spagna e, fino al tradimento del luglio 2015, anche Syriza in Grecia. Su questo tema ci sarebbe da occupare tutti gli spazi mediatici, erigere barricate e esigere rapidamente una loro totale riforma facendo ad esempio riferimento a altri fattori attinenti non alla stabilità finanziaria, ma a quella umana e sociale, quali scolarizzazione, alfabetizzazione, mortalità, morbilità,
protezione del lavoro, qualità dell'ambiente e della vita. Basterebbe un manipolo di eurodeputati ben organizzati e assortiti che volessero portare all'attenzione dell'opinione pubblica questo tema anziché temi di facile presa per gli impresari della paura (come l'immigrazione, il terrorismo etc) che vedremmo il risveglio di una coscienza di massa su questo tema, rispetto a cui al momento tutti sono amnesici e
afoni. Ma alla fine si lavora per vivere e n on si vive per lavorare, e si stampa moneta per il benessere dei cittadini e non per i profitti delle multinazionali. C'è qualcuno che è in grado di farlo capire alla Commissione Europea e alla BCE? 

referenze:
L'articolo di Corporate Europe è visibile a questo link:
https://corporateeurope.org/economy-finance/2016/12/ecb-quantitative-easing-funds-multinationals-and-climate-change

La nuova strategia energeticapiù favorevole ai consumatoriè visionabile a questo link:
 europea in favore dei consumatori
https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition

Il discorso di Dario Tamburrano contro i sussidi alle fossile è visibile a questo link:
http://www.ilblogdellestelle.it/ogni_cittadino.html?utm_medium=push_notification&utm_source=rss&utm_campaign=rss_pushcrew

venerdì 30 dicembre 2016

ELOGIO DEL RAZZISMO.


Razzista. Lo ammetto. In questo fine anno funestato dalla violenza terrorista, sono diventato razzista. 
Era inevitabile. 
Sono diventato razzista contro questi deliranti politici servi di strategie globali che ci vogliono declassati a forza lavoro spendibile, a esercito di riserva di disoccupati disponibili a lavorare con pochissimi soldi, senza diritti e in condizioni umilianti. 
Sono diventato razzista contro le multinazionali occidentali sempre intente a massacrare l'ambiente, depredare le risorse naturali dei paesi dell'Africa, saccheggiare le ricchezze dell'Amazzonia. 
Le mani dei bambini che lavorano blue jeans in Turchia
Sono inorridito dagli Jihadisti del profitto che spremono come limoni lavoratori/bambini in Pakistan e in Turchia per le multinazionali degli articoli sportivi e della moda pret à porter occidentale, oppure giovani neolaureati nei call center di Taranto o di Bucarest per offrire servizi sempre più scadenti a costi sempre più stracciati, minatori in Cile e raccoglitori di pomodori e angurie a Nardò per perpetuare il modello fossile e eticamente insostenibile dell'energia e dell'alimentazione. 
Il disastro della Shell nel delta del Niger
Odio la razza dei petrolieri che uccidono gli attivisti come Ken Saro Wiva colpevoli solo di esporre al mondo la vergogna degli sversamenti petroliferi nel Delta del Niger o nell'Amazzonia ecuadoregna. 
Sono razzista contro gli scafisti cinesi e americani che con il loro "land grabbing" mettono virtualmente sui barconi nel Mediterraneo decine di migliaia di esseri umani espulsi dalle terre su cui lavorano
La "mano sporca" della Chevron
nell'amazzonia ecuadoregna.
da 
generazioni. 
Sono razzista contro i leader americani che si inventano Bin Laden e l'ISIS per garantire gli astronomici profitti delle multinazionali delle armi, del petrolio e della logistica.
Sento esplodere una improvvisa furia razzista contro i banchieri della finanza speculativa che distruggono i risparmi di una vita di migliaia di famiglie e contro quella classe politica complice e connivente che poi li premia con bonus milionari o con la presidenza di associazioni di categoria (tipo l'ABI).
Sono razzista contro le masse di idioti che cadono nel tranello fin troppo scoperto della guerra fra poveri, e che invece di insorgere contro gli aguzzini che li affamano e li riducono in miseria con il giochino della creazione di moneta dal nulla, rivolgono la loro rabbia contro il falso obiettivo di disperati che affrontano il mare su gusci di noce per sfuggire a guerra, morte, distruzione e miseria create sempre dagli stessi aguzzini. 

Sono razzista contro i produttori dei programmi pomeridiani di rincoglionimento televisivo sulle reti Mediaset come su quelle Rai, che traboccano di violenza, vippismo, cronaca nera descrizioni dettagliate di efferati omicidi compiuti da extracomunitari e che spacciano paura un tanto al chilo e insicurezza a spanne. 

E sono ancora più razzista contro quegli imprenditori della paura e dell'insicurezza che su di esse hanno costruito una fortuna personale e politica.


Distruzione e morte ad Aleppo - Siria
Sono convintamente razzista contro i fondamentalisti della finanza internazionale, artefici della peggiore operazione di distrazione di massa della storia e contro i poteri fossili criminali internazionali dispensatori di liquami petroliferi mentali che inquinano le facoltà intellettuali di masse di rincoglioniti sprovveduti che cadono come tordi nella trappola della guerra dei penultimi contro gli ultimi, neutralizzando il loro potenziale rivoluzionario rendendosi incapaci di distinguere un aguzzino dalla sua vittima e un fuggitivo terrorista da un fuggiasco terrorizzato che fugge via dalla Siria con la morte negli occhi.
Buon 2017 a tutti.

domenica 18 dicembre 2016

Renzi e quella maledizione del Napolitano mannaro che dura da 40 anni.

E così la prima assemblea del PD dopo la sonora batosta referendaria comincia come una riunione del Komintern e finisce come una seduta di avanspettacolo del Bagaglino, con ex candidati a sindaco di Roma famosi per aver stigmatizzato l'imbarbarimento della politica che si rivolgono ai loro oppositori interni dicendo che hanno la faccia come il cu(CENSURA).
E' appena il caso di ricordare che questa assemblea era stata preceduta da una Direzione Nazionale che, come ha ricordato la Senatrice della minoranza del PD Lorenza Ricchiuti, si era aperta e chiusa con la relazione di un signore dall'aspetto di Mr. Bean e dal comportamento di Kim Il Sung che per la prima volta dai tempi del PCUS ha parlato da solo per un'ora e ha chiuso il dibattito senza nemmeno aprirlo. Cosa ancora più sorprendente, nessuno dei membri del PD (a parte la suddetta senatrice Ricchiuti) lo ha stigmatizzato in modo formale. Qualche mugugno, qualche commento, qualche bocca storta e via, verso il sol dell'avvenir! 
Una Direzione si fa per confrontarsi fra compagni di pari livello, non per andare ad applaudire Breznev sulla piazza Rossa. 
Per fortuna poi c'è stata l'assemblea e uno spera che almeo la si sia tenuto un dibattito serio sulle ragioni della mega batosta... Speranza vana! Fra un innsulto e l'altro, (a Speranza, simbolicamente...),  l'assemblea, mal orientata da una relazione saccente e arrogante di quello che si voleva ritirare a vita privata se avesse perso il referendum costituzionale,  si è dunque avvitata nello sterile interrogarsi se si poteva avere un risultato migliore spiegando le ragioni del SI in modo più social, più "Fresh e Young",  più tagliato sui giovani anziché sui pensionati abbindolati dalla quattordicesima una tantum o dalla truffa dell'Anticipo Pensione (immaginificamente ribattezzato APE). E tutti a tormentarsi su perchè il Paese resista al cambiamento  renziano, su perchè il Paese abbia voluto aggrapparsi alla "conservazione" invece di scegliere il futuro e l'innovazione, su perchè gli italiani abbiano voluto perdere la grande occasione di modernizzazione che il magnifico e progressivo leader fiorentino gli stava offrendo per rintanarsi nella rassicurante certezza dello Statu quo della casta partitocratica, sul perchè gli italiani non abbiano voluto ridurre il numero dei senatori, diminuire i costi della politica, snellire il processo legislativo e mettere la museruola ai governatori recalcitranti (tipo Zaia o Emiliano) a farsi riempire di trivelle, scorie nucleari o inceneritori. Una cosa da non credere! 
E' evidente che questa gente ha ormai perso qualunque contatto con la realtà. 
Non li sfiora nemmeno l'idea che possono aver perduto il referendum perchè hanno bloccato per un anno un Paese assetato di lavoro, sicurezza, stabilità economica ed emotiva, giustizia sociale, qualità della vita sostenibile, su una riforma costituzionale vista come una priorità solo dal 4% degli italiani, una cazzata monumentale interessante solo per il PD renziano e per i loro mandanti della JP Morgan! 
Che Renzi sia il sicario del PD e di qualunque idea di "sinistra", e anche qualunque sensibilità ambientale e ecologista, mi pare talmente pacifico che mi sentirei scadere nella banalità se dovessi affermarlo ancora. Fra una amenità e una battuta di cattivo gusto, questo qui però, non sta uccidendo solo il PD,  sta proprio uccidendo la democrazia
Senza esser mai nemmeno passato dalle elezioni ma solo dagli inciuci di Palazzo (cit. ipse dixit dalla Bignardi, 2014), Renzi spazza via il programma di Italia Bene Comune (la coalizione PD/SEL che aveva beneficiato dell'abnorme e incostituzionale premio di maggioranza del porcellum, come ha ricordato il Senatore Corradino Mineo nel motivare il suo voto contro Renzi) e nonostante le raccomandazioni della Corte Costituzionale di limitarsi alla legge elettorale per tornare subito al voto, si impegna in un ambizioso programma di riforme imposte a colpi di fiducia, che oltre alla revisione di quasi metà della Costituzionale Repubblicana, includono
1) la messa in corsia preferenziale di trivellazioni, carbone, l'inutilissimo e dannosissimo gasdotto TAP, i regali alla Total a Tempa Rossa, (per cui “saltò” il Ministro Guidi) e il raddoppio degli inceneritori previsto dello sblocca Italia;
2) il sostegno incondizionato al TTIP, con conseguente distruzione dell'economia locale e dell'agricoltura di filiera corta, già duramente colpita con l'imposizione dell'IMU agricola; 
3) la vaucherizzazione, e la precarizzazione del mercato del lavoro (con l'ignobile espediente orwelliano di fingere che il Jobs Act sia una misura intesa a creare lavoro e non a distruggerlo);
4) la destabilizzazione della scuola pubblica e della ricerca con un'altro espediente di neo lingua orwelliana: la “BUONA SCUOLA”;
5) l'iper tassazione delle micro aziende innovative che invece in Germania, Austria, Svezia, Belgio, Olanda e tanti altri paesi civili vengono aiutate con meccanismi adeguati di sostegno alle start up, tramite sistemi di micro finanziamenti a fondo perduto senza garanzie (garanzie che le start up non possono fornire; "start" significa cominciare, e chi sta cominciando, per definizione non può avere alcuna solidità finanziaria atta a permettergli di fornire garanzie di alcun tipo);
6) la distruzione del risparmio di decine di migliaia di famiglie e piccoli risparmiatori tramite il Salva Banche e i regali a Banca Etruria e a Banca d'Italia.
Su tutto questo nemmeno la più vaga autocritica. Invece eccolo la a parlare di Economia digitale e Industria 4.0.
Ma non c'è bisogno di essere degli esperti dell'internet delle cose per capire istintivamente che si tratta di pelosi riferimenti ipocriti, fatti da uno che è l'emblema vivente di una politica economica da industria zeropunto zero altro che quattro.
Nel mio caso poi posso confermare per esperienza diretta che il comico fiorentino non è affatto così moderno come vorrebbe far credere agli allocchi e gonzi che ancora sono disposti a dargli credito.
Il discorso dello "Shish" davanti a una allibita Neelie Kroes
Infatti, io Renzi me lo ricordo molto bene arrivare con 45 minuti di ritardo (senza neanche scusarsi) all'appuntamento
con Rifkin 
 alla conferenza DIGITAL VENICE a Venezia, per l'inizio del semestre di Presidenza Italiana, in cui Rifkin fece un meraviglioso discorso sulla Sharing Economy e la Terza Rivoluzione Industriale come speranza di vita e di lavoro per milioni di giovani europei, e Renzi invece rispose con il famoso discorso dello "shish!". 
Rifkin avrebbe anche potuto farsi saltare la mosca al naso  e andar via senza tenere più quel discorso, ne aveva tutto il diritto visto come era stato trattato (e con Renzi non era nemmeno la prima volta, ma sui precedenti sorvolerò per carità di patria e per brevità). Ma per fortuna se Renzi è un cafone, Rifkin è un signore e portò comunque il suo visionario contributo di speranza alla manifestazione iniziale del semestre italiano.

Renzi e i renziani, pur senza avere nessuna conoscenza specifica, si sono convinti che va di moda, fa figo e rende importanti, parlare di economia digitale, innovazione, modernizzazione, futuro. E allora eccoli sempre a riempirsi la bocca di questi concetti che nemmeno capiscono e anzi contraddicono con la loro azione di governo. Eh si, perchè sentire quelli dei Vaucher, degli inceneritori, delle trivelle e del Gasdotto TAP parlare di economia digitale è l'ennesima truffa ai danni degli italiani, da parte di una classe dirigente fossile che per definizione non può avere nulla a che fare con l'economia digitale, circolare, condivisa e sostenibile del futuro. E' solo l'ennesimo maldestro espediente per mettersi una auto medaglia di presunto nuovismo pseudo innovatore a parole, mentre nei fatti si continuano tutte le politiche fossili, di distruzione di diritti e cultura e di favore verso banche e speculazione finanziaria, come e meglio di un partito di destra. In effetti (e non solo in Italia) nessuno fa le politiche di destra meglio di un partito di sinistra. Così è stato nella Germania di Schroeder (quello del piano Hartz che sta umiliando e distruggendo le vite di milioni di tedeschi non abbienti), nella Francia di Hollande, (quello degli scontri di piazza sulla Loi Travail)  nella Gran Bretagna di Tony Blair (quello della democrazia esportata in Irak a suon di bombe con un milione di morti sulla coscienza in solido con il suo amico George W. Bush), e infine nella Grecia di Tsipras (quello del referendum per dire NO alla Troika tradito 72 ore dopo con il vergognoso siluramento di Yannis Varoufakis).

Ma mentre fa il suo compitino svogliato e sciatto alla Assemblea nazionale,  il simpatico comico di Rignano sull'Arno  mi sembra poco credibile come unico artefice di questo ennesimo fiasco della sinistra. E allora una folgorazione mi fa capire tutto. Lui è solo uno strumento, l'utile idiota di un disegno divino molto più grande di lui. 
Lui è solo lo strumento della maledizione del Napolitano Mannaro. 
Ecco, adesso si che le cose coincidono. E' Napolitano che ce lo ha messo a far danni! 
Perchè Napolitano sono 50 anni che si adopera con instancabile ardore per distruggere la sinistra. E questa volta, c'era quasi riuscito. Io Napolitano me lo ricordo bene. Sono stato attivista del PCI dal 1974 all'81, tutto il liceo e tutta l'Università. In quel periodo sono stato aggredito dagli opposti estremi dei fascisti che uccisero Benedetto Petrone a Bari nel 1977 e dagli esponenti dell'autonomia operaia che consideravano noi “figicciotti” il vero nemico di classe. Sempre in quel periodi, noi militanti del PCI avevamo un impegno preciso la domenica: la diffusione casa per casa de L'Unità. Anche io, come tanti in quegli anni, ho diffuso migliaia di copie de L'Unità quando i corsivi li scrivevano Fortebraccio, Antonello Trombadori, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Alberto Asor-Rosa e Bruno Trentin (mica Rondolino e Sergio Staino). Mi svegliavo alle sette della domenica mattina e alle nove ero già in sezione ( dedicata a Moranino, un partigiano che si era rifiutato di gettare le armi dopo la resa dei nazi fascisti) per preparare la diffusione de "L'Unità".
Leggevamo la prima la seconda e la terza pagina (cultura) perché la diffusione dell'Unità aveva uno scopo economico ma anche e soprattutto politico e culturale; le 50 lire erano meno importanti del potersi assicurare che stavamo seminando in chi la comprava, le idee de L'Unità di quella domenica. Si, lo so che oggi con Rondolino la parola "idee" con la parola Unità stona alquanto, ma allora era diverso e alle dieci eravamo già nei palazzi de
i quartieri brindisini del "Paradiso", della Commenda, di Sant'Angelo, di Sant'Elia.
Ogni santa domenica. 
Salvo che in un caso: e cioè se l'Unità ospitava un corsivo di Giorgio Napolitano.

In questo caso molti di noi tornavano a casa (per lo più in bici o in motorino) e si rimettevano a letto fino all'orario i in cui l'odore del ragù che si compenetrava nel pentolone di orecchiette al grano arso fatte in casa non si insinuava prepotentemente nelle nostre narici facendoci levitare fuori dal letto verso la sala da pranzo previa tappa brevissima in bagno per riacquistare una parvenza di aspetto umano. 
Una volta a tavola aprivamo copia de "Il Manifesto" o di "Lotta Continua" previdentemente comprati in edicola da noi o dal fratello gruppettaro che nelle case comuniste che si rispettavano non mancava mai! 
Altro che Napolitano!!! 
Ecco. 
Non venitemi a parlare di Napolitano perché noi vecchi (ormai ex) comunisti delusi  lo avevamo "sgamato" (lui e i cosiddetti miglioristi") già da allora è lo schifavamo più di chiunque altro che oggi si indigna contro Napolitano su facebook ma all'epoca aveva i calzoncini corti, o addirittura il pannolino, quando non proprio biglietto con il numerino in mano nella fila per nascere. Come un certo Matteuccio da Rignano sull'Arno, che poi Napolitano scelse per fargli fare quanti più danni possibile a quel partito e soprattutto a quella idea di uguaglianza e giustizia sociale che lui aveva sempre odiato e contro di cui ha lavorato una vita, come una maledizione che ancora aleggia sulla sinistra e sul Paese!

giovedì 15 dicembre 2016

Grillo e l'energia: critiche giuste e critiche "interessate".

Dopo la pubblicazione del video di Beppe Grillo sull'Energia come primo punto del programma del M5S in vista delle elezioni che prima o poi seguiranno al referendum che ha bocciato la proposta di revisione della Costituzione voluta a colpi di maggioranza dal governo Renzi, si è scatenata una polemica non del tutto disinteressata sull'argomento.
In particolare, Grillo è stato accusato da molti esperti di non aver capito nulla di energia, di aver proposto un NON programma in quanto non individua obiettivi chiari e non fa proposte concrete. Nell'articolo pubblicato su Linkiesta da Luca Longo, (si veda in fine articolo) il programma dei 5 Stelle per l'energia così come illustrato dal video di Grillo viene demolito e descritto come il trionfo della superficialità, della approssimazione, del luogo comune, e come "un insieme di speranze utopiche e datate che non affronta i veri problemi con i quali ci troviamo a fare i conti che lo vogliamo o no"
Grillo viene esortato a studiare l'argomento energia che è troppo importante e deve essere trattato con competenza e divulgato con precisione.
In effetti, certo, molte delle affermazioni del video di Grillo sono iperboliche, approssimative, superficiali, mal documentate ed esposte in modo sciatto e confuso.
Per esempio Grillo confonde energia con potenza e da l'impressione di non sapere esattamente cosa sia una smart grid, confonde Uzbekistan con Azerbajan come Paese da cui origina il gasdotto TAP, scade nella eccessiva semplificazione e faciloneria quando illustra l'idea dello scambio notturno dell'energia accumulata nella batteria dell'auto a prezzi tripli che in effetti è presentata da Rifkin fin dal libro "L'Economia all'Idrogeno", ma è un'altra cosa che ha più a che fare con la sharing economy che con la speculazione sul differenziale del prezzo dell'energia fra giorno e notte.
Lo stesso quesito su cui il blog invita a votare gli iscritti è di una ovvietà allucinante: chi può votare NO, alla domanda se vogliamo sopprimere il petrolio? Sarebbe come domandare se vuoi bene alla mamma o no... Ma Beppe lo conosciamo e sappiamo che è così
Capisce le cose a modo suo le riferisce a modo suo, ma normalmente ci azzecca, anche se poi si decredibilizza per lo stile comico giullaresco con cui presenta argomenti maledettamente seri. Va però dato atto a Beppe Grillo di aver sempre dato spazio sul tema dell'energia alle visioni dei grandi pensatori come Rifkin, Amory Lovins, Lester Brown e effettivamente pochi come lui sono stati in grado, nel tempo, di sviluppare una visione complessiva alternativa sul tema dell'energia. Ritengo perciò inaccettabile che l'autore di questo commento su Linkiesta mescoli il sacro col profano rilevando le contraddizioni del messaggio di Grillo ma facendo affermazioni allucinogene che (e qui c'è una forte complicità di Grillo per come lui si è espresso e ha presentato le cose nel famoso video) mirano a seminare scetticismo sulle possibilità delle tecnologie solari di far fronte ai bisogni energetici di una economia moderna e a ripristinare, invece, fiducia in quelle fossili. Infatti tutto diventa più chiaro quando nell'articolo su Linkiesta si leggono affermazioni come: "Se fosse passata la riforma costituzionale, allora sarebbe stato possibile creare e fare rispettare un piano energetico nazionale organico. Ma ora rimarremo alla paralisi anche su questo: il piano per trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale è bloccato dall’opposizione della regione Puglia all’abbattimento di 124 piante di ulivo" (!!!)
Pierferdinando Casini esci da questo corpo e manifestati in tutto il tuo satanico splendore!
20 settembre 2014: presento Beppe Grillo sul palco della Manifestazione
NO TAP / NO FOSSILI
Non ritornerò alla polemica sulla totale inutilità del gasdotto TAP, contro di cui ho contribuito a creare il Comitato interprovinciale NO TAP/NO FOSSILI che il 20 settembre 2014 organizzò una memorabile manifestazione con la Marcia San Foca - Melendugno (si veda il link in fondo pagina). Voglio però sottolineare una notevole contraddizione di questa critica a Grillo. L'obbligo dello Stato di elaborare un piano energetico nazionale era già previsto dalla competenza concorrente dell'articolo 117 della Costituzione nella sua formula vigente. Anzi, era tutto quello che lo Stato doveva fare, e che si è dimostrato totalmente incapace di fare. L'ultimo piano energetico nazionale risale al 1988 (il giurassico dell'energia). Le strategie energetiche dei vari governi che si sono succeduti sono state solo marchette ai produttori di fossili e gas in particolare. Ricordiamo in tal senso la SEN (Strategia Energetica Nazionale) in epoca Monti Passera, che vedeva l'Italia come l'"hub del gas" di tutta l'Europa (il gasdotto TAP nasce da questa impostazione: devastiamo pure i nostri territori e il nostro mare per andare a vendere il gas azero ai tedeschi, gli austriaci e gli svizzeri facendo fare profitti stratosferici a una multinazionale svizzera che apre un ufficio nel centro di Lecce. Francamente se la strategia nazionale deve essere "trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale", allora è molto meglio rimanere senza alcuna strategia nazionale, e bene fa il governatore Emiliano a opporvisi anche se dovrebbe farsi consigliare meglio, perché continua a parlare a vanvera di "decarbonizzazione dell'ILVA" confondendo il carbonio con il carbone, ma questo è un fronte polemico che apriremo a tempo debito).
Quindi è assurdo pretendere maggiori poteri (competenza esclusiva) in campo energetico per lo Stato, quando esso non è stato in grado di far fronte neanche agli obblighi derivanti dalla competenza concorrente.
Disinnescata la favoletta dell'immobilismo energetico dovuto alla mancata riforma costituzionale, vorrei concentrarmi sugli ultimi due aspetti di queste critiche che facendo di ogni erba un fascio, finiscono per scadere in quelle fanfaronate che imputano a Grillo. Mi riferisco innanzitutto alla questione dei sussidi alle fonti fossili (sulla quale il commentatore de Linkiesta diventa imporvvisamente afono e che nel mondo ammontano a oltre 700 miliardi di dollari (più del doppio di quelli per le rinnovabili, e che nella sola Unione Europea, come ricordava con un suo magistrale intervento in aula l'Eurodeputato Dario Tamburrano proprio ieri, ammontano a 300 miliardi di euro l'anno (600 euro a persona neonati inclusi-per chi fosse interessato il link a questo intervento è nelle note). La seconda questione è quella dell'accumulo di energia rinnovabile e della presunta insufficienza delle fonti rinnovabili a fare massa critica per coprire i bisogni di una economia moderna per cui ci sarebbe ancora molto da investire in ricerca e innovazione, e quindi (concludono) per il momento, non ci sarebbe alternativa ai fossili. Bisogna non aver mai letto Rifkin per lasciarsi andare a simili banalità. Perchè se è vero che le batterie e le auto elettriche sono per il momento fuori mercato (anche a causa di un sistema di incentivi che privilegia il modello fossile), le tecnologie dell'idrogeno (appena "sdoganate con il recepimento della Direttiva DAFI-Carburanti Alternativi - si veda in fondo articolo) permettono di far fronte in modo molto più economico ed energeticamente vantaggioso la problema dell'intermittenza delle fonti rinnovabili come Jeremy Rifkin ha dimostrato fin dal 2001 con il suo libro Economia all'Idrogeno e poi ha portato a sintesi con i 5 pilatri della Terza Rivoluzione Industriale nell'omonimo libro del 2011, e con il Commons collaborativo e l'internet dell'energia nel libro "La Società a costo marginale zero" del 2014).
L'ENERGY UNION della Commissione Europea propone  nuove regole per
una transizione verso l'energia pulita con il consumatore protagonista.
Infatti il problema degli accumuli non si risolve con le batterie (per cui non c'è abbastanza litio sul pianeta) ma appunto con le tecnologie dell'idrogeno che ormai cominciano ad arrivare sul mercato nonostante una legislazione sfavorevole le abbia relegate per troppo tempo nel limbo della ricerca e sperimentazione. Infatti se è vero che la ricerca nel settore delle fonti alternative deve andare avanti perchè gli investimenti in questo settore non sono mai abbastanza (il 95%della ricerca energetica dagli anni 30 ad oggi è andata a fossili e nucleare!), è rivoltante che questo argomento venga usato in modo strumentale come un alibi per non introdurre nel mercato tecnologie ormai consolidate in grado di accelerare la transizione energetica dal modello fossile centralizzato a quello decentrato e basato sul prosumer (al quale si rivolge la nuova legislazione Europea: si veda nelle note). E' vero esattamente il contrario dunque! Le fonti rinnovabili stanno mettendo profondamente in crisi il modello fossile ad alti costi marginali perchè sono a costi marginali ZERO, tanto che i produttori di energia fossile non si vergognano a domandare allo Stato il pagamento di una sovvenzione mascherata da "Capacity Payment" come rimborso per i loro investimenti sbagliati negli impianti fossili (carbone, turbogas e oli combustibili). La realtà è che da quando sono entrate in funzione le rinnovabili (specialmente il fotovoltaico) si è invertito il momento del picco dei costi della produzione energetica, da mezzogiorno (quando ci pensa il sole che è gratis) alla sera (quando il sole non c'è più e allora bisogna andare con i fossili che gratis non sono, si veda diagramma sotto). Purtroppo questo non si è tradotto in un beneficio in bolletta da parte dei produttori e distributori che preferiscono "chiagnere e fottere", lamentando costi eccessivi alle rinnovabili, quando invece i loro problemi economici nascono tutti dai costi delle fonti fossili dal prezzo volatile e imprevedibile, e comunque a più alti costi marginali del sole e del vento. Se avessimo una autorità Garante per il Gas e l'energia saprebbe lei come metterli a posto. Come dite?!? Ce l'abbiamo?! Noooo dai! Mi state prendendo in giro!

Inversione del picco del costo dell'energia 2005-2013

Purtroppo queste cose l'articolo de Linkiesta non le dice (e ci può stare), ma il vero problema è che non le dice nemmeno Grillo (e questo di può stare un po' di meno).
Eppure nel M5S ci sono parlamentari bravissimi (tanto per citarne solo due, il Senatore Gianni Girotto e il già citato Europarlamentare Dario Tamburrano) che su queste cose sono impegnati pancia a terra ogni giorno e che se fossero stati consultati prima di diffondere il video-pietra dello scandalo, avrebbero certamente evitato una serie di imprecisioni, approssimazioni, errori e figuracce.

Se Grillo non ha il loro numero di telefono, posso darglielo io...


Riferimenti:
Ecco il video di Grillo:
(http://www.beppegrillo.it/2016/12/il_programma_di_governo_del_movimento_5_stelle_lenergia.html)

ed ecco l'articolo de Linkiesta:
(http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/08/ecco-perche-sullenergia-beppe-grillo-non-ha-capito-niente/32664/)

Ecco uno dei video relativi alla manifestazione contro il Gasdotto TAP del 20 settembre 2014 con Beppe Grillo: https://www.youtube.com/watch?v=ezN4qmu48MQ

Ecco il link all'intervento di Dario Tamburrano nel Parlamento Europeo contro gli incentivi all'energia fossile:
http://www.ilblogdellestelle.it/ogni_cittadino.html?utm_medium=push_notification&utm_source=rss&utm_campaign=rss_pushcrew

Ecco le informazioni sulla direttiva DAFI: http://cetri-tires.org/press/2016/un-grande-passo-avanti-verso-lidrogeno-recepita-la-direttiva-europea-per-i-carburanti-alternativi-dafi/).

E infine ecco le informazioni sulle nuove strategie europee:
(https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition)
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